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Ordinanza

Ordinanza n. 1967/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202603800

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza collegiale del TAR Lazio che aveva dichiarato la perenzione del ricorso e respinto la domanda cautelare

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato, ai sensi dell'art. 62 c.p.a., l'ordinanza collegiale del TAR Lazio n. 4707/2026. La questione esaminata riguardava la validità di un'istanza di prelievo depositata entro il termine previsto dall'art. 81 c.p.a. e contenente una richiesta di fissazione dell'udienza. Secondo l'appellante, tale istanza avrebbe dovuto impedire la perenzione del ricorso oppure avrebbe dovuto essere considerata equivalente alla rituale istanza di fissazione dell'udienza. È stata inoltre esaminata, implicitamente, la possibilità di applicare l'errore scusabile in ragione dell'asserita incertezza circa gli adempimenti processuali necessari a evitare la perenzione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. Ha ritenuto che l'istanza di prelievo, pur contenendo una richiesta di fissazione dell'udienza, non integrasse la rituale istanza di fissazione prevista dalla disciplina processuale e non potesse esserne considerata equipollente, per la mancanza dei prescritti requisiti formali e funzionali. Ha affermato che la perenzione consegue automaticamente al verificarsi dell'evento cui la legge collega tale effetto e che la successiva pronuncia giudiziale ha natura meramente dichiarativa. La presentazione dell'istanza di fissazione dell'udienza entro il primo anno di pendenza del ricorso è stata ritenuta indispensabile per evitare la perenzione e non sostituibile con altri atti processuali. È stata esclusa anche l'applicabilità dell'errore scusabile, non essendo ravvisabile un'incertezza oggettiva sulla disciplina applicabile. Le spese del grado cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare avverso le ordinanze dei tribunali amministrativi regionali.

  • art. 71 c.p.a.

    Rileva per la necessità della rituale istanza di fissazione dell'udienza ai fini della prosecuzione del giudizio.

  • art. 81 c.p.a.

    Collega la perenzione al mancato deposito della rituale istanza di fissazione dell'udienza nel termine previsto; l'istanza di prelievo non è equipollente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce la base normativa per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell'appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La perenzione del ricorso amministrativo si produce automaticamente al verificarsi del presupposto previsto dalla legge; la successiva pronuncia giudiziale ha natura meramente dichiarativa.
  • Per evitare la perenzione è indispensabile il deposito della rituale istanza di fissazione dell'udienza entro il termine previsto dagli artt. 71 e 81 c.p.a.; tale adempimento non può essere sostituito da altri atti processuali.
  • L'istanza di prelievo, anche quando contenga una richiesta di fissazione dell'udienza, non è equipollente all'istanza rituale di fissazione se non presenta i requisiti formali e funzionali richiesti dalla disciplina processuale.
  • L'errore scusabile non è applicabile quando non sussista un'oggettiva incertezza sulla disciplina relativa all'atto processuale necessario per evitare la perenzione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàAppello
RamiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardività

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