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Sentenza

Sentenza n. 5072/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'annullamento - dell’ordine di recupero coattivo n.-OMISSIS-dell’alloggio demaniale -OMISSIS- sito in Caserta alla via -OMISSIS-, emesso dal COMANDO FORZE OPERATIVE SUD del Ministero della Difesa; nonché di tutti gli atti preordinati conseguenziali e/o comunque connessi;

Giustizia amministrativa202300460

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordine di recupero coattivo e rilascio di un alloggio demaniale destinato a militari in servizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordine di recupero coattivo dell'alloggio demaniale, deducendo un vizio di eccesso di potere per essere stato adottato nei suoi confronti, quale effettiva occupante dell'immobile insieme ai figli, anziché nei confronti dell'ex coniuge, concessionario dell'alloggio. Ha sostenuto che un provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, pronunciato nel giudizio di separazione, le aveva attribuito il godimento dell'immobile quale casa familiare e aveva posto a carico dell'ex coniuge il pagamento delle indennità di occupazione. Pertanto, secondo la ricorrente, ella non avrebbe potuto essere destinataria dell'ordine, non essendo concessionaria né soggetto obbligato al pagamento. Il Ministero ha contestato il ricorso, rilevando che la ricorrente, indicata come occupante dell'alloggio dalla sentenza di separazione, non aveva pagato canoni e oneri, con un debito maturato di euro 22.593,58.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, richiamando le valutazioni già espresse in sede cautelare con l'ordinanza n. 410/2023, confermata dal Consiglio di Stato con ordinanza n. 1546/2023. Dalla documentazione risultava che la ricorrente occupava l'alloggio sine titulo e che l'ordine di recupero coattivo, adottato ai sensi dell'art. 333 d.P.R. n. 90/2010, conseguiva sia al mancato rilascio spontaneo dell'immobile, nonostante la diffida notificata nel 2019, sia al mancato pagamento dell'indennità di occupazione pari a euro 22.593,58. Il giudice ha ritenuto irrilevanti, rispetto alla destinazione pubblicistica dell'alloggio, le vicende della separazione coniugale e l'assegnazione della casa familiare disposta dal giudice civile: tali vicende non possono pregiudicare la destinazione dell'immobile a pubblico servizio e la sua assegnazione a militari in servizio. La ricorrente era inoltre consapevole almeno dal 2019 della necessità di reperire una diversa sistemazione abitativa. Le spese di lite sono state compensate in ragione della natura della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 333 d.P.R. n. 90/2010

    L'ordine di recupero coattivo dell'alloggio demaniale è stato ritenuto legittimamente adottato nei confronti dell'occupante sine titulo, in conseguenza del mancato rilascio spontaneo e del mancato pagamento dell'indennità di occupazione.

Massime di principio

  • L'ordine di recupero coattivo di un alloggio demaniale destinato a militari in servizio può essere rivolto all'effettivo occupante sine titulo, anche quando il rapporto concessorio originario faccia capo a un altro soggetto.
  • L'assegnazione o il godimento dell'immobile disposto dal giudice civile nell'ambito della separazione coniugale non può pregiudicare la destinazione pubblicistica di un alloggio demaniale destinato a militari in servizio.
  • Il mancato rilascio spontaneo dell'alloggio, nonostante una previa diffida, e il mancato pagamento dell'indennità di occupazione costituiscono presupposti idonei all'adozione dell'ordine di recupero coattivo nei confronti dell'occupante senza titolo.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniStato giuridico e avanzamento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoForze armate e forze di polizia
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàEfficacia ed esecutorietà

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