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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28659/2024 del 17/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore di Vitale ha presentato un primo atto di appello il 19/09/2023 sul portale ministeriale privo della dichiarazione/elezione di domicilio richiesta dall'art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen. Per integrare la mancanza ha depositato un secondo atto identico il 22/09/2023, ultimo giorno utile, corredato dall'elezione di domicilio. La Corte d'appello ha comunque dichiarato inammissibile l'appello originario per l'assenza della dichiarazione/elezione di domicilio. La difesa ha impugnato tale ordinanza sostenendo che il secondo deposito avesse sanato la lacuna entro il termine utile; il Procuratore generale aveva chiesto l'annullamento senza rinvio.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il motivo: in base al nuovo comma 1-ter dell'art. 581 cod. proc. pen. introdotto dal d.lgs. n.150/2022, la dichiarazione o elezione di domicilio deve essere depositata con l'atto d'impugnazione, a pena di inammissibilità. La ripetizione dell'atto tramite un secondo deposito, identico al primo e volto solo a veicolare l'allegato (elezione di domicilio), è stata qualificata come modalità elusiva della norma e non come deposito contestuale richiesto dalla legge. Di conseguenza l'appello è stato considerato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (modifiche all'art. 581 c.p.p.)

    "Con l'atto d'impugnazione delle parti private e dei difensori è depositata, a pena d'inammissibilità, la dichiarazione o elezione di domicilio, ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio"

    La Corte interpreta la norma in senso formale e perentorio: l'elezione o dichiarazione di domicilio va depositata unitamente all'atto di impugnazione. Un successivo deposito separato, anche se effettuato entro il termine di impugnazione, non sanifica l'incompletezza del primo deposito se il secondo si limita a ripetere l'atto e aggiungere l'allegato

Massime di principio

  • La dichiarazione o elezione di domicilio richiesta dall'art. 581, comma 1-ter, c.p.p. deve essere allegata contestualmente all'atto di impugnazione; l'omissione può comportare l'inammissibilità dell'appello.
  • Il mero deposito successivo, identico al primo atto e volto esclusivamente ad aggiungere l'elezione di domicilio, può essere ritenuto una modalità elusiva e non cura la carenza formale; non fare affidamento su un secondo upload come rimedio automatico.
  • Per evitare rischi, verificare sempre che il portale ministeriale riporti nella ricevuta l'elenco degli allegati e conservare le ricevute telematiche che attestano la presenza dell'atto e degli allegati al momento del deposito.
  • Se si scopre un'omissione formale del genere prima della scadenza del termine, è consigliabile depositare un atto d'impugnazione effettivamente completo (non una mera ripetizione) ovvero adottare misure alternative tempestive secondo le prassi processuali vigenti, tenendo conto che la giurisprudenza è rigorosa sulla tempestività e sulla forma.
  • Nel dubbio circa la sanabilità dell'omissione, considerare il tempestivo ricorso a rimedi straordinari (ove applicabili) o consulenza specialistica: il rischio pratico è la perdita del diritto di impugnare per un vizio formale non sanabile con un semplice deposito aggiuntivo.

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