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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43602/2022 del 17/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione contestava la mancata convalida, da parte del G.I.P., delle prescrizioni imposte dal Questore (art. 6, comma 2, legge n. 401/1989) consistenti nell'obbligo di presentarsi presso la Stazione CC di Piossasco mezz'ora dopo l'inizio di ogni incontro del Torino. Il P.M. deduceva erronea applicazione di legge (art. 6, comma 1, lett. a) legge n. 401/1989), sostenendo che la condotta di Gradin fosse strettamente collegata alla partita Torino-Cagliari: l'indagato avrebbe lanciato un fumogeno vicino allo stadio, litigato con un condomino e, nonostante un precedente DASPO da Firenze che gli vietava la presenza in quell'area, avrebbe aggredito verbalmente e fisicamente un agente che lo stava riprendendo.

La decisione

Ricorso infondato. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione del G.I.P. che non ha convalidato la parte delle prescrizioni ex art. 6 comma 2 ritenendo che i fatti (lite condominiale e successiva aggressione verbale/fisica all'agente) non fossero immediatamente e direttamente riconducibili alla manifestazione sportiva e non dimostrassero una pericolosità tale da giustificare la misura. La motivazione del G.I.P. è stata ritenuta non manifestamente illogica e coerente con le risultanze investigative; la Cassazione ha inoltre richiamato il limite del sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto, escludendo la possibilità di riformulare la ricostruzione alternativa proposta dal ricorrente.

Norme richiamate

  • Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 6

    L'art. 6 disciplina le prescrizioni interdittive per soggetti ritenuti pericolosi ai fini dell'ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive; il giudice della convalida deve accertare concretezza della pericolosità, attribuibilità delle condotte e congruità della misura rispetto allo scopo preventivo.

  • Cassazione, Sezioni Unite, sent. n. 44273 del 27/10/2004

    Principio secondo cui in sede di convalida dell'obbligo di presentazione il giudice non può limitarsi a controllo formale ma deve compiere un accertamento concreto e attuale della pericolosità e degli elementi indiziari che corroborino l'attribuibilità delle condotte.

Massime di principio

  • Il giudice della convalida delle prescrizioni ex art. 6 legge 401/1989 deve valutare concretamente la pericolosità attuale del soggetto, la necessità e urgenza del provvedimento, l'attribuibilità delle condotte e la congruità della misura; non è sufficiente una mera ricezione del provvedimento amministrativo.
  • La mera prossimità temporale e territoriale rispetto a una partita non è di per sé sufficiente a collegare un comportamento scorretto alla manifestazione sportiva; serve un nesso diretto e probante tra condotta e finalità di turbativa dell'evento.
  • Il precedente DASPO o altre misure amministrative possono rafforzare il quadro indiziario, ma devono essere integrate da elementi probatori attuali che dimostrino il rischio concreto per l'ordine pubblico.
  • In sede di cassazione sono precluse le rinnovate valutazioni di merito sui fatti: la Suprema Corte controlla la legittimità e la logicità della motivazione, non sostituisce il giudice del merito nelle ricostruzioni alternative dei fatti.

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