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Sentenza

Sentenza del 11/12/2020 n. 28253 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione degli avvisi di accertamento ICI per gli anni 2009-2011 e IMU per il 2012; la contribuente contestava che gli immobili erano stati classificati come aree edificabili sulla sola adozione del PRG non definitivamente approvato e che il Comune aveva poi determinato il valore con Delibera di Giunta del 30.11.2010; chiedeva che non fosse dovuta l'imposta o che fosse rideterminata la base imponibile in quanto si trattava di valore potenziale e non di reale natura edificatoria, nonché censurava la legittimità e la motivazione della Delibera estimativa

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi e terzo motivi di ricorso (che riguardavano la modalità di determinazione del valore e la carenza motivazionale della decisione di merito), rigettando il secondo (riguardante la dedotta impossibilità di tassare valori potenziali). Ha cassato la sentenza della CTR del Lazio e ha disposto il rinvio alla CTR del Lazio in diversa composizione per nuova valutazione, demandando a quest'ultima anche la regolamentazione delle spese. In sostanza la Cassazione ha ritenuto che la CTR non abbia adeguatamente valutato e motivato le contestazioni della contribuente circa la stima e abbia impropriamente subordinato la disapplicazione della Delibera comunale all'impugnazione amministrativa, mentre il principio per cui l'adozione del PRG può influire sulla qualificazione come area edificabile è confermato

Norme richiamate

  • Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 2, comma 1, lettera b

    Norma che definisce i criteri per l'individuazione delle aree edificabili ai fini ICI; interpretata, con gli interventi successivi, nel senso che l'inserimento nel PRG le può rendere edificabili ai fini del valore venale

  • Legge n. 248 del 2005, articolo 11 quaterdecies, comma 16

    Interpretazione autentica che qualsivoglia area è da considerarsi fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale, indipendentemente dagli strumenti attuativi

  • Decreto Legge n. 223 del 2006, articolo 36 (convertito nella L. n. 248 del 2006, art.36, comma 2)

    Conferma e specifica che l'edificabilità ai fini ICI si desume dall'adozione del PRG, anche senza approvazione regionale o piani attuativi

  • Ordinanza Corte Costituzionale n. 41/2008

    Ha ritenuto manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale: la potenzialità edificatoria prevista dal PRG influenza il valore del terreno e costituisce indice di capacità contributiva

  • Cassazione (giurisprudenza richiamata: Sez. Unite n. 25506/2006, Cass. n. 21156/2016, n.11182/2014, n.15792/2012, Sez. 5 n.6702/2020)

    Orientamento consolidato che l'inizio del procedimento di trasformazione urbanistica (adozione PRG) è sufficiente a influire sul valore venale e quindi sulla base imponibile; la valutazione deve comunque tener conto dell'effettiva attualità delle potenzialità edificatorie

  • Decreto Legislativo n. 201 del 2011, articolo 13 (richiamo all'ICI)

    Stabilisce che l'IMU si applica alle aree edificabili secondo il criterio del valore venale, richiamando la disciplina ICI (art.5 comma 5 D.Lgs.504/1992)

  • Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 7

    Consente al giudice tributario la disapplicazione incidentale degli atti amministrativi contrastanti con norme tributarie; la Corte ha richiamato che la CTR non può subordinare la disapplicazione all'impugnazione amministrativa

  • Articolo 2697 c.c. (onere della prova)

    Richiamato dalla ricorrente per contestare la valutazione probatoria sulla stima; la Cassazione ha censurato la mancanza di adeguata motivazione sul criterio logico seguito nella valutazione delle prove

  • Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, articolo 59, comma 1, lettera f

    Prevede la possibilità che il Comune riconosca rimborsi; citato nella giurisprudenza in tema di oscillazioni di valore e rimborsi per anni pregressi

Massime di principio

  • L'adozione del Piano Regolatore Generale (PRG) è, di per sé, idonea a qualificare un'area come 'edificabile' ai fini della determinazione della base imponibile ICI/IMU, anche in assenza di approvazione regionale o di strumenti attuativi.
  • Il valore venale attribuito a un'area può incorporare la 'potenzialità edificatoria' derivante dall'adozione del PRG; tuttavia il giudice tributario deve valutare concretamente le potenzialità effettive e motivare la scelta valutativa.
  • La deliberazione comunale che fissa i valori estimativi può diventare elemento rilevante ma non è insindacabile: il contribuente può contestarne la congruità davanti al giudice tributario, il quale può esercitare la disapplicazione incidentale senza subordinate condizioni formali di impugnazione amministrativa.
  • L'IMU si applica alle aree edificabili sul criterio del valore venale, richiamando la disciplina ICI; la natura periodica del tributo giustifica variazioni di prelievo per mutate condizioni di mercato o di attuazione urbanistica, salvo diversa decisione del Comune.
  • Se il giudice di merito non dà conto della valutazione degli elementi probatori (perizia comunale e documentazione della contribuente) e del criterio logico seguito, la motivazione è carente e la decisione è suscettibile di cassazione e rinvio per nuova istruttoria.
  • In caso di contestazione sul valore, è utile per il contribuente produrre perizia e elementi concreti sulle reali potenzialità edificatorie affinché il giudice tributario possa compiere una valutazione motivata.

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