Sentenza del 29/11/2023 n. 33326 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa ad un avviso di accertamento TARSU per le superfici acquee destinate all'ormeggio di imbarcazioni concesse in concessione demaniale. Le questioni rilevanti riguardavano: la soggettività passiva (se il concessionario detentore o i titolari dei posti barca fossero obbligati), la regolarità della procedura di determinazione delle superfici (uso di dati forniti dall'Agenzia del Demanio e mancata allegazione di planimetria), l'esistenza di legittimo affidamento e la decorrenza dell'obbligo tributario rispetto a regolamenti comunali e accordi precedenti, la presunta nullità per omessa o insufficiente motivazione e l'omesso esame di documenti probatori sulla misura delle superfici.
La decisione
La Corte rigetta il ricorso della Porto di Lavagna Spa. Confermato il principio che il concessionario demaniale è soggetto passivo della tassa in quanto detentore dell'area/ specchio d'acqua anche quando conceda l'uso a terzi (sub-detenzione). È stato ritenuto legittimo l'uso da parte del Comune di informazioni richieste ad uffici pubblici (Agenzia del Demanio) e non invalida l'avviso l'omessa allegazione di documenti quando il contenuto essenziale è riportato nell'atto impositivo. Per il legittimo affidamento si riconosce la non debenza di sanzioni e interessi, per l'obiettiva incertezza della materia prima dell'intervento della giurisprudenza della Corte, ma non l'esenzione dall'imposta. Le censure procedurali e quelle sulla misura delle superfici sono dichiarate infondate o inammissibili per difetti di specificazione; spese compensate; disposto inoltre l'eventuale versamento del contributo unificato secondo normativa.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 507 del 1993
art. 63, comma 1; richiamo art. 62; art. 73, comma 1
Art. 63 comma 1: la tassa è dovuta da chi occupa o detiene i locali o aree; la detenzione dell'area concessa al concessionario determina la sua sussistenza di soggettività passiva anche se il concessionario concede l'uso a terzi. Art. 73: il Comune può acquisire dati e notizie presso uffici pubblici; quindi l'uso di comunicazioni dell'Agenzia del Demanio è legittimo per determinare superfici.
L. n. 212 del 2000 (Statuto dei diritti del contribuente)
art. 10, comma 1 e comma 2
La violazione del legittimo affidamento non annulla il tributo ma può escludere sanzioni e interessi quando il contribuente abbia agito conformandosi ad indicazioni dell'amministrazione; non costituisce causa di invalidità dell'imposizione, salvo specifici accordi vincolanti tra amministrazione e contribuente.
D.L. n. 564 del 1994
art. 2-quater, comma 1-ter
Riconosce ai Comuni il potere di annullare d'ufficio atti impositivi illegittimi con effetti retroattivi, consentendo di emettere un nuovo atto impositivo sul medesimo presupposto nei limiti di legge e di decadenze/prescrizioni.
art. 360 c.p.c.
Fondamento delle censure di legittimità sollevate in cassazione (violazione di norme di diritto, omessa pronuncia, omesso esame di fatti decisivi); la Corte valuta ammissibilità e autosufficienza delle doglianze processuali e rigetta quelle contraddittorie o non adeguatamente specificate.
L. n. 296 del 2006
E' richiamata in relazione a profili procedurali e di collaborazione, ma la Corte valorizza il potere dell'ente impositore di acquisire informazioni da uffici pubblici ai sensi dell'art. 73 del D.Lgs. 507/1993.
D.P.R. n. 115 del 2002
Richiamato in ordine al contributo unificato e alle conseguenze procedurali connesse al ricorso; la sentenza dispone l'eventuale versamento di un ulteriore contributo unificato a carico del ricorrente se dovuto.
Massime di principio
- Il concessionario demaniale che detiene e gestisce specchi d'acqua destinati all'ormeggio è soggetto passivo della tassa sui rifiuti: la stipula di contratti di ormeggio o di cessione di diritti limitati nel tempo a favore di terzi configura al più una sub-detenzione, ma non estingue la detenzione giuridica del concessionario e quindi l'obbligo tributario.
- L'amministrazione comunale può determinare la misura delle superfici imponibili avvalendosi legittimamente di dati e documenti forniti da uffici pubblici (es. Agenzia del Demanio); l'omessa allegazione materiale di tali documenti all'avviso non è automaticamente causa di nullità se il contenuto essenziale è riportato e reso conoscibile al contribuente.
- Il principio del legittimo affidamento del contribuente può escludere sanzioni e interessi quando esista obiettiva incertezza normativa e il contribuente si sia conformato a prassi o regolamenti, ma non impedisce la richiesta dell'imposta dovuta se la norma impone tassazione.
- Negli accordi o procedure concordate con l'amministrazione (es. accertamento con adesione) la determinazione concordata di elementi materiali del tributo diventa vincolante e non può essere unilateralmente variata dall'ente; tuttavia la semplice prassi o regolamento comunale non produce di per sé esenzioni se la norma nazionale prevede la tassazione.
- In sede di cassazione i fatti decisivi devono essere indicati in modo preciso e documentato: censure generiche sulla misura delle superfici o su presunte omissioni probatorie, prive di specifica indicazione testuale o processuale, sono inammissibili e non sostengono il riesame di merito.
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