Sentenza n. 1012/2026 - Catania, Sezione 1
per l'ottemperanza - della sentenza n. 5094/2024, pubblicata in data 12/11/2024, resa dal Tribunale Ordinario di Catania, in funzione di Giudice del Lavoro, nel procedimento iscritto al n. R.G. 2359/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione spontanea della sentenza del Tribunale ordinario di Catania che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica per gli anni scolastici 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale ordinario di Catania, giudice del lavoro, che aveva accertato il suo diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, per un valore complessivo di 1.500 euro, oltre accessori, e aveva condannato il Ministero all’attribuzione della carta. Nel corso del giudizio di ottemperanza la ricorrente ha dichiarato che l’Amministrazione aveva accreditato l’importo dovuto a titolo di sorte capitale e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha ritenuto non sussistenti i presupposti per dichiarare la cessazione della materia del contendere, poiché non risultava documentata l’effettiva soddisfazione del credito oggetto dell’ottemperanza. Tuttavia, ha rilevato che la parte ricorrente, fino al momento della decisione, può disporre dell’azione e dichiarare di aver perso ogni interesse alla pronuncia. In applicazione degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 84, comma 4, c.p.a., il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché il Ministero ha dato esecuzione al giudicato soltanto durante il giudizio, il Collegio lo ha condannato al pagamento delle spese, liquidate in 500 euro oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, nell’ambito del quale è stato proposto il ricorso per ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del giudice ordinario.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la declaratoria di improcedibilità quando sopravviene la carenza di interesse alla decisione.
art. 84, comma 4, c.p.a.
È richiamato dal Collegio quale base normativa per la declaratoria di improcedibilità conseguente alla sopravvenuta carenza di interesse, a seguito della dichiarazione della ricorrente.
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
Prevede la Carta elettronica cui si riferiva il diritto riconosciuto dalla sentenza del giudice del lavoro posta in esecuzione.
art. 16, comma 6, legge n. 412/1991
È stato richiamato nella sentenza del giudice ordinario, tramite l’art. 22 della legge n. 724/1994, per la determinazione degli accessori dovuti sul credito.
art. 22 legge n. 724/1994
Richiama il regime degli accessori previsto dall’art. 16, comma 6, della legge n. 412/1991, applicato nel giudicato da eseguire.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere presuppone la prova dell’integrale soddisfazione della pretesa azionata; la mera dichiarazione dell’avvenuto pagamento, non adeguatamente documentata, non è sufficiente a tale declaratoria.
- La parte ricorrente conserva la disponibilità dell’azione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia; in tal caso, anche in assenza dei presupposti per la cessazione della materia del contendere, il giudizio può essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando l’Amministrazione esegue il giudicato soltanto nel corso del giudizio di ottemperanza, la sopravvenuta carenza di interesse non esclude la condanna dell’Amministrazione alle spese, poiché la necessità del giudizio è stata determinata dall’inerzia amministrativa.
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