Sentenza n. 719/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento - avverso e per l'annullamento del silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di permesso di costruire in sanatoria presentata dal ricorrente in data 22.09.2022, ai sensi dell'art. 36 d.p.r. 380/2001; - di tutti gli atti presupposti, ivi compresi, gli atti istruttori, non conosciuti, collegati, connessi e conseguenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La richiesta comunale di integrazione documentale ha superato il precedente diniego tacito e ha dato conto della pendenza del procedimento di sanatoria, sicché l'interesse del ricorrente si trasferisce sul provvedimento espresso che definirà il procedimento, ove sfavorevole. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della definizione in rito.
Atto impugnato: silenzio-rigetto formatosi sull'istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego tacito formatosi sull'istanza di permesso di costruire in sanatoria presentata al Comune il 22 settembre 2022 ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001, chiedendo anche l'annullamento degli atti presupposti, istruttori, collegati e conseguenziali. Nel corso del giudizio il Comune ha depositato una nota con cui, superando il diniego tacito, ha richiesto un'integrazione documentale necessaria per istruire e definire la domanda di sanatoria. Il ricorrente ha quindi rilevato la sopravvenuta improcedibilità del ricorso, chiedendo che l'amministrazione si determini mediante un provvedimento espresso e motivato.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
La disposizione costituisce la base normativa dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria oggetto del procedimento amministrativo; la decisione non esamina nel merito i presupposti della sanatoria.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; non assume rilievo nella motivazione decisoria sull'improcedibilità.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio contro il diniego tacito su un'istanza amministrativa, l'amministrazione riattiva concretamente il procedimento e richiede integrazioni documentali per giungere alla sua definizione, il diniego tacito è superato e il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- A seguito del superamento del diniego tacito mediante la prosecuzione dell'istruttoria, l'interesse del privato si trasferisce sull'eventuale successivo provvedimento espresso e sfavorevole che definisca il procedimento amministrativo.
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