Sentenza n. 4233/2026 - Napoli, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che l’Amministrazione aveva rimosso in autotutela il diniego contestato e che tale comportamento successivo risultava integralmente satisfattivo dell’interesse azionato. Il giudice non ha quindi esaminato nel merito le censure di violazione di legge ed eccesso di potere. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.
Atto impugnato: diniego del rinnovo del permesso di soggiorno, motivato dall’irreperibilità presso la residenza e il domicilio fiscale dell’attività lavorativa e dall’omessa comunicazione della variazione domiciliare
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento del Questore di Napoli con due censure di violazione di legge ed eccesso di potere, contestando la sussistenza dei presupposti del diniego alla luce della documentazione prodotta nel procedimento. In particolare, deduceva di avere comunicato il trasferimento della propria residenza e contestava gli accertamenti dai quali era stata desunta la sua irreperibilità, nonché la ritenuta assenza di un’impresa individuale e l’omessa comunicazione della variazione domiciliare. Nel corso del giudizio, l’Amministrazione, previa rinnovata istruttoria e nuovi accertamenti, adottava un provvedimento di autotutela con il quale rimuoveva il diniego impugnato e accoglieva la pretesa sostanziale del ricorrente.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
la cessazione della materia del contendere si determina quando l’operato successivo della parte pubblica si rivela integralmente satisfattivo dell’interesse azionato
La cessazione della materia del contendere ricorre quando, per effetto di un comportamento successivo o di un nuovo provvedimento dell’amministrazione, l’interesse sostanziale dedotto in giudizio è integralmente soddisfatto.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base processuale per la trattazione da remoto dell’udienza di smaltimento.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
È richiamata, unitamente alla disciplina europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali, per disporre l’oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.
art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
È richiamato quale fondamento della tutela dei dati personali particolari nell’ambito dell’ordine di oscuramento.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
È richiamato, come modificato dal d.lgs. 101/2018, ai fini della protezione dei dati personali relativi alla salute.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere si verifica quando un comportamento successivo o un nuovo provvedimento dell’amministrazione realizza integralmente l’interesse sostanziale fatto valere dal ricorrente, rendendo non più attuale la controversia sull’atto originariamente impugnato.
- L’annullamento o la rimozione in autotutela dell’atto impugnato, quando accompagnati dalla piena soddisfazione della pretesa sostanziale azionata, comportano la dichiarazione di cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., senza necessità di esaminare i motivi di ricorso.
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