Cassazione Civile, Ordinanza n. 30464/2025 del 19/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)
La controversia
Il successore universale di contribuenti deceduti aveva promosso davanti al giudice tributario dell'ottemperanza un ricorso ex art. 70 D.Lgs. 546/1992 per ottenere l'integrale esecuzione di una sentenza passata in giudicato che aveva riconosciuto agli eredi il diritto al rimborso del 90% delle imposte IRPEF e ILOR versate negli anni 1990 e 1991, in applicazione della disciplina agevolativa per i soggetti colpiti dagli eventi sismici del dicembre 1990. Il giudice di merito aveva respinto l'istanza ritenendo sufficiente il rimborso del 50% già effettuato dall'Amministrazione in base alla normativa sopravvenuta che disciplina la limitata disponibilità dei fondi e affermando che non fosse possibile imporre l'integrale esecuzione del giudicato. In cassazione il ricorrente deduceva violazione degli artt. 1, 49 e 70 D.Lgs. 546/1992, dell'art. 324 c.p.c. e dell'art. 2909 c.c., sostenendo che il giudice dell'ottemperanza avrebbe dovuto garantire la piena e concreta attuazione del comando contenuto nel giudicato e che la limitazione al 50% contrastasse con l'efficacia vincolante della sentenza definitiva. Nelle more del giudizio di legittimità il ricorrente ha poi depositato memoria dichiarando che l'Agenzia aveva corrisposto tutte le somme dovute e chiedendo la cessazione della materia del contendere.
La decisione
La Corte di cassazione non ha esaminato il merito della censura, perché ha rilevato che l'istanza di cessazione della materia del contendere non era accoglibile in assenza di conclusioni conformi di entrambe le parti e di documentazione idonea a provare l'integrale pagamento. Tuttavia, ha ritenuto che la richiesta del ricorrente costituisse una chiara manifestazione di disinteresse alla prosecuzione del giudizio e ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese del giudizio di legittimità sono state integralmente compensate. La Corte ha anche escluso l'applicazione del raddoppio del contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, DPR 115/2002, richiamandone il carattere eccezionale e non estensibile.
Norme richiamate
art. 70 D.Lgs. 546/1992
disciplina il ricorso per ottemperanza nel processo tributario, ma nel caso concreto il ricorso è divenuto inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 1 D.Lgs. 546/1992
richiamato tra le norme asseritamente violate nel ricorso, senza una specifica autonoma ratio decidendi sulla norma.
art. 49 D.Lgs. 546/1992
richiamato tra le norme asseritamente violate nel ricorso, senza autonoma decisività nella motivazione della Corte di cassazione.
art. 324 c.p.c.
richiamato per denunciare la violazione del giudicato, ma la Corte non decide sul merito della doglianza per sopravvenuta inammissibilità.
art. 2909 c.c.
richiamato per la portata vincolante del giudicato sostanziale, ma non oggetto di accoglimento nel giudizio di legittimità.
art. 380-bis.1 c.p.c.
indica il rito camerale di trattazione del ricorso in Cassazione.
art. 372, comma 2, c.p.c.
consente il deposito di documenti relativi a fatti sopravvenuti idonei a incidere sull'esito del giudizio, come la cessazione della materia del contendere.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002
la Corte esclude il raddoppio del contributo unificato, affermando che la norma ha carattere eccezionale e sanzionatorio e non è applicabile oltre i casi espressamente previsti.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione, la sopravvenuta manifestazione univoca di disinteresse alla prosecuzione del processo può determinare l'inammissibilità del ricorso per carenza sopravvenuta di interesse, anche quando la cessazione della materia del contendere non sia formalmente accoglibile per difetto di documentazione o di adesione di entrambe le parti.
- La cessazione della materia del contendere per fatti sopravvenuti richiede, di regola, un riscontro documentale idoneo e conclusioni conformi delle parti; in mancanza, il giudice non può dichiararla sulla sola base di allegazioni difensive.
- Nel processo di ottemperanza, la deduzione dell'obbligo di eseguire integralmente un giudicato deve confrontarsi con il thema decidendum concreto del ricorso; tuttavia, se il ricorso per cassazione viene meno per sopravvenuta carenza di interesse, il merito della violazione del giudicato resta non esaminato.
- L'applicazione del raddoppio del contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, DPR 115/2002 è di stretta interpretazione e non può essere estesa oltre i casi espressamente previsti dalla legge.
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