Circolare numero 117 del 23-5-1997
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare fornisce ulteriori indicazioni operative sul piano di formazione 1997, già avviato con il messaggio del 24 febbraio 1997, chiarendo finalità, criteri di riparto e modalità di utilizzo dei budget assegnati alle strutture regionali e di produzione. Il documento collega la formazione al processo di riorganizzazione per processi dell’Istituto, alla valorizzazione delle competenze e all’introduzione del salario di professionalità. Definisce inoltre i percorsi formativi tipo, il ruolo delle Sedi regionali e locali, le regole per la docenza interna, gli incarichi, la certificazione dei pacchetti didattici e la gestione informatica dei dati formativi.
Precisazioni su formazione locale 1997, budget decentrati e utilizzo della docenza interna
Formazione 1997 e riorganizzazione per processi
La circolare integra e precisa le indicazioni già impartite con il messaggio n. 31671 del 24 febbraio 1997 in materia di piano di formazione per l’anno 1997. Lo scopo è quello di orientare la formazione locale al sostegno dei progetti di riorganizzazione per processi, alla valorizzazione delle competenze professionali e all’adeguamento dell’ordinamento del personale ai nuovi modelli organizzativi.
Quadro organizzativo e finalità strategiche
La formazione viene collocata dentro un più ampio processo di revisione del modello organizzativo dell’Istituto, fondato su:
- deverticalizzazione delle strutture e sviluppo delle integrazioni orizzontali;
- riduzione dei livelli gerarchici e superamento delle posizioni di coordinamento intermedio;
- valorizzazione del lavoro di gruppo e dei ruoli di integrazione;
- diffusione di competenze di processo e mobilità interfunzionale;
- passaggio da una gestione centrata sulla posizione di lavoro a una gestione basata sulle competenze.
In tale scenario, la formazione è qualificata come funzione di servizio e variabile strategica per la riprogettazione del lavoro, per l’accrescimento professionale e per la coerenza tra nuovi assetti funzionali e comportamenti operativi. Essa è strettamente collegata alla componente organizzativa, tecnologica, agli obiettivi di servizio e al nuovo ordinamento professionale.
Obiettivi degli interventi formativi
Gli interventi formativi devono perseguire due obiettivi convergenti:
- trasferire al personale conoscenze operative e procedurali coerenti con i nuovi modelli di processo, per un utilizzo immediato e corretto delle risorse nei nuovi moduli organizzativi;
- offrire opportunità di sviluppo professionale, consentendo al personale di acquisire livelli crescenti di qualificazione anche in relazione alla valutazione della prestazione e alla certificazione delle competenze.
La circolare sottolinea che la formazione deve essere contestualizzata nella prassi operativa, svilupparsi sul posto di lavoro e valorizzare le risorse interne della Sede. In questa prospettiva, l’offerta formativa/addestrativa è chiamata a incidere concretamente sui risultati organizzativi e sul miglioramento quali-quantitativo dei servizi.
Percorsi formativi tipo e itinerari flessibili
Per accompagnare la riprogettazione organizzativa e la crescita motivazionale del personale sono stati definiti percorsi formativi "tipo" relativi ai processi:
- "Assicurato/pensionato";
- "Gestione conto Azienda e contribuenti individuali".
Tali percorsi si fondano sulle esperienze maturate presso le Sedi prototipo di Latina, Cuneo e Modena, nonché sugli interventi di follow up in corso in altre Sedi. I percorsi standardizzati sono finalizzati a sviluppare progressivamente tutte le competenze necessarie per svolgere l’intera gamma delle attività dell’"operatore di processo".
Per garantire una transizione non traumatica verso il nuovo modello organizzativo, i percorsi tipo sono stati associati a itinerari formativi modulabili, da utilizzare in modo flessibile dalle singole strutture in relazione alle aggregazioni di attività da presidiare nell’immediato. Gli itinerari consentono di individuare le competenze necessarie per governare specifiche macro-fasi di processo, assicurando omogeneità di comportamento sul territorio senza sacrificare l’autonomia organizzativa locale.
