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Sentenza

Sentenza n. 2531/2026 - Roma, Sezione 4T

per l'annullamento - dei seguenti atti e/o provvedimenti inerenti al “Concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di n. 2.970 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nei ruoli del Ministero della giustizia”, codice concorso GIUSTIZIA/2600ASSISTENTI/CODICE02”: a) esito della prova scritta sostenuta il 23 ottobre 2025, comunicato nel relativo portale il 28 ottobre 2025; b) del punteggio numerico di 20,75 assegnato al ricorrente e del conseguente giudizio di prova “NON SUPERATA”; c) del questionario sottoposto durante la prova scritta, contenuto nella cd. “busta 14”; d) del provvedimento, se esistente e comunque non conosciuto, con il quale il ricorrente è stato ritenuto non idoneo e dunque escluso dalla procedura concorsuale; e) ove occorra, del Bando RIPAM relativo al succitato concorso; f) ogni altro atto o provvedimento antecedente o successivo, comunque presupposto, connesso e/o consequenziale, anche non conosciuto, ivi inclusi, ove occorra: i) il decreto prot. n. 2879 del 27 giugno 2025 con cui è stata nominata la commissione di concorso; ii) il verbale prot. n. 2959 del 2 luglio 2025 di insediamento della commissione di concorso; iii) il verbale prot. n. 2971 del 2 luglio 2025; iv) il provvedimento del RUP prot. n. 2977 del 2 luglio 2025 contenente l’avviso della prova preselettiva; v) il verbale prot. n. 3528 del 17 luglio 2025.

Giustizia amministrativa202515661

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esito della prova scritta del concorso, punteggio di 20,75 e giudizio di prova non superata, con contestazione delle risposte indicate come errate ai quesiti n. 31, n. 25 e n. 20

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (candidato a concorso)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, partecipante al concorso pubblico per il reclutamento di personale non dirigenziale del Ministero della Giustizia, ha impugnato l’esito della prova scritta, contestando il punteggio di 20,75, inferiore alla soglia di idoneità fissata a 21, e il conseguente giudizio di prova non superata. Ha dedotto l’erroneità della valutazione delle risposte relative ai quesiti n. 31, n. 25 e n. 20, sostenendo di avere fornito risposte corrette o comunque diverse da quelle individuate dalla commissione come esatte. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito il difetto di legittimazione passiva del Ministero della Giustizia e hanno chiesto il rigetto del ricorso. Nel corso del giudizio, l’amministrazione ha rettificato in autotutela, aumentando il punteggio relativo al quesito n. 31, concernente un sinonimo di “indulgenza”. Il ricorrente ha invece rinunciato ai motivi relativi ai quesiti n. 25 e n. 20.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente riconosciuto la legittimazione passiva del Ministero della Giustizia, in quanto beneficiario degli effetti della graduatoria e futuro datore di lavoro dei vincitori. Ha dichiarato la parziale cessazione della materia del contendere limitatamente al quesito n. 31, poiché l’amministrazione aveva riconosciuto in autotutela l’errore e incrementato il punteggio del candidato. Ha preso atto della rinuncia ai motivi relativi ai quesiti n. 25 e n. 20. L’aumento del punteggio ha consentito al ricorrente di raggiungere la soglia di idoneità pari a 21, superando così la prova di resistenza. Il ricorso è stato pertanto parzialmente accolto nei termini indicati in motivazione. Le spese di lite sono state compensate, in considerazione dell’attivazione tempestiva dell’amministrazione per correggere l’errore.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Il presente giudizio può essere definito con sentenza in forma semplificata, ai sensi dell’art. 60, comma 1, c.p.a.

    La sentenza può essere adottata in forma semplificata quando il contraddittorio e l’istruttoria risultano completi e, previo avviso alle parti, la causa è matura per la decisione.

  • art. 60, comma 1, c.p.a.

    stante la completezza del contraddittorio e della documentazione di causa

    La disposizione è stata applicata per definire il giudizio nella camera di consiglio fissata per la domanda cautelare.

Massime di principio

  • La legittimazione passiva in una controversia concorsuale spetta anche all’amministrazione che beneficerà degli effetti della graduatoria e con la quale i vincitori sono destinati a instaurare il rapporto di servizio.
  • Quando l’amministrazione rettifica in autotutela la valutazione di una prova concorsuale, riconoscendo un punteggio aggiuntivo sufficiente a superare la soglia di idoneità, viene meno la materia del contendere limitatamente alla specifica valutazione rettificata.
  • La prova di resistenza è soddisfatta quando, per effetto della correzione del punteggio contestato, il candidato raggiunge la soglia minima prevista dalla lex specialis e consegue l’idoneità alla prova.
  • La rinuncia ai motivi relativi ad alcune specifiche contestazioni della prova comporta che tali questioni non siano esaminate nel merito; il giudizio può comunque essere parzialmente accolto in relazione alla diversa contestazione definita favorevolmente dall’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciLegittimazione e interesse a ricorrereDecisione e riti speciali
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
SottomaterieProve e valutazione delle commissioni
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrereAutotutela decisoria

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