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Sentenza

Sentenza n. 9161/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'ottemperanza - della sentenza di accoglimento n. 3141/2025 del 14.03.2025 resa dal Dott.ssa Alfonsina Bellini quale Giudice del Lavoro, presso il Tribunale Ordinario di Roma, all'esito del giudizio R.G. n. 1930/2024, divenuta cosa giudicata perché non oggetto di alcun gravame nel termine di sei mesi dal deposito della stessa, giusta certificazione di passaggio in giudicato resa dal competente Ufficio del Tribunale Ordinario di Roma in data 13.11.2025.

Giustizia amministrativa202514711

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Roma, Giudice del lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione professionale docenti per l'anno scolastico 2020/2021

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del giudice del lavoro divenuta definitiva, con la quale era stato accertato il suo diritto a percepire, in relazione ai giorni di lavoro effettivamente svolti nell'anno scolastico 2020/2021, la retribuzione professionale docenti prevista dall'art. 7 del CCNL del 15 marzo 2001, con condanna del Ministero al pagamento di euro 942,30, oltre interessi legali calcolati sulla sorte capitale via via rivalutata dalla singola scadenza al saldo. La ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato, protrattasi anche dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni sull'inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che l'Amministrazione non aveva contestato la mancata esecuzione né dimostrato l'adempimento delle obbligazioni derivanti dal titolo giudiziale. Ha quindi dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli 120 giorni per provvedere, decorrenti dalla scadenza del termine assegnato al Ministero e previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in euro 500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.

  • art. 7 CCNL del 15.03.2001

    La disposizione contrattuale individua la retribuzione professionale docenti riconosciuta dal giudicato del giudice del lavoro.

  • D.M. 55/2014

    È richiamato quale parametro per la liquidazione delle spese del giudizio di ottemperanza, avuto riguardo alla natura esecutiva del giudizio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza relativo a un giudicato di condanna pecuniaria, l'Amministrazione deve dimostrare l'avvenuto adempimento delle obbligazioni risultanti dal titolo; in mancanza di tale prova e di specifiche giustificazioni sull'inerzia, il ricorso deve essere accolto.
  • Il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'Amministrazione un termine per l'esecuzione del giudicato e nominare contestualmente un commissario ad acta, destinato a intervenire previa richiesta dell'interessato dopo la scadenza del termine assegnato all'Amministrazione.
  • La nomina del commissario ad acta può riguardare un organo dell'Amministrazione, con facoltà di delega, e può essere disposta senza compenso quando ciò sia previsto dalla decisione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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