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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14013/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Bari su più profili: censuravano la mancata pronuncia di proscioglimento nel merito nonostante la declaratoria di estinzione per prescrizione (art. 129 c.p.p.); contestavano la configurabilità del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640‑bis) sostenendo l'idoneità delle DDIIAA/DIA e la legittimità delle procedure semplificate regionali (art. 12 d.lgs. 387/2003; art.27 L. Reg. Puglia n.1/2008; L. Reg. Puglia n.31/2008), invocando l'applicazione della norma "salva DIA" (art.1‑quater DL 8.7.2010 n.105 conv.); contestavano la configurabilità della lottizzazione abusiva e della confisca ex art.44, comma 2, DPR n.380/2001, lamentando errore nella determinazione del momento consumativo e carenza di interesse alla confisca per alcuni imputati; deducevano carenze probatorie (es. utilizzabilità di mail estratte da dispositivi), errore nella valutazione dell'elemento soggettivo e della idoneità ingannatoria verso GSE, nonché vizi relativi alla responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi del d.lgs.231/2001.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto i ricorsi infondati o, in alcuni limiti, ai confini dell'inammissibilità, e li ha respinti. In particolare: è stata confermata la valutazione dei giudici di merito sulla sussistenza della lottizzazione abusiva e sull'artificioso frazionamento degli impianti fotovoltaici; è stata respinta la doglianza secondo cui la declaratoria di prescrizione avrebbe dovuto tradursi in proscioglimento di merito, perché i ricorrenti non hanno dimostrato una "evidente" innocenza ai sensi dell'art.129 c.p.p.; è stata confermata la ricostruzione del meccanismo truffaldino finalizzato all'ottenimento indebito di incentivi (art. 640‑bis) e la possibilità di ritenere idonei a ingannare gli erogatori gli artifici posti in essere; è stata ritenuta legittima la statuizione di confisca ex art.44, comma 2, DPR 380/2001 anche in presenza di reato prescritto, e confermata la responsabilità amministrativa di "Radiazioni s.r.l." ai sensi del d.lgs.231/2001, atteso che il giudice ha effettuato l'accertamento "per incidens" del reato presupposto. Sono state inoltre respinte le censure sulla retroattività della disciplina regionale e sulla applicabilità della norma "salva DIA", ritenendo non sussistenti le condizioni richieste (es. requisito temporale e artificioso frazionamento). Le statuizioni civili e le provvisionali deliberate in favore delle parti civili sono state mantenute nei limiti di competenza.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. (associazione a delinquere)

    Richiamata quale titolo di accusa originario per taluni partecipanti; la Corte territoriale ed ora la Cassazione hanno valutato l'effettiva partecipazione e responsabilità in base al compendio probatorio

  • art. 640‑bis cod. pen. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche)

    La Corte ha confermato che l'artificio consistente nell'artificioso frazionamento degli impianti e nelle false attestazioni idonee a far conseguire incentivi integra il delitto, indipendentemente da eventuali omissioni di controllo dell'ente erogatore

  • art. 44, comma 2, DPR 6 giugno 2001 n. 380 (confisca per lottizzazione abusiva)

    È legittima la confisca dei terreni abusivamente lottizzati anche quando il reato sia prescritto, purché la sussistenza degli elementi di fatto e di responsabilità sia stata già accertata nel contraddittorio; il giudice d'appello deve valutare il compendio probatorio "per incidens"

  • art. 12 d.lgs. 3 marzo 2003 n. 387

    Norma quadro nazionale che riserva all'autorizzazione unica la disciplina per impianti di maggiore potenza; la Corte ha richiamato la gerarchia normativa per escludere la legittimità di procedure semplificate oltre le soglie statali

