Cassazione Penale, Sentenza n. 36653/2023 del 04/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha ritenuto fondato il motivo assorbente relativo al difetto di querela e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è improcedibile per mancanza della querela. Sentenza emessa a Roma il 17 luglio 2023.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza di condanna per il reato di furto aggravato di energia elettrica denunciando violazione di legge e vizio di motivazione, in particolare per l'assenza della condizione di procedibilità rappresentata dalla querela e per la ritenuta responsabilità della prevenuta.
Massime di principio
- Se un reato è procedibile a querela di parte, la mancanza della querela rende il procedimento e la condanna improcedibili: l'appello può essere accolto con annullamento senza rinvio quando il vizio è insanabile.
- È essenziale verificare fin dalle fasi iniziali quale sia la procedibilità del reato contestato (d'ufficio o a querela): errori su questo punto costituiscono vizi di procedura che possono determinare l'annullamento della sentenza.
- Il difetto di querela è un motivo assorbente: se accertato annulla la pronuncia anche se altri profili di responsabilità fossero stati valutati.
- La difesa deve sollevare tempestivamente l'eccezione di improcedibilità per difetto di querela; anche il giudice d'appello o di legittimità può rilevarla d'ufficio se configurabile come vizio formale determinante.
- Prima di formulare l'imputazione per furto di energia elettrica è opportuno accertare la qualificazione normativa del fatto (se effettivamente richiede querela) perché talune fattispecie afferenti a interessi privatistici possono richiedere la querela per procedere.
- In caso di annullamento per difetto di querela senza rinvio, il procedimento penale si estingue per improcedibilità a meno che la querela non venga successivamente prodotta nei termini e nei casi previsti dalla legge.
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