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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48794/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cessazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato improponibile l'istanza di ammissione al gratuito patrocinio e inammissibile l'impugnazione, per aver trasmesso il reclamo il 15/03/2023 ad un indirizzo e-mail diverso da quello ufficiale indicato dal provvedimento DGSIA. Il ricorrente, tramite difensore, ha sostenuto di aver inviato l'atto tramite PEC all'indirizzo reperito sulla pagina web ufficiale dell'Ufficio, che avrebbe raggiunto lo scopo della comunicazione, invocando altresì gli artt. 3 e 24 Cost. e chiedendo che l'errore fosse considerato mera irregolarità.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha richiamato il quadro transitorio normativo (d.lgs. n.150/2022 e d.l. n.162/2022) e l'art. 87-bis che impone l'uso degli indirizzi PEC individuati con provvedimento della DGSIA. Il provvedimento del 9 novembre 2020 contiene l'indirizzo ufficiale per il Tribunale/Magistrato di sorveglianza di Campobasso (depositoattipenali.tribsorv.campobasso@giustiziacert.it), diverso dall'indirizzo utilizzato dal difensore (uffsorv.campobasso@giustiziacert.it). Pur rilevando che la pagina web può generare equivoci, la disciplina è tassativa e il riferimento obbligatorio è l'elenco DGSIA; la giurisprudenza della Corte conferma orientamento rigoroso in materia. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 87-bis d.lgs. n. 150/2022

    commi 1, 3, 4, 6 e 8 (introdotto dal d.l. n. 162/2022)

    La norma dispone che, in fase transitoria, il deposito degli atti deve essere effettuato tramite PEC agli indirizzi degli uffici giudiziari indicati con provvedimento della DGSIA; per le impugnazioni la trasmissione deve avvenire dalla PEC del difensore a quella dell'ufficio destinatario; la mancata osservanza degli indirizzi indicati comporta l'inammissibilità dell'impugnazione (effetto tassativo).

  • art. 94 d.lgs. n. 150/2022

    modificato dal d.l. n. 162/2022

    Norma transitoria che stabilisce, per le impugnazioni proposte entro il 30/06/2023, l'applicazione di disposizioni emergenziali (anche in tema di modalità telematiche) e rimanda all'art. 87-bis per le modalità di deposito.

  • d.l. n. 162/2022 convertito con modificazioni dalla L. n. 199/2022

    Provvedimento che ha introdotto e disciplinato in sede transitoria le nuove modalità telematiche e gli obblighi di invio tramite gli indirizzi PEC stabiliti dall'amministrazione.

  • Provvedimento DGSIA 9 novembre 2020

    allegato contenente l'elenco degli indirizzi PEC, tra cui depositoattipenali.tribsorv.campobasso@giustiziacert.it

    L'elenco DGSIA costituisce il riferimento ufficiale e vincolante per l'individuazione degli indirizzi PEC cui devono essere inviati gli atti; le indicazioni non ufficiali (es. pagine web locali) non prevalgono.

  • artt. 23 e 23-bis dl n. 137/2020 (richiamati dall'art. 94)

    Norme emergenziali anti-COVID richiamate nel periodo transitorio per quanto concerne i limiti e le modalità del processo telematico; restano comunque subordinate alle disposizioni transitorie che impongono l'uso degli indirizzi DGSIA.

  • art. 3 e art. 24 Cost.

    Richiamati dal ricorrente (diritto di uguaglianza e tutela giurisdizionale), ma non ritenuti idonei a prevalere sulla disciplina procedurale tassativa che richiede l'uso dell'indirizzo PEC ufficiale; la Corte ha ritenuto la normativa procedurale vincolante e applicabile.

Massime di principio

  • In fase transitoria (riforma Cartabia/d.l. 162/2022) le modalità di deposito telematico sono tassative: usare sempre gli indirizzi PEC ufficiali indicati nel provvedimento della DGSIA.
  • La consultazione della pagina web dell'Ufficio può essere utile ma non sostituisce il controllo dell'elenco ufficiale DGSIA; in caso di discrepanza prevale l'elenco DGSIA.
  • L'invio dell'atto a un indirizzo PEC diverso da quello ufficiale può comportare l'inammissibilità dell'impugnazione, anche se l'atto è comunque pervenuto o il destinatario ne ha avuto conoscenza.
  • Quando si deve depositare un atto urgente o con termini perentori, verificare preventivamente l'indirizzo PEC ufficiale (elenco DGSIA) e conservare le ricevute di invio/avvenuta consegna; in caso di dubbi contattare l'Ufficio o il protocollo prima della scadenza.
  • Le censure basate su principi costituzionali (es. diritto alla tutela giurisdizionale) hanno scarse probabilità di prevalere se la violazione riguarda un obbligo procedurale chiaramente previsto e tassativo.
  • Se vi sono più indirizzi pubblicati o possibili equivoci, è prudente inviare l'atto all'indirizzo ufficiale indicato nel provvedimento DGSIA e, se possibile, anche chiedere conferma formale all'Ufficio mediante canale previsto.
  • La giurisprudenza di legittimità tende ad adottare un approccio rigoroso sulle formalità telematiche in ambito penale/sorveglianza: le irregolarità di indirizzo non sono sempre sanabili.

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