  • art. 27 legge regionale Puglia n. 1/2008 e legge regionale Puglia n. 31/2008

    Le disposizioni regionali che ampliavano l'ambito della DIA sono state considerate non compatibili con la disciplina statale per come interpretata dalla Corte costituzionale; la Corte ha inoltre escluso che tali norme potessero salvare i titoli quando sussisteva artificioso frazionamento e mancato rispetto delle condizioni temporali

  • art. 1‑quater DL 8 luglio 2010 n. 105 conv. ("salva DIA")

    Applicabile solo se congiuntamente ricorrono le condizioni previste (procedure avviate in conformità a disposizioni regionali e impianti entrati in esercizio entro il termine stabilito); nella specie le condizioni non ricorrevano per effetto dell'artificioso frazionamento e del superamento dei termini

  • art. 129 cod. proc. pen. (declaratoria immediata di cause di non punibilità)

    La Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite: la declaratoria ex officio della prescrizione non impone il proscioglimento nel merito salvo che risulti in atti l'"evidenza" dell'innocenza; i ricorrenti non hanno dimostrato tale evidenza

  • d.lgs. 231/2001 (responsabilità amministrativa delle persone giuridiche)

    La Corte ha ritenuto correttamente svolto l'accertamento incidentale del reato presupposto e valutata la responsabilità dell'ente; spetta all'ente provare l'adozione ed efficacia di modelli idonei a esonerarne la responsabilità

  • art. 578‑bis cod. proc. pen. (disposizioni su confisca)

    Richiamata nella cornice giurisprudenziale che consente la conferma della confisca anche con reato prescritto, trattandosi di misura con contenuto processuale; il giudice d'appello deve comunque valutare il compendio probatorio

Massime di principio

  • La declaratoria di prescrizione non determina automaticamente l'assoluzione di merito: per imporre il proscioglimento l'innocenza dell'imputato deve risultare in modo "evidente" dagli atti (art.129 c.p.p. e Giurisprudenza delle Sezioni Unite). In mancanza di tale evidenza, il processo può considerare gli altri profili, specie civili o ablativi.
  • Le DDIIAA/DIA ritenute formalmente valide in una fase iniziale possono perdere efficacia in seguito a pronunce costituzionali o per l'accertata artificiosità del frazionamento dell'intervento; la norma "salva DIA" ha efficacia limitata e subordinata a condizioni temporali e sostanziali rigorose (entrata in esercizio entro termini, assenza di artificioso frazionamento).
  • Quando emergono elementi che dimostrano un "centro di interessi" unitario e l'artificioso frazionamento di impianti per eludere limiti normativi, può integrarsi la fattispecie di lottizzazione abusiva anche se le operazioni sono formalmente presentate come distinte.
  • La confisca dei terreni abusivamente lottizzati (art.44 DPR 380/2001) può essere confermata anche se il reato è poi dichiarato prescritto, purché la sussistenza degli elementi di fatto e di responsabilità sia stata già accertata nel contraddittorio. Il terzo proprietario che non ha partecipato al processo deve far valere il proprio diritto preferibilmente con l'incidente di esecuzione o tramite gli strumenti processuali adeguati entro i termini procedurali.
  • Per la configurabilità della truffa aggravata ai danni di enti erogatori di incentivi pubblici non è necessario dimostrare la colpa dell'ente erogatore nei controlli: conta l'idoneità degli artifici e delle dichiarazioni mendaci a indurre in errore e far conseguire indebitamente risorse pubbliche.
  • La responsabilità amministrativa delle società ex d.lgs.231/2001 può essere accertata anche quando il reato presupposto è prescritto, purché il giudice d'appello effettui l'accertamento incidentale del fatto; spetta poi all'ente dimostrare l'esistenza ed efficacia dei modelli organizzativi esimenti.
  • In impugnazione il ricorrente che reclama la mancata declaratoria di proscioglimento per prescrizione deve proporre elementi tali da consentire una valutazione "ictu oculi" dell'innocenza; censure di merito o valutazioni alternative dei fatti non sono sufficienti in Cassazione.

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