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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24755/2022 del 27/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che aveva sostituito la misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari per il reato di cessione tentata di 60 kg di hashish. Si censura in primo luogo la carenza della gravità indiziaria per la presunta incertezza dell'identificazione del "Leo" indicato nelle intercettazioni (identificazione fondata su conversazioni registrate sull'utenza di terzi e su riferimenti all'autosalone ove il Vacaj lavorava, senza servizi di osservazione diretti). In secondo luogo si contesta la motivazione sulle esigenze cautelari: il Tribunale avrebbe fondato il pericolo di reiterazione principalmente sulla gravità del fatto e sulle modalità, senza considerare la risalenza dell'episodio al 2018, l'unicità dell'operazione, l'assenza di coinvolgimenti successivi, i precedenti non specifici del 2014 e l'esistenza di un lavoro regolare.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la gravità indiziaria fosse sufficientemente motivata: la sequenza delle intercettazioni, i colloqui tenuti presso l'autosalone e l'ammissione del Vacaj di conoscere il Bardhi rendono coerente l'identificazione del ricorrente nel "Leo" dei colloqui. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla valutazione delle esigenze cautelari perché la motivazione sul pericolo di reiterazione è apparsa carente: essa si fondava essenzialmente sulla gravità del fatto senza fornire elementi attuali e concreti che dimostrassero la persistenza del legame del ricorrente con ambienti criminali o la capacità di reiterare. Per tali ragioni l'ordinanza è stata annullata e il procedimento rinviato al Tribunale del riesame per un nuovo giudizio su quel profilo.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale - norme sulle misure cautelari

    La decisione si è imperniata sui criteri tipici per l'applicazione delle misure cautelari: gravità indiziaria e pericolo di reiterazione. Le intercettazioni e i riscontri contestuali sono stati ritenuti sufficienti a formare la gravità indiziaria, mentre per il pericolo di reiterazione è richiesta una motivazione concreta e attuale, non basata soltanto sulla gravità del fatto.

Massime di principio

  • Le intercettazioni telefoniche possono costituire base credibile per l'identificazione se integrate da elementi contestuali (luoghi, partecipazioni ripetute, ammissioni) che rendono coerente la ricostruzione.
  • L'assenza di servizi di osservazione diretti non rende automaticamente insoddisfacente la prova indiziaria quando esistono conversazioni e riscontri convergenti che collegano l'indagato all'evento.
  • Per applicare o confermare una misura cautelare occorre motivare in modo specifico e attuale il pericolo di reiterazione: fatti remoti, un'unica operazione e la mancanza di collegamenti recenti con il circuito criminale possono indebolire tale presupposto.
  • Non è sufficiente richiamare la gravità del reato come unico criterio per la permanenza della misura: il giudice deve spiegare perché la gravità si traduce in un concreto rischio di recidiva o in un pericolo attuale.
  • Se la motivazione sulle esigenze cautelari è generica o congetturale, la decisione può essere annullata e rimessa al giudice di merito per integrare o riformulare le ragioni cautelari.

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