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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17594/2024 del 26/06/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il primo, il secondo, il terzo e il settimo motivo, dichiarando assorbiti gli altri. Ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito senza ulteriori accertamenti di fatto, ha accolto il ricorso originario del contribuente contro l’avviso di accertamento per l’anno 2009. Ha inoltre compensato le spese dell’intero giudizio in ragione degli interventi successivi della Corte costituzionale e della Corte di giustizia UE.

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di accertamento per imposta unica sul gioco relativo all’anno 2009, emesso nei confronti del titolare di una ricevitoria che operava come centro di raccolta scommesse. La CTP aveva respinto il ricorso introduttivo e la CTR aveva confermato il tributo, ritenendo provato che il contribuente svolgesse raccolta di scommesse non autorizzata e fosse quindi soggetto passivo dell’imposta. Il ricorrente ha proposto nove motivi di cassazione: con i primi tre e il settimo ha contestato, rispettivamente, la sussistenza del presupposto oggettivo dell’imposta, la propria qualità di soggetto passivo, il presupposto territoriale e la violazione dell’art. 53 Cost. e del principio di capacità contributiva; con altri motivi ha dedotto omessa pronuncia su questioni di diritto UE, sulla motivazione dell’atto, sull’esimente sanzionatoria, sui principi di eguaglianza e ragionevolezza e sull’equo processo. La Corte ha ritenuto decisivi i motivi primo, secondo, terzo e settimo, alla luce dell’evoluzione normativa e della giurisprudenza costituzionale e unionale sull’imposta unica sulle scommesse per le annualità antecedenti al 2011.

Norme richiamate

  • art. 1 d.lgs. n. 504 del 1998

    Definisce il presupposto dell’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse, dovuta per scommesse di qualunque tipo relative a qualunque evento, anche se svolto all’estero.

  • art. 3 d.lgs. n. 504 del 1998

    Individua i soggetti passivi dell’imposta nei gestori dei concorsi pronostici e delle scommesse; la disposizione, come interpretata dalla legge di stabilità 2011, comprende anche chi gestisce l’attività in assenza o inefficacia della concessione.

  • art. 1, comma 66, lett. a), l. n. 220 del 2010

    Stabilisce che l’imposta unica è dovuta anche quando la raccolta del gioco avviene in assenza o inefficacia della concessione.

  • art. 1, comma 66, lett. b), l. n. 220 del 2010

    Norma interpretativa che estende la soggettività passiva a chiunque gestisca scommesse, anche per conto terzi e con mezzi telematici, e prevede la solidarietà del soggetto per conto del quale l’attività è esercitata.

  • art. 1, comma 2, lett. b), l. n. 288 del 1998

    Richiamato dal ricorrente per la disciplina del tributo nel rapporto con gli eventi e la territorialità dell’attività.

  • artt. 1326, 1327 e 1336 c.c.

    Richiamati in relazione alla formazione del vincolo contrattuale e alla sussistenza del presupposto territoriale del tributo nei rapporti di scommessa.

  • art. 7 l. n. 212 del 2000

    Invocato per sostenere il difetto di motivazione dell’avviso di accertamento.

  • art. 3 l. n. 241 del 1990

    Invocato per la necessità di adeguata motivazione del provvedimento amministrativo.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato per omessa pronuncia della CTR su varie doglianze del contribuente.

  • art. 36, comma 2, n. 4, d.lgs. n. 546 del 1992

    Richiamato quale parametro della motivazione della sentenza tributaria e dell’obbligo di esame delle domande ed eccezioni.

  • art. 56 e ss. TFUE

    Invocato per la dedotta incompatibilità della disciplina interna con la libertà di prestazione dei servizi e con i principi di parità di trattamento e non discriminazione.

  • art. 267, comma 3, TFUE

    Richiamato in via subordinata per sollecitare un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE.

  • art. 6, comma 2, d.lgs. n. 472 del 1997

    Invocato come esimente per l’irrogazione della sanzione tributaria.

  • art. 5, comma 3, d.lgs. n. 504 del 1998

    Norma sanzionatoria richiamata in relazione all’imposta unica.

  • art. 53 Cost.

    Parametro di capacità contributiva: la Corte lo richiama nel senso che, per le annualità anteriori al 2011, l’assoggettamento della ricevitoria non regge perché non vi era possibilità di traslare l’imposta secondo la ricostruzione della Corte costituzionale.

  • art. 3 Cost.

    Invocato per i profili di uguaglianza e ragionevolezza della disciplina dell’imposta unica.

  • art. 64, comma 3, d.P.R. n. 600 del 1973

    Richiamato dal ricorrente nel motivo sulla capacità contributiva.

  • art. 117, comma 1, Cost.

    Richiamato in connessione con l’art. 6 CEDU e il parametro convenzionale del giusto processo.

  • art. 6 CEDU

    Invocato per la dedotta violazione dell’equo processo.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato per condividere e recepire le motivazioni di precedenti pronunce di legittimità.

  • art. 16 d.m. economia e finanze 1° marzo 2006 n. 111

    Prevede che il concessionario effettui il pagamento delle somme dovute a titolo di imposta unica.

  • art. 1, comma 644, lett. g), l. n. 190 del 2014

    Introduce un imponibile forfetario per l’imposta unica, su base provinciale e con riferimento ai dati del totalizzatore nazionale.

Massime di principio

  • Per le annualità anteriori al 2011, l’imposta unica sulle scommesse non può essere legittimamente recuperata nei confronti della ricevitoria operante per conto di soggetti privi di concessione, poiché la disciplina sopravvenuta non consente di addebitare al ricevitore un carico fiscale non traslabile secondo l’assetto negoziale già cristallizzato.
  • La norma interpretativa della legge di stabilità 2011 va letta come estensione della soggettività passiva anche alle attività di raccolta scommesse svolte fuori dal sistema concessorio, ma la sua applicazione incontra il limite costituzionale per i periodi d’imposta precedenti al 2011, in ragione del principio di capacità contributiva.
  • Nella ricostruzione dell’imposta sulle scommesse, il presupposto non è la singola giocata in sé, ma l’organizzazione e gestione del servizio di gioco; tuttavia, la corretta individuazione del soggetto passivo dipende anche dalla possibilità concreta di trasferire il tributo attraverso i rapporti contrattuali tra bookmaker e ricevitoria.
  • Quando la questione di diritto è stata successivamente chiarita dalla Corte costituzionale e dalla Corte di giustizia, il giudice di legittimità può accogliere il ricorso, cassare la sentenza e decidere nel merito senza rinvio se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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