Cassazione Penale, Sentenza n. 21169/2023 del 18/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione ex art. 314 c.p.p.; il ricorrente contestava la decisione sostenendo che il rigetto si fondava su mere supposizioni e che la semplice frequentazione di soggetti pregiudicati non può, da sola, escludere il diritto all'indennizzo; denunciava inoltre carenza e genericità della motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno ritenuto che la Corte d'Appello avesse dato adeguata motivazione nel negare l'indennizzo, valorizzando la sentenza di assoluzione e gli elementi istruttori secondo i quali lo Zurlo aveva avuto ripetuti contatti personali e telefonici con coimputati coinvolti nello spaccio, nonché violato prescrizioni che hanno cagionato l'aggravamento della misura. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata secondo cui la frequentazione ambigua e comportamenti gravemente colposi possono integrare la causa ostativa ex art. 314 c.p.p., purché adeguatamente motivati come indizi di complicità e in rapporto di concausalità con la custodia cautelare. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese.
Norme richiamate
art. 314 cod. proc. pen.
Norma base per la riparazione per ingiusta detenzione; la Corte interpreta che il diritto all'indennizzo è escluso se l'interessato ha dato causa alla custodia cautelare per dolo o colpa grave, e che tale circostanza deve essere accertata d'ufficio.
art. 43 cod. pen.
Definizione di colpa ai fini penali; la nozione di colpa grave rileva per escludere l'indennizzo quando la condotta, per evidente negligenza o imprudenza, abbia creato una situazione prevedibile di intervento dell'autorità giudiziaria.
artt. 81 cpv. cod. pen. e art. 73 DPR 309/90
Norme richiamate riferite ai reati originariamente contestati (concorso e norme sugli stupefacenti); utilizzate nel ricostruire il contesto fattuale che ha portato alle misure cautelari.
Sez. Unite, n. 43 del 13/12/1995 (Sarnataro)
Ha precisato che il dolo ostativo può comprendere anche condotte consapevoli che, secondo le regole dell'esperienza, creano allarme sociale e giustificano l'intervento dell'autorità.
Sez. 4, n. 34181 del 5/11/2002 (Guadagno)
Stabilisce che l'assenza di causa ostativa (dolo o colpa grave) dev'essere accertata d'ufficio dal giudice della riparazione.
Sez. Unite, n. 32383 del 27/5/2010 (D'Ambrosio)
Indica che il giudice deve valutare la condotta dell'interessato sia anteriormente sia successivamente alla sottoposizione alla misura, e più in generale al momento della conoscenza della pendenza del procedimento.
Sez. Unite, n. 51779 del 28/11/2013 (Nicosia)
Evidenzia che anche omissioni o dichiarazioni ambigue possono integrare colpa grave se contribuiscono a mantenere o aggravare la custodia; richiama la funzione solidaristica dell'indennizzo.
Sez. 4, n. 850 del 28/9/2021 (Denaro)
Afferma che frequentazioni ambigue possono integrare la causa ostativa, purché il giudice fornisca adeguata motivazione della loro idoneità ad essere interpretate come indizi di complicità in relazione al tipo e qualità dei legami.
Massime di principio
- Per ottenere l'indennizzo ex art. 314 c.p.p. occorre che non sussista dolo o colpa grave dell'interessato: il giudice della riparazione deve accertarlo d'ufficio.
- La semplice frequentazione di persone pregiudicate non esclude automaticamente il diritto all'indennizzo, ma può costituire elemento ostativo se provata e se il giudice motiva la loro oggettiva idoneità a costituire indizi di complicità.
- Il comportamento dell'imputato va valutato globalmente, sia prima sia dopo la sottoposizione alla misura, e anche violazioni di obblighi che abbiano determinato aggravamenti della misura possono essere ritenute rilevanti.
- Il diniego dell'indennizzo richiede motivazione concreta e collegamento di causa tra la condotta dell'interessato e l'adozione o il mantenimento della misura cautelare; massime di esperienza generiche o vaghe non sono sufficienti.
- In situazioni analoghe, chi richiede la riparazione deve attendersi una valutazione fattuale approfondita: per difendersi è utile documentare l'assenza di rapporti significativi con soggetti illeciti e l'inosservanza di comportamenti idonei a giustificare la custodia.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21136/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21139/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21140/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21142/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21143/2023 del 18/05/2023
- Sentenza penale · 18 mag 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 21145/2023 del 18/05/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →