Cassazione Penale, Sentenza n. 1262/2024 del 11/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva respinto il riesame contro il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di euro 137.199,65 nei confronti della Anna Virgili s.r.l. e per equivalente nei confronti del legale rappresentante Gaetani Ermanno, per ipotesi di indebita compensazione e prestazioni di formazione professionale fittizie. Il ricorso per cassazione contestava: 1) l'inosservanza del termine perentorio di 10 giorni previsto dagli artt. 309 e 324 c.p.p. (perdita di efficacia della misura per ritardo nella decisione), 2) carenza/insufficienza della motivazione sul fumus commissi delicti, 3) totale mancanza di motivazione sul "periculum in mora" nel decreto genetico e l'illegittima integrazione motivazionale operata dal Tribunale del riesame.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i profili relativi al termine dei 10 giorni (primo motivo), ritenendoli infondati percheé gli atti erano pervenuti il 25/05/2023 e il dispositivo depositato il 01/06/2023. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo (contestazione di mera insufficienza motivazionale). Ha invece accolto il terzo motivo: ha rilevato l'assoluta carenza di motivazione del decreto di sequestro in ordine al "periculum in mora" (mancano le ragioni concrete per cui le somme potevano essere disperse o sottratte nella fase antecedente alla confisca), e ha ritenuto che il Tribunale del riesame non potesse integrare ex novo tale motivazione alla luce del principio stabilito dalle Sezioni Unite ("Ellade"). Conseguentemente ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale del riesame che il decreto del GIP del 14/03/2023 e ha ordinato la restituzione delle somme sequestrate.
Norme richiamate
art. 309 c.p.p.
se la decisione sulla richiesta di riesame o il deposito dell'ordinanza del tribunale in cancelleria non intervengono nei termini prescritti, l'ordinanza che dispone la misura coercitiva perde efficacia
termine perentorio di 10 giorni per la decisione sul riesame; la perdita di efficacia della misura si verifica se non viene depositato almeno il dispositivo nei termini; il termine decorre dalla ricezione degli atti non dall'istanza di riesame
art. 324 c.p.p.
rinvio al regime del riesame per le misure cautelari reali e richiamo del potere del tribunale del riesame, con riferimento al limite dell'art. 309; conferma che il riesame obbedisce ai termini e alle regole previste per le misure reali
art. 325 c.p.p.
ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali ammesso soltanto per violazione di legge (in tema di motivazione si valuta l'inesistenza o la mera apparenza della motivazione)
art. 321, comma 2 c.p.p. e art. 240 c.p.
sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato: il provvedimento che dispone tale sequestro deve motivare anche il periculum in mora, ossia le ragioni per le quali è necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo
Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021 ("Ellade")
principio secondo cui il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una concisa motivazione anche sul periculum in mora; la mancata indicazione di tali ragioni determina la nullità radicale del provvedimento e impedisce che il tribunale del riesame integri la motivazione
giurisprudenza sul termine di 10 giorni (es. Sez. 2, n. 53674 del 10/12/2014 - Golino)
conferma che il termine per decidere il riesame è perentorio e decorre dalla ricezione degli atti; la mera possibilità che il tribunale fosse già in possesso di atti simili per altre posizioni non vale a far decorrere il termine prima della ricezione degli atti relativi al singolo ricorso
Massime di principio
- Il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere, oltre al fumus e agli altri requisiti, una motivazione concisa e specifica sul "periculum in mora": le ragioni concrete per cui la disponibilità del bene potrebbe renderne vana la futura confisca.
- Se manca totalmente la motivazione sul periculum in mora, il provvedimento è radicalmente nullo e il tribunale del riesame non può supplire creando ex novo la motivazione: l'unica conseguenza è l'annullamento del sequestro senza rinvio.
- Il termine perentorio di 10 giorni per la decisione sul riesame decorre dalla ricezione degli atti relativi al singolo procedimento; il possesso di atti analoghi relativi ad altri fascicoli non sostituisce la ricezione degli atti del singolo ricorso.
- In Cassazione in materia di misure cautelari reali il controllo riguarda violazioni di legge (in particolare l'inesistenza o la mera apparenza della motivazione), non la valutazione di merito sulla sufficienza argomentativa ove questa esista.
- In casi analoghi, difese devono verificare che il decreto genetico contenga espressamente le ragioni del periculum in mora: l'assenza di tale criterio costituisce motivo efficace per ottenere l'annullamento e la restituzione dei beni sequestrati.
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