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Sentenza

Sentenza n. 737/2026 - Firenze, Sezione 3

per l'annullamento dell'ordinanza n. 13/GPT del 20/07/2021, notificata all'odierno ricorrente in data 26/07/2021, avente ad oggetto: Accertamento di inottemperanza all'ordinanza n. 5/GPT per la demolizione e rimessa in pristino immobile Via dell'Acqua Ghiaccia,12.

Giustizia amministrativa202101237

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di accertamento dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, con acquisizione dell’opera abusiva e dell’area di sedime al patrimonio comunale e irrogazione di una sanzione pecuniaria

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale adottata dopo un sopralluogo della Polizia Locale effettuato al novantunesimo giorno dalla notifica dell’ordine di demolizione. Ha dedotto la violazione dell’art. 31, commi 3 e 4, del d.P.R. n. 380/2001, eccesso di potere per difetto di istruttoria, difetto di ponderazione e ingiustizia manifesta, nonché violazione dell’art. 3 della l. n. 241/1990 per difetto di motivazione. In particolare, ha sostenuto che l’acquisizione non potesse essere disposta perché aveva eseguito spontaneamente la demolizione, sebbene tardivamente, il 16 luglio 2021 e comunque prima dell’adozione dell’ordinanza di acquisizione del 20 luglio 2021. Il ricorso non ha formulato censure specifiche contro la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti indicati e ha annullato l’ordinanza impugnata nella parte relativa all’acquisizione dell’opera abusiva e dell’area di sedime al patrimonio comunale. Il Collegio ha distinto l’ordine di demolizione, avente funzione ripristinatoria, dall’acquisizione gratuita, avente natura afflittiva e conseguente all’inottemperanza. Ha richiamato il principio dell’Adunanza Plenaria n. 16/2023 secondo cui, decorso inutilmente il termine per demolire, si producono gli effetti acquisitivi e sanzionatori; tuttavia, ha ritenuto che tale principio debba essere temperato quando il proprietario provveda alla demolizione dopo la scadenza del termine, ma prima dell’adozione dell’ordinanza di acquisizione. In tale ipotesi, lo scopo principale della misura, consistente nella demolizione delle opere abusive, è stato raggiunto e l’acquisizione successiva risulterebbe priva di giustificazione finalistico-sanzionatoria. L’adempimento tardivo anteriore all’adozione del provvedimento acquisitivo assume quindi rilievo come ravvedimento operoso e impedisce l’acquisizione. È stata invece ritenuta legittima la sanzione pecuniaria di euro 4.000,00, poiché il ricorso non la contestava specificamente e la sanzione conseguiva all’inutile decorso del termine per demolire. Spese compensate per la novità della questione.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    «il responsabile dell’illecito, il proprietario ed i suoi aventi causa hanno sempre il dovere di rimuoverne le conseguenze»

    L’ordine di demolizione ha natura ripristinatoria e impone la rimozione dell’abuso; l’acquisizione gratuita consegue invece all’inottemperanza e ha natura afflittiva. L’adempimento tardivo intervenuto prima dell’adozione dell’ordinanza acquisitiva impedisce l’acquisizione, mentre non elimina la sanzione pecuniaria conseguente alla scadenza del termine per demolire.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    La sanzione amministrativa pecuniaria consegue all’inutile decorso del termine per demolire ed è stata ritenuta legittima, non essendo stata specificamente contestata.

  • art. 3 l. 241/1990

    Invocato dal ricorrente sotto il profilo del difetto di motivazione; la decisione sull’acquisizione è stata fondata principalmente sulla rilevanza dell’adempimento tardivo anteriore all’adozione del provvedimento acquisitivo.

  • art. 8 CEDU

    La natura afflittiva dell’acquisizione impone il rispetto delle garanzie convenzionali e del principio di necessaria offensività della condotta illecita.

  • art. 1 del primo Protocollo addizionale alla CEDU

    L’acquisizione della proprietà successiva all’adempimento spontaneo dell’obbligo demolitorio, prima dell’adozione del provvedimento acquisitivo, contrasterebbe con le garanzie convenzionali sulla tutela della proprietà.

Massime di principio

  • L’acquisizione gratuita dell’opera abusiva e dell’area di sedime al patrimonio comunale, quale conseguenza dell’inottemperanza all’ordine di demolizione, non può essere disposta quando il proprietario abbia eseguito spontaneamente la demolizione dopo la scadenza del termine, ma prima dell’adozione del provvedimento di acquisizione.
  • L’adempimento tardivo dell’ordine di demolizione, se anteriore all’adozione dell’ordinanza acquisitiva, non è un mero post factum irrilevante, ma costituisce ravvedimento operoso e impedisce l’acquisizione quando sia stato raggiunto lo scopo ripristinatorio della misura.
  • L’ordine di demolizione ha natura ripristinatoria e riguarda le opere abusive, mentre l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale e la sanzione pecuniaria hanno natura afflittiva e presuppongono l’inottemperanza all’ordine nel termine assegnato.
  • La demolizione spontanea tardiva eseguita prima dell’adozione del provvedimento acquisitivo impedisce l’acquisizione, ma non elimina automaticamente la sanzione pecuniaria prevista dall’art. 31, comma 4-bis, del d.P.R. n. 380/2001, che consegue all’inutile decorso del termine per adempiere.
  • Una misura ablativa della proprietà successiva all’integrale adempimento dell’obbligo di demolizione, intervenuto prima dell’adozione dell’atto acquisitivo, deve rispettare il principio di necessaria offensività e non può essere giustificata quando la finalità della demolizione sia già stata raggiunta.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaPrincipio di legalità e tipicitàDifetto di istruttoriaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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