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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-104/18

Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 12 settembre 2019. — Koton Mağazacilik Tekstil Sanayi ve Ticaret AŞ contro Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO). — Impugnazione – Marchio dell’Unione europea – Regolamento (CE) n. 207/2009 – Motivi di nullità assoluta – Articolo 52, paragrafo 1, lettera b) – Malafede al momento del deposito della domanda di marchio. — Causa C-104/18 P

Giurisprudenza europea62018CJ0104

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte annulla la sentenza del Tribunale e la decisione della commissione di ricorso dell’EUIPO perché hanno interpretato in modo troppo restrittivo la nozione di malafede. Precisa che la malafede deve essere valutata in modo globale al momento del deposito e non dipende necessariamente dall’identità o somiglianza dei prodotti o servizi tra marchio contestato e marchio anteriore. La Corte non dichiara direttamente nullo il marchio, ma rinvia all’EUIPO per una nuova decisione.

Marchio dell’Unione europea: la malafede al momento del deposito della domanda può sussistere anche senza identità o somiglianza tra i prodotti/servizi del marchio contestato e quelli coperti da marchi anteriori.

La questione giuridica

Se l’articolo 52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 207/2009 richieda, per dichiarare nullo un marchio dell’Unione europea per malafede, che al momento del deposito il segno sia stato richiesto per prodotti o servizi identici o simili a quelli coperti da un marchio anteriore, oppure se la malafede possa risultare anche da altre circostanze del caso concreto; e se il Tribunale abbia applicato in modo troppo restrittivo tale disposizione facendo dipendere la nullità dall’assenza di identità/somiglianza tra i prodotti e servizi.

Principio di diritto

L’articolo 52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 207/2009 non richiede, per la declaratoria di nullità del marchio dell’Unione europea per malafede, che il marchio contestato sia stato depositato per prodotti o servizi identici o simili a quelli di un marchio anteriore né che vi sia necessariamente un rischio di confusione; la malafede va accertata globalmente alla luce di tutte le circostanze pertinenti esistenti al momento del deposito, e può essere desunta anche in assenza di uso da parte di terzi di segni identici o simili per prodotti o servizi identici o simili. Il Tribunale ha quindi errato nel limitare la verifica alla sola differenza tra le classi di prodotti e servizi, applicando una nozione di malafede eccessivamente restrittiva.

Norme richiamate

  • Articolo 56 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Regolamento (CE) n. 207/2009
  • Articolo 7 del regolamento (CE) n. 207/2009
  • Articolo 8 del regolamento (CE) n. 207/2009
  • Articolo 52 del regolamento (CE) n. 207/2009
  • Articolo 53 del regolamento (CE) n. 207/2009
  • Regolamento (UE) 2017/1001
  • Articolo 71 del regolamento (UE) 2017/1001
  • Articolo 72 del regolamento (UE) 2017/1001
  • Articolo 61 dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea
  • Articolo 184 del regolamento di procedura della Corte
  • Articolo 138 del regolamento di procedura della Corte
  • Articolo 190 del regolamento di procedura del Tribunale

Marchio dell’Unione europea e malafede nel deposito della domanda

La pronuncia riguarda un ricorso per impugnazione contro una sentenza del Tribunale in materia di nullità di un marchio dell’Unione europea. La Corte è chiamata a chiarire l’ambito dell’articolo 52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 207/2009, relativo alla nullità assoluta per malafede al momento del deposito della domanda.

Fatti e iter amministrativo e giurisdizionale

Il sig. Joaquín Nadal Esteban aveva depositato il 25 aprile 2011 una domanda di marchio dell’Unione europea per prodotti e servizi delle classi 25, 35 e 39 dell’Accordo di Nizza. Koton Mağazacilik Tekstil Sanayi ve Ticaret AȘ aveva presentato opposizione sulla base di due marchi anteriori, facendo valere l’articolo 8, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 207/2009. L’EUIPO aveva accolto l’opposizione solo per le classi 25 e 35, respingendola per la classe 39; il marchio era stato poi registrato per i soli servizi della classe 39.

Successivamente Koton aveva chiesto la dichiarazione di nullità del marchio registrato, deducendo la malafede del richiedente. La divisione di annullamento aveva respinto la domanda e la seconda commissione di ricorso dell’EUIPO aveva confermato il rigetto, ritenendo decisivo che i prodotti e servizi dei marchi anteriori non fossero identici o simili a quelli della classe 39 e che, quindi, mancasse il presupposto per applicare l’articolo 52, paragrafo 1, lettera b).

