Cassazione Penale, Sentenza n. 41381/2024 del 11/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Langella ha impugnato l'ordinanza del 14/05/2024 con cui la Corte di Appello di Napoli, in sede di rinvio dalla Corte di Cassazione, aveva riconosciuto la sussistenza di un medesimo disegno criminoso tra i fatti accertati in due decisioni (Tribunale di Salerno 30/08/2008 e Corte di Appello di Salerno 11/03/2008) ma aveva negato la continuazione tra tali episodi e quelli giudicati dalla Corte di Appello di Napoli (fatti commessi tra il 15/12/2005 e il 9/05/2006). Il ricorrente denunciava erronea applicazione delle norme e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte non aveva dato seguito in modo coerente al mandato della decisione rescindente e non aveva fornito ragioni logiche per distinguere i fatti napoletani da quelli salernitani, essendo gli elementi temporali, le modalità e la natura delittuosa sostanzialmente coincidenti, e che l'unica differenza invocata (la diversa localizzazione) non giustificava la negazione della continuazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui l'applicazione del reato continuato (art. 81, comma 2, c.p.) richiede la dimostrazione di una unità di ideazione basata su indici rivelatori quali la breve distanza cronologica, le modalità concrete della condotta, la medesima tutela giuridica e le condizioni di tempo e luogo. Ha censurato la motivazione della Corte di Appello di Napoli per non aver indicato una ragione logica plausibile per escludere la continuazione fra i fatti salernitani e quelli napoletani, rilevando che la sola diversa localizzazione geografica, se non eccessivamente distante, non è indice di rinnovata ideazione criminosa. Per tali ragioni la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Napoli per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 81, secondo comma, codice penale
La norma è stata interpretata nel senso che la continuazione richiede l'esistenza di un 'medesimo disegno criminoso' inteso come unità di ideazione. Tale unità non si identifica con la mera reiterazione o con la scelta di vita criminale, né richiede la pianificazione dettagliata di ogni episodio; è sufficiente una programmazione iniziale, anche sommaria, che contempli in linea generale i reati da compiere in vista di un unico scopo. Il giudice deve valutare indici rivelatori (breve distanza temporale, modalità, bene tutelato, condizioni di tempo e luogo) e motivare concretamente la valutazione sulla continuazione.
Massime di principio
- La continuazione (art.81, comma 2 c.p.) richiede l'accertamento di un'unica ideazione criminosa: non serve che ogni episodio sia stato dettagliatamente pianificato, ma è necessaria una programmazione iniziale, anche sommaria, in vista di un unico fine.
- Gli indici più rilevanti per valutare la continuazione sono la ridotta distanza cronologica tra gli episodi, la medesimezza delle modalità operative, la tutela del medesimo bene giuridico e le condizioni di tempo e luogo; non tutti devono essere presenti, ma alcuni devono risultare significativi.
- La diversa localizzazione geografica dei reati non è di per sé sufficiente a escludere la continuazione, soprattutto se i luoghi non sono geograficamente distanti o appartengono allo stesso contesto operativo.
- Il giudice di merito deve motivare in modo concreto e logico la scelta di riconoscere o negare la continuazione, esplicitando gli indici valutati; una motivazione generica o contraddittoria può determinare l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio.
- In una situazione similare, il difensore dovrebbe documentare e mettere in evidenza gli indici rivelatori dell'unità di ideazione (tempo, modalità, bene tutelato, contesto) e contestare eventuali decisioni fondate esclusivamente su fattori come la diversa localizzazione, chiedendo motivazione approfondita o rinvio.
Testo integrale
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