Sentenza del 14/06/2018 n. 2721 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Ammissione alla procedura di concordato preventivo - Omesso pagamento in pendenza della procedura concordataria del pregresso debito erariale - Cartella di pagamento per la riscossione del debito erariale e della sanzione da omesso versamento notificata dopo l'omologa della proposta concordataria - Illegittimità - Sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la legittimità della cartella notificata dopo l'omologazione del concordato preventivo, con la quale erano richiesti il pagamento di un debito erariale pregresso e la relativa sanzione per omesso versamento. Il ricorrente ha contestato la debenza della sanzione, sostenendo che, dalla presentazione della domanda di concordato, il pagamento dei debiti anteriori era vietato e che, pertanto, l'omissione non poteva essere imputata come violazione sanzionabile.
La decisione
La cartella è stata ritenuta illegittima. L'art. 168 del regio decreto n. 267/1942 impedisce, durante la procedura concordataria, sia le azioni esecutive individuali sia il pagamento dei debiti pregressi. Di conseguenza, il mancato pagamento del debito erariale anteriore, imposto dal regime concorsuale, non può produrre effetti sanzionatori, anche quando la sanzione sia prevista da una norma di diritto pubblico. La pretesa relativa alla sanzione per omesso versamento deve quindi essere annullata, nonostante la cartella sia stata notificata dopo l'omologazione.
Norme richiamate
Art. 168 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267
Dalla data di presentazione del ricorso ai creditori della società ammessa alla procedura è impedito l'esercizio o la prosecuzione delle azioni esecutive sul patrimonio del debitore, e quest'ultimo non può eseguire, per i debiti pregressi, alcun pagamento fino al termine della procedura
La norma vieta il pagamento dei debiti anteriori durante il concordato preventivo. Poiché il debitore è giuridicamente impossibilitato a pagare, l'omesso pagamento non può essere qualificato come illecito sanzionabile né può giustificare l'applicazione di sanzioni per tardivo o omesso versamento.
Massime di principio
- Quando una procedura concorsuale vieta al debitore di pagare i debiti anteriori, l'inadempimento imposto dalla legge non dovrebbe comportare sanzioni amministrative per omesso o tardivo versamento.
- Per valutare una sanzione tributaria occorre verificare non solo l'esistenza del debito, ma anche se il contribuente fosse concretamente e giuridicamente in grado di adempiere alla scadenza.
- L'omologazione del concordato non sana retroattivamente una sanzione derivante da un pagamento che il debitore non poteva legittimamente effettuare durante la procedura.
- Il divieto di pagamento riguarda i debiti pregressi; per obbligazioni sorte durante la procedura, la valutazione può essere diversa e deve tenere conto della loro natura e della disciplina applicabile.
- La tutela non implica necessariamente l'estinzione del debito tributario principale, ma può comportare l'illegittimità delle sanzioni collegate al mancato pagamento vietato dalla procedura.
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