Budget di formazione locale e criteri di riparto
I budget assegnati alle Regioni riguardano esclusivamente le attività di formazione locale a supporto della riorganizzazione e dell’allargamento professionale. Rientrano nel budget regionale:
- i compensi per docenza interna per interventi d’aula di interesse generale programmati dalle Sedi regionali;
- i compensi per docenza interna al personale esperto delle strutture di produzione nell’ambito della formazione sul posto di lavoro.
Per le attività formative conseguenti a indirizzi centrali da diffondere sul territorio, saranno messi a disposizione stanziamenti aggiuntivi, determinati sulla base del piano di realizzazione predisposto dalla Sede regionale. Le Sedi regionali devono ridefinire entro il 21 giugno 1997 il piano di formazione per l’anno 1997, evidenziando:
- la quota di budget assegnata alla Sede regionale per attività d’aula di interesse generale;
- la quota distribuita alle singole strutture di produzione per interventi formativi sul posto di lavoro;
- la quota di budget aggiuntivo necessaria per realizzare a livello locale interventi promossi dalla Sede centrale, tra cui "token ring" e "Guardia di Finanza".
Le somme impegnate per tali ultimi interventi devono gravare provvisoriamente sul budget della Sede regionale in attesa dell’attribuzione dei finanziamenti dedicati. La circolare preannuncia inoltre una variazione al Piano analitico per l’Area Formazione 1997, finalizzata ad aumentare il budget per la docenza interna mediante l’eliminazione di piani di iniziativa centrale non più realizzabili entro l’anno.
Ruolo della Sede regionale
La Sede regionale svolge una funzione di verifica, coordinamento e omogeneizzazione degli interventi formativi sul territorio. In particolare:
- esamina i piani presentati dalle Sedi di produzione;
- verifica la coerenza con i progetti di riorganizzazione e con il piano regionale di revisione organizzativa;
- assicura l’omogeneità degli interventi;
- agisce come polo propositivo per iniziative formative volte alla diffusione della cultura di processo;
- garantisce la congruità dei progetti e il loro ritorno in termini di redditività.
La circolare richiama anche il ruolo del team interfunzionale di progetto, costituito per la sperimentazione della riorganizzazione per processi, quale supporto metodologico e organizzativo per lo sviluppo delle azioni formative in sede locale.
Programmazione delle Sedi di produzione
Ciascuna Sede di produzione deve predisporre uno specifico piano annuale e trasmetterlo alla Sede regionale entro il 14 giugno 1997, ai fini della ripartizione del budget di formazione. Il piano deve essere costruito tenendo conto della fase di revisione organizzativa da realizzare nell’anno e dei fabbisogni formativi connessi.
Per la definizione del piano, i dirigenti di struttura devono:
- individuare la fase di revisione organizzativa da attuare;
- analizzare i fabbisogni formativi del personale;
- scegliere le modalità formative più idonee in base al livello di professionalizzazione e alle competenze da sviluppare;
- individuare personale esperto interno da impiegare nella formazione sul posto di lavoro;
- segnalare alla Sede regionale eventuali interventi da svolgere con personale esperto di altre strutture, solo in assenza di adeguate professionalità interne;
- definire interventi di miglioramento concordati con la Sede regionale in aree di particolare criticità operativa;
- ricorrere alla Funzione regionale o centrale per attività d’aula, seminari o convegni esterni, quando siano necessarie competenze specialistiche non acquisibili localmente;
- verificare l’apprendimento e valutare i risultati della formazione in termini di allargamento professionale e miglioramento del servizio.
La circolare precisa che, in tale processo, deve essere assicurato il coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali, ritenuto essenziale per il successo del rinnovamento organizzativo.
Formazione sul posto di lavoro e utilizzo di personale esperto
Nelle nuove modalità di formazione assume centralità la docenza interna svolta da personale esperto di Sede, chiamato a trasferire conoscenze e capacità ai colleghi impegnati nell’ampliamento delle professionalità e nell’acquisizione di competenze di processo. Per tali attività devono essere prioritariamente utilizzati funzionari di VIII e IX qualifica funzionale con elevata esperienza professionale.
Il ricorso a personale esterno è limitato ai casi di motivata indisponibilità di risorse interne adeguate. Il personale esperto coinvolto deve collaborare:
- all’autoanalisi dei fabbisogni formativi;
- alla verifica del divario tra competenze possedute e competenze richieste;
- alla realizzazione delle azioni formative per costruire una base conoscitiva comune nel gruppo di lavoro;
- allo sviluppo delle capacità di cooperazione nel gruppo.
