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Sentenza

Sentenza n. 950/2026 - Venezia, Sezione 2

per l’annullamento - ove occorra e per quanto di ragione, dei prospetti di liquidazione del trattamento di fine servizio elaborati dall’INPS, Direzione Provinciale di Verona, atto Rif. Prot. -OMISSIS-, nella parte in cui non attribuiscono alla ricorrente i sei scatti stipendiali ex art. 6-bis d.l. 387/1987 e art. 21 legge 232/1990; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale; nonché per l’accertamento - del diritto della ricorrente ad ottenere il ricalcolo del trattamento di fine servizio con inclusione dei sei scatti stipendiali ex art. 6-bis d.l. 387/1987 e art. 21 legge 232/1990, oltre interessi e rivalutazione sul dovuto sino all’effettivo soddisfo;

Giustizia amministrativa202400783

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: prospetto di liquidazione del trattamento di fine servizio che non aveva incluso i sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis d.l. 387/1987

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (pensionata)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, già appartenente alla Polizia di Stato, era stata collocata in quiescenza a domanda dopo avere compiuto 56 anni e maturato oltre 39 anni di servizio utile. Ha contestato il prospetto di liquidazione dell’indennità di buonuscita predisposto dall’INPS, deducendo la mancata inclusione dei sei scatti stipendiali aggiuntivi, ciascuno pari al 2,50% dell’ultimo stipendio, previsti dall’art. 6-bis d.l. 387/1987 e dall’art. 21 legge 232/1990. Ha dedotto violazione e falsa applicazione di legge, travisamento ed erroneo apprezzamento dei presupposti normativi, nonché violazione dell’art. 36 Cost. Dopo avere presentato all’INPS un’istanza di ricalcolo rimasta senza risposta, ha chiesto l’annullamento del prospetto, l’accertamento del diritto al ricalcolo del TFS e la corresponsione degli interessi e della rivalutazione. L’INPS ha eccepito il difetto di legittimazione passiva dell’amministrazione di appartenenza e la decadenza dal beneficio per mancato rispetto del termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis, comma 2, d.l. 387/1987.

La decisione

Il TAR ha ritenuto infondate entrambe le eccezioni preliminari. Ha affermato che l’unico soggetto obbligato alla corresponsione dell’indennità di buonuscita è l’ente previdenziale, sicché la controversia è correttamente instaurata nei confronti dell’INPS e non richiede il coinvolgimento dell’amministrazione presso cui la ricorrente prestava servizio. Ha inoltre escluso che il termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis, comma 2, d.l. 387/1987 abbia natura decadenziale, in assenza di un’espressa previsione normativa che ricolleghi al suo mancato rispetto l’estinzione del diritto; tale termine rileva esclusivamente ai fini della decorrenza del collocamento a riposo dal 1° gennaio dell’anno successivo. Nel merito, il giudice ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui l’art. 6-bis d.l. 387/1987 attribuisce i sei scatti stipendiali, anche ai fini della liquidazione dell’indennità di buonuscita, al personale delle forze di polizia che cessi dal servizio per età, inabilità o decesso, nonché al personale che chieda il collocamento in quiescenza dopo avere compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile. L’art. 4 d.lgs. 165/1997, riferendosi al solo calcolo della base pensionabile, non ha modificato il regime di calcolo del TFS né escluso l’incidenza dei sei scatti sull’indennità di buonuscita. Poiché la ricorrente possedeva requisiti anagrafici e contributivi superiori a quelli richiesti, il ricorso è stato accolto: il prospetto è stato annullato, è stato accertato il diritto al beneficio ed è stato ordinato all’INPS di rideterminare l’indennità includendo i sei scatti nella base di calcolo. Sono stati riconosciuti gli interessi legali sul maggior importo, senza cumulo con la rivalutazione monetaria, limitatamente alle rate del TFS già scadute e dalla scadenza originaria di ciascuna rata. L’INPS è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. 387/1987, convertito dalla legge 472/1987

    Sei scatti ciascuno del 2,50 per cento da calcolarsi sull’ultimo stipendio; il comma 2 estende il beneficio al personale che chieda il collocamento in quiescenza a condizione che abbia compiuto 55 anni di età e 35 anni di servizio utile.

    La disposizione attribuisce i sei scatti stipendiali anche ai fini della liquidazione dell’indennità di buonuscita al personale delle forze di polizia collocato a riposo a domanda dopo il compimento dei requisiti anagrafici e di servizio. Il termine del 30 giugno per presentare la domanda non è decadenziale, non essendo prevista espressamente l’estinzione del diritto in caso di inosservanza.

  • art. 21 legge 232/1990

    È richiamato quale ulteriore fondamento normativo dei benefici economici invocati dalla ricorrente.

  • art. 4 d.lgs. 165/1997

    La disposizione opera ai soli fini del calcolo della base pensionabile e non modifica il regime di calcolo dell’indennità di buonuscita né l’attribuzione dei sei scatti previsti dall’art. 6-bis d.l. 387/1987.

  • art. 16, comma 6, legge 412/1991

    Concorre, insieme all’art. 22, comma 36, legge 724/1994, a fondare il riconoscimento dei soli interessi legali sul maggior importo dovuto, senza cumulo con la rivalutazione monetaria.

  • art. 22, comma 36, legge 724/1994

    Concorre a escludere il cumulo tra interessi legali e rivalutazione monetaria sulle somme dovute a titolo di TFS.

  • art. 12, comma 7, d.l. 78/2010, convertito dalla legge 122/2010

    Poiché il TFS può essere erogato in più rate, gli interessi sul maggior importo decorrono dalla scadenza originaria di ciascuna rata già scaduta.

Massime di principio

  • Il diritto ai sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis d.l. 387/1987 spetta, ai fini della liquidazione dell’indennità di buonuscita, al personale delle forze di polizia collocato a riposo a domanda dopo il compimento di almeno 55 anni di età e con almeno 35 anni di servizio utile, purché sussistano gli ulteriori presupposti normativi.
  • Il termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis, comma 2, d.l. 387/1987 per presentare la domanda di collocamento a riposo non determina la decadenza dal diritto ai sei scatti stipendiali, se la legge non prevede espressamente tale effetto estintivo; il termine rileva soltanto ai fini della decorrenza del collocamento a riposo.
  • L’ente previdenziale che liquida e corrisponde il trattamento di fine servizio è il soggetto passivamente legittimato nella controversia relativa alla corretta determinazione dell’indennità; l’amministrazione di appartenenza non è obbligata al pagamento del TFS e non deve necessariamente essere evocata in giudizio.
  • La disciplina che attribuisce benefici ai fini del calcolo della base pensionabile non incide, in assenza di un’espressa previsione, sul distinto regime di calcolo dell’indennità di buonuscita e non esclude l’inclusione dei sei scatti stipendiali nel TFS.
  • Quando il trattamento di fine servizio è corrisposto in più rate, gli interessi legali sul maggior importo riconosciuto decorrono dalla scadenza originaria delle singole rate già scadute e non si cumulano con la rivalutazione monetaria, nei limiti indicati dalla disciplina applicabile.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeStato giuridico e avanzamento
RamiForze armate e forze di poliziaPubblico impiego e concorsi
IstitutiRiparto di giurisdizioneOnere della prova e principio dispositivo

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