Sentenza del 20/10/2016 n. 3632 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia
TESTO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente ha impugnato la cartella di pagamento relativa alla TARSU 2011, contestando l'applicazione, per una superficie di circa 1.146 mq, della tariffa prevista per la categoria delle autorimesse pubbliche. Ha sostenuto che i locali erano utilizzati esclusivamente per il parcheggio e la custodia delle autovetture, con presenza umana sporadica e limitata, e che quindi la capacità di produrre rifiuti era sostanzialmente analoga a quella di un box o locale di sgombero, cui doveva essere applicata una tariffa inferiore.
La decisione
La Commissione Tributaria Provinciale aveva rigettato il ricorso. In appello, invece, la Commissione Tributaria Regionale di Palermo ha ritenuto fondata la tesi del contribuente, riconoscendo l'analoga attitudine alla produzione di rifiuti dell'autorimessa e dei box-locali di sgombero. Ha disapplicato, limitatamente al caso concreto, la disciplina tariffaria ritenuta illegittima e ha annullato la pretesa tributaria conseguente all'applicazione della tariffa contestata. Il Comune è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori.
Norme richiamate
Articolo 7, comma 5, del Decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546
Qualora le Commissioni tributarie ritengano illegittimo un regolamento o un atto amministrativo generale, che sia rilevante ai fini della decisione, lo disapplicano in relazione all'oggetto dedotto in giudizio.
Il giudice tributario non può annullare direttamente un regolamento o una delibera tariffaria generale, ma può ritenerli illegittimi e disapplicarli nel singolo processo. Se l'atto impositivo si fonda sulla disposizione disapplicata, la pretesa tributaria può essere annullata. Gli effetti della disapplicazione restano limitati alla controversia esaminata.
Disciplina TARSU relativa alle categorie tariffarie
La tariffa deve riflettere, secondo la decisione, l'effettiva e concreta attitudine dei locali a produrre rifiuti. Locali formalmente classificati come autorimesse pubbliche possono essere assimilati, ai fini tariffari, ai box o locali di sgombero quando l'attività svolta comporti una produzione di rifiuti sostanzialmente equivalente.
Massime di principio
- Nella TARSU o in tributi analoghi, la categoria tariffaria non dovrebbe essere valutata soltanto sulla base della denominazione formale dell'attività, ma anche considerando l'effettiva capacità dei locali di produrre rifiuti.
- Un contribuente può contestare una tariffa dimostrando che l'uso concreto dei locali e la presenza di persone determinano una produzione di rifiuti inferiore rispetto a quella tipica della categoria applicata.
- Il giudice tributario può disapplicare, solo nel caso specifico, una norma regolamentare o una delibera tariffaria ritenuta illegittima, senza eliminarla dall'ordinamento in via generale.
- La semplice assimilazione a una categoria più favorevole non è automatica: occorre fornire elementi concreti sull'uso dei locali, sulle modalità dell'attività e sull'effettiva produzione di rifiuti.
- Una decisione favorevole produce effetti principalmente tra le parti del processo; altri contribuenti in situazioni analoghe devono normalmente far valere autonomamente la medesima contestazione.
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