La circolare supera la precedente impostazione centrata su pacchetti didattici d’aula e su esperti esterni, privilegiando la formazione sul campo, l’affiancamento e l’integrazione operativa all’interno dei gruppi di lavoro.
Supporto metodologico degli Esperti e Specialisti di formazione
Le attività formative locali sono realizzate in raccordo con la Sede regionale, che assicura l’apporto metodologico degli Esperti e degli Specialisti di formazione. Tali figure supportano le direzioni delle Sedi di produzione nella:
- analisi dei fabbisogni formativi;
- progettazione dei programmi e dei piani di lavoro;
- scelta e predisposizione del materiale didattico, inclusi manuali, pacchetti e CBT;
- gestione dei percorsi formativi;
- attività di tutoraggio;
- monitoraggio dell’apprendimento individuale e degli effetti della formazione;
- valutazione e autovalutazione degli interventi.
Docenza interna: compensi e limiti
Ai dipendenti incaricati della formazione sul campo spetta il trattamento economico previsto dalle disposizioni vigenti per la docenza interna, limitatamente alle ore di attività didattica programmate nei piani approvati dalle Sedi di produzione e validati dalle Sedi regionali. I compensi sono riconosciuti per interventi d’aula, esercitazioni e addestramento pilotato in piccoli gruppi.
Resta invece esclusa la remunerazione dell’affiancamento sul posto di lavoro, considerato attività di supporto alla normale operatività. Gli incarichi di docenza non possono superare i limiti previsti dalle norme vigenti; eventuali casi eccezionali oltre le 40 ore annue possono essere autorizzati dalle Sedi regionali competenti, anche per ampliare la platea dei docenti coinvolti.
Conferimento degli incarichi di docenza
La circolare distingue tra interventi nazionali e locali. Gli incarichi sono conferiti:
- per la formazione nazionale: dal Direttore generale ai dirigenti centrali e periferici, su proposta del Direttore centrale Formazione e Progetto Risorse Umane, d’intesa con il dirigente responsabile dell’intervento; oppure dal Direttore centrale Formazione e Progetto Risorse Umane, d’intesa con il dirigente centrale o regionale, per il restante personale;
- per la formazione locale: dal Direttore regionale ai dirigenti delle strutture del territorio di competenza; dal Direttore regionale, su proposta del Direttore di Sede, al restante personale per docenze a livello regionale; dal Direttore di Sede al restante personale per docenze a livello locale.
Quando sia richiesto, in via eccezionale, l’intervento di esperti o risorse di formazione di altre sedi o della sede centrale, il conferimento dell’incarico compete al Direttore centrale Formazione e Progetto Risorse Umane o al Direttore regionale della regione di appartenenza del funzionario designato.
Certificazione dei pacchetti didattici ed evoluzione degli Esperti di materia
I pacchetti didattici da inserire nella rete informativa per standardizzare gli interventi sul territorio devono essere preventivamente validati dalla Direzione centrale Formazione e Progetto Risorse Umane, sulla base della certificazione di qualità normativo-procedurale rilasciata dalle Direzioni centrali competenti per materia.
Gli attuali Esperti di materia continuano a essere utilizzati temporaneamente per:
- interventi d’aula a carattere regionale e nazionale su argomenti di interesse comune non gestibili utilmente a livello locale;
- interventi locali, su richiesta della dirigenza di Sede, quando manchino professionalità interne adeguate.
La circolare preannuncia una revisione di questo ruolo: sulla base delle esperienze maturate nel corso dell’anno, delle capacità dimostrate e delle potenzialità emerse nella didattica, saranno definiti nuovi elenchi regionali di funzionari articolati per processo e fase di attività, destinati a costituire una disponibilità di "Referenti per la formazione". Tali referenti potranno essere impiegati per la docenza negli interventi accentrati, per il supporto alle Sedi di produzione in mancanza di personale esperto interno e per la preparazione di materiale didattico insieme agli Esperti e Specialisti di formazione.
