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Sentenza

Sentenza n. 767/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n 27 del 05.06.2025 prot. n. 7075.

Giustizia amministrativa202501555

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione relativa a un porticato, una scala esterna e un piano mansardato con tre unità abitative

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale che gli ingiungeva, quale proprietario, la demolizione di opere edilizie ritenute realizzate senza titolo. Ha dedotto che gli interventi erano stati assentiti mediante SCIA del 9 marzo 2021, avente a oggetto lavori di manutenzione straordinaria, risanamento igienico-conservativo e realizzazione del tetto di copertura. Ha inoltre rappresentato di avere presentato, il 2 luglio 2025, un'istanza di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36-bis del d.P.R. n. 380/2001, ancora pendente alla data indicata nel giudizio. Il ricorso è stato esaminato sotto il profilo dell'interesse attuale e concreto alla decisione, in rapporto alla presentazione dell'istanza di sanatoria.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la presentazione di una SCIA non consolidi la posizione del segnalante quando l'intervento edilizio richieda il permesso di costruire; pertanto, la SCIA non impediva l'adozione dell'ordinanza demolitoria. Il giudice ha poi affermato che la presentazione dell'istanza di sanatoria prima della proposizione del gravame consuma l'interesse attuale e concreto a ottenere l'annullamento del provvedimento sanzionatorio: l'interessato potrà impugnare l'eventuale diniego della sanatoria, mentre un eventuale esito positivo potrà determinare la cessazione della materia del contendere. La domanda di sanatoria è stata inoltre ritenuta incompatibile, in linea di principio, con la contestazione della legittimità delle opere già realizzate, in applicazione del principio nemo potest venire contra factum proprium. Nulla per le spese, in ragione della mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 36-bis d.P.R. 380/2001

    La presentazione dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria incide sull'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione dell'ordinanza demolitoria; l'eventuale diniego è autonomamente impugnabile, mentre l'accoglimento può determinare la cessazione della materia del contendere.

  • d.P.R. 380/2001

    Le opere che necessitano del permesso di costruire non possono ritenersi legittimate o consolidate per effetto della sola presentazione di una SCIA.

Massime di principio

  • Quando l'intervento edilizio richiede il permesso di costruire, la presentazione di una SCIA non consolida la posizione del segnalante e non preclude l'esercizio del potere sanzionatorio edilizio mediante ordinanza di demolizione.
  • La presentazione di un'istanza di sanatoria prima della proposizione del ricorso contro un'ordinanza demolitoria fa venir meno l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione, poiché l'interessato può contestare l'eventuale diniego della sanatoria e l'accoglimento dell'istanza può determinare la cessazione della materia del contendere.
  • La richiesta volontaria di sanatoria delle opere realizzate è, in linea di principio, incompatibile con la contestuale affermazione processuale della loro piena legittimità, in applicazione del divieto di venire contra factum proprium.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereAbuso del diritto e del processo

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