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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24935/2022 del 28/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva rigettato l'appello del Procuratore relativo alla mancata applicazione della misura degli arresti domiciliari nei confronti di Lo Prete. Le imputazioni provvisorie erano per truffa aggravata (art. 640 c.p.) e per violazione dell'art. 55-quinquies del d.lgs. 165/2001 in relazione a false attestazioni circa la presenza in servizio del funzionario di Polizia Municipale Pietro Pirillo (capi 5 e 6). Il Procuratore denunciava inosservanza di norme e vizi di motivazione, sostenendo che l'ordinanza non avesse adeguatamente valutato le esigenze cautelari, la ripetitività e l'incidenza delle assenze sull'organizzazione dell'ufficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame si fosse correttamente conformato alla valutazione del Giudice delle indagini preliminari circa la mancanza di un concreto e attuale pericolo di reiterazione (periculum libertatis). La Corte ha sottolineato che le condotte contestate si riferivano a quattro giornate del luglio 2020, quindi circoscritte nel tempo e risalenti a oltre un anno prima, e che il ricorrente non aveva prodotto elementi concreti idonei a far ritenere probabile una prosecuzione delle condotte illecite. Le censure del Procuratore sono state ritenute insufficienti a dimostrare la carenza o l'apparenza della motivazione impugnata.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    Norma del codice penale relativa alla truffa aggravata, indicata a qualificare il fatto materiale contestato come reato di frode. Nel caso, la Corte non ha invece ritenuto che la sussistenza della misura cautelare dovesse essere motivata con ulteriore valutazione rispetto ai gravi indizi già riconosciuti.

  • art. 55-quinquies d.lgs. 165/2001

    Norma che sanziona le false attestazioni in materia di servizio pubblico; utilizzata per qualificare le false attestazioni sulla presenza in servizio del funzionario Pirillo. La Corte ha valutato gli elementi probatori relativi a tale fattispecie nel contesto della prognosi cautelare.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Norma procedurale sulle misure cautelari; il ricorrente aveva denunciato inosservanza di questa norma nell'adozione/valutazione della misura, ma la Corte ha ritenuto che il giudice del riesame avesse correttamente valutato l'assenza del pericolo di reiterazione.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limite alla materia impugnabile in Cassazione per ricorso avverso provvedimenti cautelari: la Corte ricorda che il ricorso è stato proposto nei limiti previsti da questa disposizione e lo ha esaminato nella cornice restrittiva prevista.

  • art. 23, comma 8, decreto-legge 28/10/2020 n.137 (conv. con legge 18/12/2020 n.176) e successive disposizioni di proroga

    Norme procedurali emergenziali richiamate per disciplinare la discussione orale e le modalità di deposito delle memorie e requisitorie scritte; nel caso le parti non hanno chiesto discussione orale e la Procura generale ha svolto requisitoria scritta.

Massime di principio

  • Per ottenere misure cautelari personali (es. arresti domiciliari) non basta la presenza di gravi indizi: è necessario anche dimostrare un concreto e attuale pericolo di reiterazione o di inquinamento delle prove (periculum libertatis).
  • Condotte isolate e circoscritte nel tempo, ancorché molteplici, soprattutto se risalenti a tempo significativo prima dell'adozione della misura, tendono a indebolire la prognosi di pericolosità e possono rendere inidonea la custodia cautelare.
  • La mera concentrazione temporale delle condotte (es. più episodi in un mese) deve essere correlata a elementi che rendano probabile la prosecuzione del reato; senza tale collegamento la concentrazione non è di per sé sufficiente.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione degli indizi e del pericolo di reiterazione; la Cassazione interviene solo in presenza di vizi manifeste o di violazioni normative evidenti.
  • In ricorsi per cassazione contro provvedimenti cautelari, i rimedi sono limitati dalla disciplina sulle materie impugnabili; la parte ricorrente deve articolare censure precise e pertinenti per superare tale limite.
  • Dal punto di vista pratico, chi richiede misure cautelari dovrebbe documentare con elementi concreti la persistenza o attualità del rischio (es. comportamenti recenti, minacce di reiterazione, ruolo che facilita la recidiva, impatto continuativo sull'organizzazione).

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