Gestione informatica del budget e monitoraggio
Il decentramento del budget richiede un adeguamento del sistema informatico della formazione, attualmente strutturato soprattutto sulla formazione d’aula regionale. In attesa della nuova architettura, per il 1997 la gestione delle procedure resta accentrata presso la Sede regionale, che deve comunque mantenere una separata evidenza dell’utilizzo dei budget delle singole strutture e monitorarne l’impiego.
Inoltre, a seguito del messaggio n. 08830 del 12 maggio 1997, è stata resa disponibile una nuova sezione dell’archivio giuridico VEGA integrata con il sistema IN.FORMA, che consente la consultazione dei corsi svolti dai singoli dipendenti. Ai fini dei report statistici 1997, tutti i dati relativi alle edizioni corsuali, comprese quelle svolte nelle Sedi di produzione, devono essere inseriti nel data base della formazione, tramite IN.FORMA, a partire dal 1 gennaio 1997.
Per l’anno 1997 il decentramento riguarda esclusivamente il budget per la docenza interna, mentre il budget per le missioni continua a essere gestito dalla Sede regionale, anche per gli eventuali utilizzi di personale esperto proveniente da altre strutture o per la partecipazione di dipendenti delle Sedi ad attività formative organizzate in sede regionale su richiesta delle strutture di produzione.
Punti principali
Finalità della formazione nel processo di riorganizzazione
La formazione viene qualificata come leva strategica del cambiamento organizzativo, funzionale a sostenere la transizione verso un modello fondato su processi, integrazione orizzontale, riduzione dei livelli gerarchici e valorizzazione delle competenze. Essa deve accompagnare la revisione dell’ordinamento professionale e l’introduzione del salario di professionalità, favorendo l’accrescimento delle capacità del personale e la coerenza tra nuovi assetti organizzativi e comportamenti operativi.
Obiettivi degli interventi formativi
Gli interventi formativi sono descritti come funzione di servizio a supporto dello sviluppo delle risorse umane, dei processi di riorganizzazione e dell’evoluzione tecnologica. Gli obiettivi convergono sul trasferimento di conoscenze operative e procedurali coerenti con i nuovi modelli di processo e sull’offerta di opportunità di crescita professionale attraverso percorsi di valutazione, apprendimento sul lavoro e mobilità funzionale.
Percorsi formativi e itinerari tipo
Vengono individuati percorsi formativi standard per i processi "Assicurato/pensionato" e "Gestione conto Azienda e contribuenti individuali", costruiti sulla base delle esperienze maturate nelle Sedi prototipo di Latina, Cuneo e Modena e delle attività di follow up in altre sedi. Tali percorsi sono articolati in itinerari formativi flessibili, utilizzabili dalle strutture in relazione alle fasi di processo da presidiare e finalizzati a sviluppare competenze diffuse e omogenee sul territorio.
Budget locali di formazione e riparto delle risorse
I budget assegnati alle Regioni riguardano solo le attività formative locali collegate alla riorganizzazione e all’allargamento professionale. Nel budget regionale rientrano i compensi per la docenza interna sia per interventi d’aula di interesse generale sia per la formazione sul posto di lavoro svolta dal personale esperto delle strutture di produzione. Le Sedi regionali devono ridefinire entro il 21 giugno il piano 1997 indicando quota per attività d’aula, quota da distribuire alle strutture di produzione e quota aggiuntiva per interventi locali promossi dalla Sede centrale, gravando provvisoriamente queste ultime spese sul budget regionale in attesa dei finanziamenti dedicati.
Ruolo della Sede regionale
La Sede regionale verifica i piani presentati dalle strutture di produzione, ne valuta la congruenza con i progetti di riorganizzazione e provvede all’omogeneizzazione degli interventi sul territorio. Essa opera anche come polo propositivo per iniziative formative volte alla diffusione della cultura di processo e al miglioramento del posizionamento contabile, produttivo e organizzativo delle sedi, mantenendo un ruolo di garanzia sulla coerenza e redditività dei progetti attivati.
