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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03202/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che, dopo annullamento della Cassazione e nuovo esame, aveva disposto la confisca c.d. "di sproporzione" e vincolato la somma di €1.920 rinvenuta nella disponibilità del Giannetta. Il ricorrente deduceva un unico motivo: violazione dell'art. 240‑bis cod. pen. e vizio di motivazione per presunto travisamento per omissione, sostenendo che era stata prodotta documentazione (busta paga) nell'interrogatorio di garanzia e che la somma era di origine lecita o appartenente alla madre

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del GIP secondo cui la somma (dettagliata per taglio delle banconote) era compatibile con l'attività di spaccio accertata e non era stata fornita alcuna documentazione fiscale o probatoria della provenienza lecita. Il Collegio ha escluso il travisamento denunciato e ha confermato i presupposti per applicare la confisca ai sensi dell'art. 240‑bis cod. pen. Inoltre il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di €3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Consente la confisca per sproporzione in assenza di prova di lecita provenienza del patrimonio; applicata quando il giudice ritiene che il denaro sia compatibile con attività illecite e non siano prodotti documenti idonei a provarne l'origine lecita

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    Norma penale che sanziona il traffico di sostanze stupefacenti; il reato contestato al Giannetta costituisce il fondamento fattuale che rende rilevabile la confisca per sproporzione

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disposizione sul patteggiamento (applicazione della pena concordata); l'accordo di pena non impedisce l'accertamento della provenienza di somme che possono essere sottoposte a confisca secondo le norme vigenti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese e la possibilità di irrogare somme a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o privo di fondamento, come avvenuto nel caso in esame

  • Corte di Cassazione, Sez. 6, sent. n. 40629/24 (richiamata)

    Precedente annullamento che aveva censurato la precedente mancanza di motivazione in ordine ai presupposti della confisca; il nuovo provvedimento doveva valutare e motivare specificamente la sussistenza dei presupposti dell'art. 240‑bis

Massime di principio

  • In caso di confisca per sproporzione (art. 240‑bis), il soggetto interessato deve produrre documentazione probatoria chiara e documentata (es. buste paga, dichiarazioni fiscali, documenti bancari) per dimostrare la lecita provenienza delle somme; mere dichiarazioni orali sono generalmente insufficienti
  • Il giudice può valutare elementi indiziari concreti (ammontare della somma, taglio delle banconote, contesto fattuale legato a reati accertati) per ritenere la compatibilità del denaro con attività illecite e ordinare la confisca in mancanza di prove contrarie
  • Il patteggiamento (art. 444 c.p.p.) non esclude l'applicazione di misure patrimoniali se risulta che le somme non siano giustificate da redditi leciti
  • Denunciare un travisamento per omissione richiede prova che il materiale rilevante sia stato effettivamente prodotto e non valutato: l'assenza di documenti nei verbali o atti affievolisce la doglianza
  • Ricorsi che si basano su contestazioni generiche prive di elementi nuovi o probatori rischiano l'inammissibilità e l'addebito delle spese e di sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.)

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