Sentenza n. 357/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - dell'ordinanza di sgombero dell'immobile Torre Nervi prot. n. 13/07/2021.0131578U del 13 luglio 2021, notificata a mezzo PEC in pari data; - di ogni altro atto, anche incognito, presupposto, connesso e consequenziale, a quelli su indicati, ivi inclusa la Determina dirigenziale n. 4045 del 29 dicembre 2020. Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da Bart S.r.l. il 28.07.2021: - della nota prot. n. 122778.U del 28 giugno 2021, con la quale il Comune di Reggio Calabria ha comunicato alla ricorrente che non poteva essere accolta la sua istanza di proroga della concessione dei servizi di ristorazione presso Torre Nervi.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di sgombero della Torre Nervi e degli spazi annessi, determina di addebito del canone per occupazione sine titulo e diniego della proroga della concessione per il 2021
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società, che dal 2007 gestiva il Lido Comunale e il punto di ristoro della Torre Nervi, ha impugnato l'ordinanza di sgombero del 13 luglio 2021 e, con motivi aggiunti, il diniego del 28 giugno 2021 alla proroga della concessione. Ha inoltre contestato la determina del 29 dicembre 2020 con cui il Comune aveva qualificato come sine titulo l'occupazione della Torre Nervi e degli spazi adiacenti nel 2020, determinando in euro 86.991,66 il dovuto per l'occupazione. La ricorrente ha dedotto: violazione dell'art. 103 d.l. n. 18/2020, sostenendo che la concessione assentita nel 2019 fosse prorogata ex lege sino a novanta giorni dopo la cessazione dello stato di emergenza; violazione del legittimo affidamento, dei principi di leale collaborazione e buona fede, degli artt. 1337 c.c. e 97 Cost., del principio di remuneratività della concessione e dell'art. 3 l. n. 241/1990 per carenza di motivazione; contraddittorietà dell'azione amministrativa rispetto al punto 3 dell'avviso pubblico del 2019, che prevedeva la durata della concessione della Torre Nervi sino all'espletamento della procedura per la stagione successiva; violazione del principio di remuneratività della concessione in relazione agli investimenti effettuati. Il Comune ha eccepito che la concessione era scaduta al 31 dicembre 2019, che la società era stata diffidata allo sgombero il 30 giugno 2020 e che la determina del 29 dicembre 2020 aveva già accertato l'occupazione sine titulo.
La decisione
Il TAR ha dichiarato irricevibile per tardività l'impugnazione della determina n. 4045 del 29 dicembre 2020, rilevando che la società avrebbe dovuto contestarla tempestivamente e che il ricorso introduttivo era stato proposto solo successivamente. Ha inoltre considerato non impugnata la nota del 30 giugno 2020, con cui la società era stata diffidata a sgomberare i locali. La mancata o tardiva impugnazione di tali atti ha cristallizzato l'accertamento dell'occupazione sine titulo per il 2020 e ha escluso che, al 31 gennaio 2020, esistesse un valido titolo concessorio prorogabile ai sensi dell'art. 103 d.l. n. 18/2020. Sono state quindi respinte le censure rivolte all'ordinanza di sgombero e al diniego di proroga del 28 giugno 2021, poiché fondate sull'erronea premessa dell'applicabilità della proroga legale. È stata esclusa anche la lesione del legittimo affidamento, in ragione dell'accertata e non ritualmente contestata occupazione sine titulo. Il ricorso è stato pertanto dichiarato irricevibile limitatamente alla determina e rigettato per il resto; i motivi aggiunti sono stati rigettati. La società è stata condannata al pagamento di euro 1.500,00, oltre accessori se dovuti, per spese di lite.
Norme richiamate
art. 103 d.l. 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla l. n. 27/2020
Tutti i certificati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservano la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza.
La proroga legale presuppone l'esistenza, alla data del 31 gennaio 2020, di un valido titolo concessorio in scadenza nel periodo previsto dalla norma; non si applica quando l'occupazione sia già stata accertata come sine titulo con atti non tempestivamente impugnati.
art. 3 l. n. 241/1990
La censura di carenza di motivazione è stata respinta in quanto fondata sulla pretesa permanenza di un titolo concessorio che il giudice ha ritenuto insussistente.
art. 1337 c.c.
Il richiamo alla responsabilità precontrattuale e alla buona fede non consente di fondare un legittimo affidamento quando l'occupazione dell'immobile pubblico sia stata accertata come priva di titolo.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- La proroga legale dei titoli concessori prevista dall'art. 103 d.l. n. 18/2020 opera soltanto se, alla data del 31 gennaio 2020, esisteva un valido titolo concessorio rientrante nell'ambito temporale della disposizione; non può sanare un'occupazione già priva di titolo.
- La mancata tempestiva impugnazione dell'atto che accerta l'occupazione sine titulo rende stabile tale accertamento nel successivo giudizio contro l'ordinanza di sgombero e il diniego di proroga, impedendo di rimettere in discussione l'esistenza del titolo concessorio.
- Il termine per impugnare un provvedimento decorre autonomamente dalla conoscenza dello stesso; l'impugnazione proposta oltre il termine decadenziale è irricevibile, anche se il provvedimento viene richiamato o contestato nell'ambito di un successivo giudizio.
- Il legittimo affidamento nella prosecuzione di una concessione non può essere invocato per impedire lo sgombero di un bene pubblico quando l'occupazione sia stata accertata come sine titulo e tale accertamento non sia stato ritualmente contestato.
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