Ruolo delle Sedi di produzione nella programmazione locale
Ogni Sede di produzione deve predisporre entro il 14 giugno un piano annuale da sottoporre alla Sede regionale, individuando la fase di revisione organizzativa da attuare, i fabbisogni formativi, le modalità didattiche più idonee e il personale esperto interno da impiegare. Il piano deve inoltre prevedere eventuali esigenze di supporto esterno, progetti di miglioramento concordati con la Regione, interventi d’aula o partecipazioni a seminari esterni e la verifica finale dell’apprendimento e dei risultati conseguiti.
Utilizzo del personale esperto di Sede
La circolare attribuisce centralità alla docenza interna e all’affiancamento svolto da personale esperto della Sede, prioritariamente funzionari di VIII e IX qualifica funzionale con elevata esperienza. Il ricorso a personale esterno è ammesso solo in caso di motivata indisponibilità interna. Gli esperti interni devono collaborare all’autoanalisi dei fabbisogni formativi, al confronto tra competenze possedute e richieste, alla realizzazione delle azioni formative e allo sviluppo della cooperazione nel gruppo di lavoro.
Ruolo delle risorse specialistiche di Formazione
Le attività formative locali sono supportate metodologicamente da Esperti e Specialisti di formazione della Sede regionale, che affiancano le direzioni delle Sedi di produzione nella progettazione dei programmi, nella scelta dei materiali didattici, nella gestione dei percorsi, nel tutoraggio, nel monitoraggio dell’apprendimento e nella valutazione degli esiti formativi.
Compensi e limiti della docenza interna
Ai dipendenti incaricati di docenza interna spettano i compensi previsti dalle vigenti disposizioni per le ore di attività didattica inserite nei piani approvati. Restano esclusi compensi per il semplice affiancamento sul posto di lavoro, considerato attività di sostegno alla normale operatività. Gli incarichi di docenza, per ciascun interessato, non possono superare i limiti ordinari, salvo casi eccezionali autorizzati dalle Sedi regionali, anche oltre le 40 ore annue, per favorire la diffusione delle esperienze.
Conferimento degli incarichi di docenza
La circolare disciplina in modo puntuale chi conferisce gli incarichi: a livello nazionale interviene il Direttore generale o il Direttore centrale Formazione e Progetto Risorse Umane, a seconda della categoria del personale; a livello locale la competenza è del Direttore regionale o del Direttore di Sede, secondo il perimetro dell’intervento. Per docenze affidate eccezionalmente a esperti o risorse di altre regioni o della sede centrale, gli incarichi sono conferiti dalle autorità competenti in base alla provenienza del funzionario designato.
Pacchetti didattici, esperti di materia e nuovi referenti
I pacchetti didattici destinati alla rete informativa devono essere preventivamente validati dalla Direzione centrale Formazione e Progetto Risorse Umane, sulla base della certificazione di qualità normativa e procedurale delle Direzioni centrali competenti. Gli attuali Esperti di materia continuano a essere impiegati in via temporanea per interventi regionali, nazionali o locali in assenza di professionalità interne adeguate, ma la circolare preannuncia una revisione del ruolo e la futura costituzione di nuovi elenchi regionali di funzionari come "Referenti per la formazione".
Gestione informatica e monitoraggio del budget
La gestione del budget locale richiede una riprogettazione del sistema informatico della formazione. Per il 1997 le procedure restano accentrate presso la Sede regionale, che dovrà comunque tenere separata evidenza dell’uso delle risorse delle singole strutture. Tutti i dati delle edizioni corsuali, comprese quelle svolte nelle Sedi di produzione, devono essere inseriti dal 1 gennaio 1997 nel data base della formazione tramite il sistema IN.FORMA. Per l’anno in corso, il decentramento riguarda soltanto il budget per la docenza interna, mentre il budget per le missioni resta gestito dalla Sede regionale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da INPS, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di INPS
- Circolare · 23 mag 1997Circolare numero 118 del 23-5-1997
- Circolare · 22 mag 1997Circolare numero 115 del 22-5-1997
- Circolare · 22 mag 1997Circolare numero 116 del 22-5-1997
- Circolare · 21 mag 1997Circolare numero 22 del 21-05-1997 enpals
- Circolare · 21 mag 1997Circolare numero 114 del 21-5-1997
- Circolare · 20 mag 1997Circolare numero 113 del 20-5-1997
Cerchi altro? Cerca gratis in INPS →