Motivazione del Tribunale

Il Tribunale ha respinto il ricorso di Koton. Richiamando la sentenza Chocoladefabriken Lindt & Sprüngli, ha ritenuto che la malafede presupponesse l’uso da parte di terzi di un segno identico o simile per prodotti o servizi identici o simili e confondibili con quelli del marchio richiesto. In base a tale impostazione, ha considerato non dimostrata la malafede perché il marchio controverso era stato infine registrato per servizi di una classe diversa rispetto a quella dei marchi anteriori della ricorrente.

Questione giuridica esaminata dalla Corte

La Corte deve stabilire se il Tribunale abbia errato nel ritenere che, per applicare l’articolo 52, paragrafo 1, lettera b), sia necessario un rapporto di identità o somiglianza tra i prodotti o servizi del marchio contestato e quelli di un marchio anteriore, con conseguente rischio di confusione. La ricorrente e l’EUIPO sostenevano che tale requisito non discende né dal testo della norma né dalla giurisprudenza, e che la valutazione della malafede deve concentrarsi sulle circostanze esistenti al momento del deposito della domanda.

Normativa rilevante

La Corte richiama in particolare:

  • l’articolo 52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 207/2009, sulla nullità per malafede;
  • l’articolo 52, paragrafo 3, dello stesso regolamento, che consente una nullità limitata ad alcuni prodotti o servizi;
  • l’articolo 53, paragrafo 1, lettera a), relativo ai motivi di nullità relativa fondati su marchi anteriori e rischio di confusione;
  • gli articoli 71 e 72 del regolamento (UE) 2017/1001, richiamati per il quadro procedurale successivo;
  • l’articolo 61 dello Statuto, per la facoltà della Corte di statuire definitivamente.

Ragionamento della Corte

La Corte ricorda che la nozione di malafede non è definita dal regolamento e va interpretata secondo il significato ordinario, il contesto del diritto dei marchi e gli obiettivi del mercato interno e della concorrenza non falsata. La malafede sussiste quando emergono indizi pertinenti e concordanti che il richiedente ha depositato la domanda non per partecipare lealmente alla concorrenza, ma per pregiudicare in modo sleale gli interessi di terzi o per ottenere un diritto esclusivo per scopi estranei alle funzioni del marchio.

La Corte distingue nettamente la nullità assoluta per malafede dall’invalidità relativa basata sui marchi anteriori e sul rischio di confusione. La sentenza Chocoladefabriken Lindt & Sprüngli non ha affermato che la malafede possa essere riconosciuta solo quando il terzo utilizzi un segno identico o simile per prodotti o servizi identici o simili: quella causa riguardava un’ipotesi specifica in cui tale utilizzo esisteva già. Ne deriva che, anche in assenza di rischio di confusione o di uso da parte di terzi di segni simili per prodotti o servizi identici o simili, altre circostanze possono dimostrare la malafede.

Nel caso concreto, il Tribunale ha sbagliato a considerare decisiva la circostanza che il marchio contestato fosse registrato per servizi diversi da quelli coperti dai marchi anteriori della ricorrente. In tal modo ha omesso una valutazione globale delle circostanze del deposito, tra cui il fatto che la domanda iniziale del sig. Nadal Esteban riguardava anche le classi 25 e 35, corrispondenti ai prodotti e servizi per cui Koton era titolare di marchi anteriori contenenti l’elemento "KOTON".

Decisione e conseguenze

La Corte accoglie l’impugnazione, annulla la sentenza del Tribunale e annulla anche la decisione della seconda commissione di ricorso dell’EUIPO. Tuttavia, non dichiara direttamente nullo il marchio: poiché è necessaria una nuova valutazione globale da parte dell’EUIPO, la domanda di declaratoria immediata di nullità è respinta. L’EUIPO e il sig. Nadal Esteban sono condannati a sopportare in parti uguali le spese sostenute da Koton nei due gradi di giudizio.

Principio affermato

Ai fini dell’articolo 52, paragrafo 1, lettera b), del regolamento n. 207/2009, la malafede va accertata alla luce di tutte le circostanze pertinenti esistenti al momento del deposito della domanda di marchio; non è necessario che il marchio contestato copra prodotti o servizi identici o simili a quelli di un marchio anteriore, né che vi sia per forza un rischio di confusione. La mera assenza di identità o somiglianza tra le classi di prodotti e servizi non basta, da sola, a escludere la malafede.

Come è indicizzato

Materiemarchi dell’unione europeanullità assoluta del marchiomalafede nel deposito della domandaproprietà intellettualeimpugnazione dinanzi alla corte di giustizia

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