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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24549/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma di condanna per oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, sostenendo violazione di legge (art. 341-bis c.p.) e vizio di motivazione. La difesa affermava che le offese avrebbero leso soltanto l'onore personale della persona offesa e non il prestigio del corpo di appartenenza, e che le espressioni non sarebbero state proferite mentre il pubblico ufficiale stava compiendo un atto d'ufficio; chiedeva quindi la riqualificazione nella fattispecie meno grave prevista dagli artt. 594 e 61 n.10 c.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato manifestamente infondato e inammissibile. La Corte di cassazione ha ritenuto che la Corte di appello avesse svolto motivazione esaustiva: le frasi offensive e il pugno erano rivolti all'assistente capo della polizia penitenziaria mentre questi svolgeva servizio nel magazzino del carcere, la condotta quindi si inseriva nell'esercizio dei doveri d'ufficio e in risposta al diniego di una richiesta. La Corte ha precisato che l'art. 341-bis c.p. richiede una condotta lesiva dell'onore o del prestigio del pubblico ufficiale mentre compie un atto d'ufficio, senza necessità che l'offesa sia diretta al corpo. In conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Decisione del 20 maggio 2022; procedimento trattato in forma cartolare ai sensi delle norme emergenziali richiamate.

Norme richiamate

  • art. 341-bis cod. pen.

    La Corte interpreta la norma nel senso che è sufficiente una condotta lesiva dell'onore o del prestigio del pubblico ufficiale mentre compie un atto d'ufficio; non è richiesta che l'offesa sia rivolta espressamente al corpo di appartenenza.

  • art. 342 cod. pen.

    Richiamata dalla Corte per distinguere la diversa fattispecie: l'art. 342 richiede l'offesa rivolta al corpo di appartenenza, circostanza assente nella fattispecie esaminata.

  • artt. 594 e 61 n.10 cod. pen.

    Norme richiamate dalla difesa per proporre una riqualificazione nella ipotesi meno grave; la Corte però non ha ritenuto applicabile la riqualificazione in presenza del rapporto diretto tra offesa e esercizio dei doveri d'ufficio.

  • art. 23 comma 8 d.l. n.137/2020 e art.7 d.l. 23 luglio 2021 n.105

    Norme straordinarie che consentono il trattamento del procedimento in forma cartolare (decisione senza discussione orale); il giudizio è stato trattato in tale forma.

Massime di principio

  • Quando le offese sono rivolte a un pubblico ufficiale nel momento in cui questi svolge funzioni pubbliche e in reazione a atti d'ufficio (es. diniego o gestione di richieste), si configura l'ipotesi di oltraggio a pubblico ufficiale ai sensi dell'art. 341-bis c.p., anche se il linguaggio lesa primordialmente la persona e non il corpo.
  • La distinzione tra art. 341-bis e art. 342 c.p.: l'art. 341-bis punisce l'offesa all'onore o al prestigio del pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni; l'art. 342 richiede invece un'offesa diretta al corpo o ente cui il pubblico ufficiale appartiene.
  • Per ottenere la riqualificazione in una fattispecie meno grave (es. ingiuria/illecito comune) è necessario dimostrare l'assenza di un nesso funzionale tra l'offesa e l'esercizio delle funzioni pubbliche; se il fatto avviene in tale contesto la riqualificazione è difficilmente accolta.
  • In Cassazione la mancata censura critica rispetto alla motivazione della corte territoriale è pregiudizievole: riproporre argomentazioni già esaminate senza confutarne la motivazione porta spesso all'inammissibilità del ricorso.
  • I procedimenti trattati in forma cartolare limitano le possibilità di discussione orale e accelerano il giudizio; chi impugna deve pertanto focalizzare e documentare chiaramente i vizi di diritto e di motivazione.

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