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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41523/2025 del 29/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato l'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Catania per violazione dell'art. 507 c.p.p., sostenendo che il giudice non ha svolto d'ufficio i necessari accertamenti documentali (es. acquisizione dei dati reddituali presso Agenzia delle Entrate e INPS) nonostante tali elementi fossero decisivi per verificare se le omissioni nelle DSU (redditi propri e del padre) avessero concretamente inciso sull'an e sul quantum del Reddito di Cittadinanza; la mancanza di tali acquisizioni avrebbe determinato una decisione fondata su vuoti probatori essenziali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Catania in diversa persona fisica per nuovo giudizio. La Corte ha motivato che, alla luce della qualificazione del reato di cui all'art. 7 d.l. 4/2019 come reato di pericolo concreto, era essenziale accertare l'incidenza delle omissioni sulle soglie ISEE/RdC; i dati reddituali mancanti, facilmente acquisibili presso Agenzia delle Entrate e INPS, avrebbero dovuto essere ottenuti d'ufficio ai sensi dell'art. 507 c.p.p. oppure la scelta di non acquisirli doveva essere specificamente motivata. Inoltre la Corte ha chiarito che il fatto che la imputata si fosse affidata al CAF o avesse in parte restituito somme non escludeva l'obbligo di verifica dell'offensività concreta e della misura del beneficio.

Norme richiamate

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Il giudice ha il potere-dovere di disporre, anche d'ufficio, l'assunzione di nuovi mezzi di prova se necessari per la decisione; l'omessa acquisizione di documenti decisivi o la mancata motivazione della scelta di non acquisirli costituisce violazione di legge e può determinare l'annullamento della sentenza.

  • art. 7 d.l. 4/2019

    Il delitto relativo a falsità/omissioni nella DSU per ottenere il Reddito di Cittadinanza è qualificato come reato di pericolo concreto a consumazione anticipata: è punibile solo la condotta concretamente idonea a far conseguire un beneficio non spettante o più elevato; pertanto è necessario accertare l'effettiva incidenza delle omissioni sull'an e sul quantum del beneficio.

  • D.P.C.M. 159/2013 (regolamento ISEE) e Istruzioni DSU

    Definiscono il nucleo familiare, i redditi da dichiarare e le regole per il calcolo dell'ISEE; costituiscono parametro vincolante per valutare l'accesso e la misura del RdC e quindi per verificare l'idoneità delle omissioni a produrre un vantaggio indebito.

  • Cass. Sez. U., n. 49686 del 13/07/2023

    Ha precisato la natura di pericolo concreto del reato di cui all'art. 7 d.l. 4/2019 e la necessità di accertare la concreta offensività della condotta rispetto al patrimonio dell'ente erogante; tale principio è stato richiamato dalla Corte per stabilire la necessità di acquisire i dati reddituali mancanti.

  • Cass. Sez. 3, n. 10488 del 17/02/2016

    Giurisprudenza che afferma il dovere del giudice di acquisire d'ufficio i mezzi di prova indispensabili per decidere e che l'omessa esercitazione di tali poteri, senza adeguata motivazione, comporta censura in sede di legittimità.

  • Cass. Sez. 6, n. 25770 del 29/05/2019

    Sottolinea che il potere-dovere di integrazione istruttoria ex art. 507 c.p.p. serve anche a supplire l'inerzia delle parti quando le lacune probatorie impediscono la decidibilità del giudizio.

  • Cass. Sez. 1, n. 39490 del 22/06/2023 (Kachan)

    Ribadisce la possibilità e l'opportunità di acquisire documentazione ufficiale d'ufficio quando essa sia determinante per la decisione e disponibile presso pubbliche amministrazioni.

Massime di principio

  • Quando la responsabilità penale dipende dall'incidenza di dati oggettivi (es. redditi) sul diritto a benefici sociali, il giudice deve acquisire, anche d'ufficio, le informazioni ufficiali necessarie se queste sono determinanti per l'an o il quantum del beneficio.
  • Il delitto previsto dall'art. 7 d.l. 4/2019 è di pericolo concreto: non è sufficiente la mera falsità o omissione nella DSU, bisogna dimostrare che la condotta abbia concretamente prodotto o fosse idonea a produrre un beneficio indebito o maggiore.
  • La disponibilità e l'affidabilità di documenti istituzionali (Agenzia delle Entrate, INPS) rafforzano l'obbligo del giudice di acquisirli ex art. 507 c.p.p. quando la loro assenza crea un vuoto probatorio essenziale.
  • L'affidamento dell'imputato a un intermediario (es. CAF) o la restituzione di somme non escludono automaticamente la necessità di accertamenti: occorre comunque valutare la offensività concreta e il dolo specifico.
  • Se il giudice decide di non integrare la prova d'ufficio in presenza di lacune essenziali, deve fornire motivazione specifica; l'omessa motivazione integra vizio rilevante in sede di legittimità e può determinare l'annullamento.

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