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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38937/2025 del 02/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva due motivi principali: (1) violazione di legge (artt. 216 e 223 legge fall.) e vizio di motivazione nella qualificazione di Cosentino come amministratore di fatto della societa Penta Costruzioni s.r.l., sostenendo che la Corte territoriale aveva fondato tale qualificazione su elementi riconducibili alla sussistenza di una societa di fatto tra Penta e X s.r.l. (condivisione di sede, personale, operazioni contabili e rapporti sociali) e non su prova specifica di un ruolo gestorio di fatto nell'ambito della Penta; (2) vizio di motivazione relativo al mancato riconoscimento della prevalenza delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro. La Corte ha motivato l'annullamento con il rilievo che la decisione di merito non ha adeguatamente dimostrato, con elementi concreti e specifici, l'effettivo esercizio di funzioni gestorie di Cosentino nella Penta Costruzioni s.r.l.; la Corte di merito si era eccessivamente ancorata alla pronuncia civile di societa di fatto e agli elementi condivisi fra le due societa, senza individuare atti o comportamenti che denotassero l'inserimento organico e la direzione effettiva delle attivita della Penta da parte dell'imputato. Per tali ragioni la motivazione della Corte territoriale e la valutazione della responsabilita penale sono state ritenute insufficienti e da riconsiderare; la Cassazione non ha esaurito la valutazione delle attenuanti generiche essendosi pronunciata sull'insufficienza della motivazione in relazione alla qualificazione di amministratore di fatto.

Norme richiamate

  • Legge fallimentare (artt. 216 e 223)

    La Corte ha richiamato gli artt. 216 e 223 in relazione al contesto del fallimento e alla contestazione di distrazione di beni: tuttavia ha chiarito che la mera accertata societa di fatto tra due enti non puo' automaticamente trasferire o supplire alla necessita', nel processo penale, di provare il ruolo gestionale di fatto dell'imputato nella societa fallita. Occorre quindi un nesso probatorio diretto tra le condotte contestate e l'effettivo esercizio di funzioni direttive nella societa fallita

Massime di principio

  • La qualifica di amministratore di fatto richiede prove specifiche di inserimento organico e di svolgimento di funzioni direttive nell'organizzazione aziendale (rapporti con dipendenti, fornitori, clienti, esercizio di poteri in settori produttivi, amministrativi, contrattuali o disciplinari), non puo' fondarsi solo sulla esistenza di una societa di fatto fra imprese
  • La constatazione civile di societa di fatto tra due societa non basta, di per se, a fondare la responsabilita penale per distrazione riferita a una delle due societa: e' necessario dimostrare atti concreti e imputabili al singolo che configurino la direzione effettiva della societa fallita
  • Se la motivazione di merito non risponde alle censure difensive e non individua atti concreti idonei a provare il ruolo contestato, la Cassazione annulla e rinvia per nuovo giudizio
  • Nelle controversie penali per reati fallimentari il giudice deve esplicitare quale documentazione o quale comportamento concreto integra l'esercizio di poteri gestori di fatto e deve rispondere puntualmente alle contestazioni della difesa sulle carenze probatorie
  • La mancata valutazione o motivazione sulle attenuanti generiche puo' essere oggetto di censura e, se collegata a carenze probatorie fondamentali, puo' determinare il rinvio per nuovo esame

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