Sentenza n. 7377/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma n. 8073/2025 depositata e resa pubblica il 08.07.2025, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 18013/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione da parte dell'amministrazione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro e previdenza, n. 8073/2025
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente scolastica)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza per ottenere l'attuazione della sentenza civile passata in giudicato del Tribunale di Roma n. 8073/2025. Ha dedotto l'inadempimento dell'amministrazione rispetto all'obbligo di conformarsi al titolo giudiziale. Il Ministero e l'Ufficio scolastico regionale si sono costituiti, ma non hanno fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della pronuncia civile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che, ai sensi dell'art. 112, comma 2, c.p.a., l'ottemperanza è esperibile per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati del giudice ordinario. Nel caso di titolo proveniente dal giudice civile del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha carattere meramente esecutivo e si limita ad accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza consentire integrazioni o accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione. Poiché la ricorrente aveva allegato l'inadempimento e l'amministrazione non aveva dimostrato l'avvenuta esecuzione, il Ministero è stato condannato a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. È stato nominato sin d'ora un commissario ad acta, individuato nel direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, affinché provveda entro 90 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'amministrazione in caso di perdurante inadempimento. Non è stata applicata la penalità di mora, ritenuta non ancora giustificata, salva una successiva richiesta in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali, liquidate in euro 800 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
"l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario"
La norma consente di promuovere il giudizio di ottemperanza per ottenere l'adempimento dell'obbligo dell'amministrazione di conformarsi alle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza promosso per l'esecuzione di una sentenza civile passata in giudicato, anche se pronunciata dal giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro, ha natura meramente esecutiva: il giudice amministrativo deve limitarsi ad accertare l'esistenza di un comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza integrare il contenuto del titolo né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- Nel giudizio di ottemperanza, quando il creditore allega l'inadempimento dell'amministrazione rispetto al titolo esecutivo e l'amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni sull'avvenuta corretta esecuzione, può essere accolta la domanda e può essere ordinato all'amministrazione di provvedere entro un termine giudiziale.
- La nomina preventiva del commissario ad acta è ammissibile quale misura diretta ad assicurare l'effettività della tutela, con decorrenza dell'intervento sostitutivo dalla scadenza del termine assegnato all'amministrazione per adempiere.
- La penalità di mora non deve essere applicata automaticamente con la sentenza di ottemperanza quando non ne ricorrano ancora i presupposti; essa può essere richiesta e valutata successivamente in caso di perdurante inottemperanza oltre il termine assegnato.
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