Cassazione Penale, Sentenza n. 6846/2024 del 15/02/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Catanzaro che ha confermato gli arresti domiciliari disposti dal G.i.p. per il reato di favoreggiamento della latitanza di ABBRUZZESE Luigi, con l'aggravante di avere agevolato la consorteria mafiosa. La ricorrente deduce insufficienza della gravità indiziaria (gli elementi rilevati sarebbero limitati a un episodio che riguarderebbe il reperimento di farmaci, di scarso rilievo e acquistabili senza prescrizione, e comunque riconducibile al compagno MADIO Domenico) e contesta l'applicazione dell'aggravante mafiosa sostenendo che la condotta avrebbe favorito solo il singolo ABBRUZZESE. Inoltre si censurano le esigenze cautelari: i fatti sarebbero risalenti (cinque anni prima), la ricorrente è incensurata e priva di altri carichi pendenti, elementi che avrebbero dovuto escludere la misura.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato come infondato. La Corte ha ritenuto congrua la valutazione del Tribunale di merito: le intercettazioni ambientali indicano che la ricorrente, la madre e il MADIO si attivarono per procurare farmaci e cercarono un soggetto in famiglia cui intestare le prescrizioni, condotte ritenute funzionali al mantenimento della latitanza. A ciò si aggiunge una conversazione in cui la ricorrente si offre di sostituire la compagna del latitante per il noleggio di un'auto, elemento idoneo a dimostrare disponibilità materiale a favorire la latitanza. Il Tribunale ha inoltre valorizzato il supporto logistico e i legami familiari con il capoclan come indici di concretezza del pericolo di reiterazione. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui l'aiuto consapevole a un capoclan può integrare l'aggravante di agevolazione mafiosa. Conseguentemente è stata confermata la misura cautelare e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Norma che disciplina il riesame da parte del Tribunale delle misure cautelari personali; nel caso in esame il ricorso era avverso l'ordinanza di riesame confermativa della misura.
art. 416-bis.1 cod. pen.
Rilevata l'applicabilità dell'aggravante di agevolazione mafiosa; la disposizione comporta, in caso di contestazione dell'aggravante, una presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari valutata dal giudice secondo le circostanze del caso.
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 23241 del 11/02/2021 (Barbato)
Precedente richiamato per affermare che chi consapevolmente aiuta un capoclan a sottrarsi alle ricerche può configurare l'aggravante dell'agevolazione mafiosa, poiché l'aiuto è funzionale al sodalizio e volontariamente prestato a favore del capo.
Massime di principio
- Atti apparentemente banali (reperimento di farmaci, ricerca di un intestatario per prescrizioni) possono integrare il favoreggiamento della latitanza se risultano funzionali al mantenimento dello stato di latitanza e dimostrano coordinamento con il latitante.
- Intercettazioni che mostrano disponibilità concreta a fornire mezzi o servizi (noleggio auto, ospitalità, supporto logistico) rafforzano la gravità indiziaria e la percezione di consapevolezza del ruolo del soggetto favorito.
- La contestazione dell'aggravante di favoreggiamento con finalità mafiosa richiede valutazione non solo dell'utilità immediata dell'atto per il singolo, ma anche della sua incidenza sul mantenimento dell'operatività del vertice associativo; se l'aiuto è consapevole e idoneo a preservare la latitanza del capo, può assumere rilevanza aggravante.
- Il decorso del tempo non esclude automaticamente l'adeguatezza di misure cautelari: restano rilevanti i legami familiari, la posizione rispetto al capo del sodalizio e il concreto rischio di reiterazione di condotte analoghe.
- In sede di impugnazione della misura cautelare, la Corte di legittimità verifica soprattutto la correttezza della motivazione e la congruità della valutazione del merito cautelare; ciò richiede che il giudice abbia valutato compiutamente gli elementi indiziari e le esigenze cautelari.
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