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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10895/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per vizio di motivazione (art. 606 lett. c) c.p.p.) sostenendo che la Corte territoriale non avrebbe adeguatamente verificato e motivato la ricorrenza dei requisiti richiesti per l'aggravante della transnazionalità prevista dalla L. n. 146/2006, specie rispetto alla nozione di "gruppo criminale organizzato" così come delineata dalla Risoluzione ONU; in particolare si lamenta che non sia stata dimostrata la struttura, la stabilità e la finalizzazione del gruppo, né sia stata data corretta interpretazione agli artt. 3 e 4 della legge di recepimento

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il motivo, richiamando la giurisprudenza secondo cui l'aggravante della transnazionalità è un predicato applicabile a reati puniti con pena massima non inferiore a quattro anni e non è un elemento costitutivo autonomo del reato. La Corte ha confermato che la transnazionalità può essere riconosciuta anche senza che il gruppo coincida con un'associazione a delinquere, purché emergano elementi di stabilità, minima organizzazione, non occasionalità e finalizzazione al reato. Nel caso concreto i giudici di merito hanno valorizzato intercettazioni e conversazioni (tra cui comunicazioni relative al recupero dell'autovettura in Austria, al taglio della droga e al monitoraggio del trasporto) che dimostrano la conoscenza della provenienza estera, la partecipazione al piano e il ruolo di Prift nell'organizzazione e nel coordinamento. Il GUP aveva escluso il reato associativo di cui all'art. 74 DPR 309/1990, per cui non sorge il problema di coincidenza tra gruppo transnazionale e associazione a delinquere. Esito: rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 73 D.P.R. n. 309/1990

    Norma sostanziale cui è riconducibile il reato di importazione e traffico di stupefacenti; la condanna del ricorrente è stata confermata rispetto a tale fattispecie

  • art. 74 D.P.R. n. 309/1990

    Richiamato in quanto il GUP ha escluso l'applicabilità del reato associativo; la Corte ha precisato che l'aggravante transnazionalità non coincide necessariamente con una fattispecie associativa

  • L. n. 146/2006 (art. 3 e art. 4)

    Legge di recepimento della normativa e della risoluzione ONU sulla criminalità transnazionale; art. 3 definisce i casi di transnazionalità, art.4 riguarda l'aggravante per il concorso di un gruppo criminale organizzato. La Corte ha ritenuto corretta l'applicazione dell'aggravante richiedendo la prova di organizzazione, stabilità e partecipazione al percorso transfrontaliero del reato

  • art. 61-bis c.p. (introdotto dalla novella ex d.lgs. n. 21/2018)

    art. 5 comma 1, lett. a) d.lgs. n. 21/2018

    Conferma che l'aggravante della transnazionalità presuppone che il fatto sia stato determinato o agevolato, anche solo in parte, dall'apporto di un gruppo criminale impegnato in attività illecite in più di uno Stato; la Corte richiama la giurisprudenza di legittimità che interpreta tale aggravante come predicato applicabile a reati con pena massima non inferiore a quattro anni

  • Risoluzione ONU (n. 55/2000 o richiamata come Risoluzione ONU)

    Fonte interpretativa sulla definizione di 'gruppo criminale organizzato' (gruppo strutturato di tre o più persone, stabile nel tempo, non casuale), oggetto di contestazione difensiva; la Corte ha ritenuto che la nozione può essere soddisfatta anche da organizzazioni minimali e stabili, non necessariamente complesse

  • Giurisprudenza della Cassazione richiamata (es. Sez. U. n. 18374/2013 Adami; sez. 5 n. 500/2014 Zappaterra; sez. 3 n. 23896/2016 Gonzales; sez. 4 n. 3398/2023 Abbattista)

    Orientamenti che chiariscono: a) la natura dell'aggravante transnazionalità; b) la possibilità che il 'gruppo' sia qualificato anche con organizzazione minima, stabilità e non occasionalità; c) la compatibilità dell'aggravante con reati diversi dall'associazione a delinquere

Massime di principio

  • L'aggravante della transnazionalità è un predicato applicabile a reati con pena massima non inferiore a quattro anni e non costituisce un elemento costitutivo autonomo del reato
  • Per 'gruppo criminale organizzato' è sufficiente dimostrare stabilità dei rapporti, una minima organizzazione e la non occasionalità dell'attività, non necessariamente una struttura complessa
  • La transnazionalità può essere riconosciuta anche quando il gruppo non coincida con un'associazione a delinquere, purché emerga che il gruppo abbia determinato o agevolato la commissione del reato (anche solo in parte)
  • Prove tipiche che supportano la riconoscibilità della transnazionalità sono intercettazioni, comunicazioni sul coordinamento logistico, monitoraggio del trasporto di stupefacenti, interventi per il recupero di mezzi e la pianificazione dell'importazione
  • La difesa deve proporre elementi probatori concreti per contestare la ricostruzione dei giudici di merito; la mera deduzione teorica di una non corrispondenza tra testo normativo e risoluzione ONU non è sufficiente a scalfire una motivazione che valorizza elementi fattuali specifici
  • Quando il GUP esclude reati associativi, resta comunque possibile l'applicazione dell'aggravante transnazionale se emergono dagli atti elementi che collegano il reato a un gruppo organizzato con caratteristiche richieste dalla legge e dalla giurisprudenza

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