Cassazione Penale, Sentenza n. 37134/2023 del 12/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato. Verificando direttamente gli atti, ha ritenuto che la notifica non era stata eseguita nei confronti del difensore dell'imputato e che ciò integra la nullità assoluta prevista dall'art. 179 c.p.p.; ha quindi annullato la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per il proseguimento del giudizio.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per nullità della vocatio in ius: il decreto di citazione per il giudizio di appello era stato notificato all'"Avv. Giuseppe Alvaro del foro di Locri" invece che all'"Avv. Giuseppe Alvaro del foro di Palmi" indicato come difensore di fiducia dell'imputato, con conseguente omissione della notifica al difensore effettivo; si deduceva la nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p.
Norme richiamate
art. 179 cod. proc. pen.
La nullità assoluta della vocatio in ius ricorre quando la notifica della citazione è omessa o, se eseguita in forma diversa, risulta inidonea a garantire la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato o del suo difensore; nel caso concreto la notifica è stata omessa rispetto al difensore effettivamente designato, integrando la causa di nullità assoluta
art. 184 cod. proc. pen.
La sanatoria prevista dall'art. 184 opera quando si è verificata una violazione delle regole sulle modalità di esecuzione che non abbia impedito la conoscenza effettiva dell'atto; la Corte distingue i casi meritevoli di sanatoria da quelli di nullità assoluta ai sensi dell'art. 179
Massime di principio
- La nullità della vocatio in ius è assoluta e insanabile quando la notifica è del tutto omessa o, pur effettuata, risulta inidonea a produrre la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato o del suo difensore (art. 179 c.p.p.).
- Se l'irregolarità riguarda solo le modalità di esecuzione ma l'imputato o il difensore ha effettivamente avuto conoscenza dell'atto, può operare la sanatoria dell'art. 184 c.p.p.; la differenza concreta tra sanazione e nullità dipende dall'effettiva conoscenza dell'atto.
- La Corte di Cassazione, quale giudice di legittimità, può esaminare direttamente gli atti processuali per verificare l'integrazione della violazione denunciata e decidere sull'esistenza della nullità.
- La notifica indirizzata a un difensore con indicazione di foro o dati errati che determini l'omessa notifica al difensore effettivamente nominato può comportare l'annullamento della sentenza impugnata e la rimessione degli atti per nuovo esame di merito o per il proseguimento del giudizio.
- In contesti pratici, chi difende deve verificare subito la corretta indicazione del difensore nei provvedimenti e nelle notifiche; in caso di errore sostanziale (omessa notifica al difensore nominato) è opportuno proporre tempestivamente eccezione di nullità ex art. 179 c.p.p.
- Se la parte resistente sostiene la validità della notifica, è importante produrre prove della conoscenza effettiva (ricevute, contatti, atti difensivi presentati) per far valere la sanatoria ex art. 184 anziché la nullità.
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