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Sentenza

Sentenza n. 557/2026 - Catania, Sezione 5

per l'annullamento - del Provvedimento di cancellazione dall’Elenco informatizzato dei soggetti legittimati a rilasciare il visto di conformità e revoca dell’autorizzazione all’accesso al servizio telematico Entratel n. -OMISSIS- del 17/11/2025, notificato in pari data; - dei provvedimenti presupposti, connessi e conseguenti, tra i quali la risoluzione n. 73/E del 13/07/2010 dell’Agenzia delle Entrate;

Giustizia amministrativa202600298

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di cancellazione dall’elenco dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità e di revoca dell’abilitazione all’accesso al servizio telematico Entratel

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (professionista)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, iscritto dal 2018 nell’elenco dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità e autorizzato all’accesso al servizio Entratel, aveva comunicato la pendenza di un procedimento penale per reati finanziari. A seguito dell’istruttoria, l’Amministrazione aveva accertato il rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta e aveva adottato la cancellazione dall’elenco, ritenendo integrato il requisito ostativo previsto dall’art. 8 del D.M. n. 164/1999, nonché la revoca dell’abilitazione Entratel, sul presupposto che l’insussistenza dei requisiti del medesimo decreto comportasse anche la revoca dell’abilitazione alla trasmissione telematica. Il ricorrente ha dedotto, con unico articolato motivo, la violazione degli artt. 21, 23 e 25 del D.M. n. 164/1999, dell’art. 39 del d.lgs. n. 241/1997, dell’art. 69 del d.lgs. n. 173/2024 e dell’art. 3 del d.P.R. n. 322/1998, nonché dell’art. 3 della l. n. 241/1990, oltre all’eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione, difetto dei presupposti e sviamento. In particolare, ha sostenuto che la disciplina dei requisiti per il visto di conformità non potesse essere automaticamente estesa all’abilitazione Entratel, che la bancarotta fraudolenta non fosse qualificabile come reato finanziario o tributario e che il reato fosse riferito all’attività personale di revisore contabile, non all’attività di intermediario telematico.

La decisione

Il ricorso è stato accolto parzialmente. Il TAR ha ritenuto legittima la cancellazione dall’elenco dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità. La bancarotta fraudolenta è stata ricondotta alla categoria dei reati finanziari prevista dall’art. 8 del D.M. n. 164/1999, poiché incide, anche indirettamente, sugli assetti del sistema economico e sull’integrità finanziaria dello Stato, coinvolgendo la gestione del patrimonio aziendale e le ragioni dei creditori, tra i quali può rientrare l’Erario. È stata invece ritenuta illegittima la revoca dell’abilitazione Entratel. Secondo il Collegio, i requisiti di onorabilità del D.M. n. 164/1999 riguardano esclusivamente l’attività di assistenza fiscale e di rilascio del visto di conformità; non è ammissibile alcun automatismo tra irregolarità personali del professionista e revoca dell’abilitazione alla trasmissione telematica. Le cause di revoca dell’abilitazione Entratel sono esclusivamente quelle previste dall’art. 3, comma 4, del d.P.R. n. 322/1998 e, trattandosi di disciplina sanzionatoria, non possono essere ampliate mediante interpretazione estensiva o mediante regolamento. L’attività di mera trasmissione telematica è distinta, per natura e qualità, dall’attività di certificazione svolta mediante il visto di conformità e richiede standard di onorabilità diversi e meno rigorosi. Il richiamo all’art. 39 del d.lgs. n. 241/1997 è stato ritenuto non pertinente, poiché tale disposizione sanziona il rilascio di visto di conformità o asseverazione infedele, mentre nel caso esaminato veniva in rilievo il requisito di cui all’art. 8, lett. b), e non quello relativo a gravi e ripetute violazioni contributive e tributarie. Il provvedimento è stato quindi annullato limitatamente alla revoca dell’abilitazione Entratel e confermato quanto alla cancellazione dall’elenco. Le spese sono state compensate per la reciproca parziale soccombenza.

Norme richiamate

  • art. 8 D.M. n. 164/1999

    La bancarotta fraudolenta rientra nella categoria dei reati finanziari ostativi all’iscrizione o alla permanenza nell’elenco dei professionisti abilitati al visto di conformità, perché può incidere sugli assetti del sistema economico e sull’integrità finanziaria dello Stato.

  • artt. 21, 23 e 25 D.M. n. 164/1999

    La disciplina dei requisiti e delle conseguenze della loro insussistenza attiene all’attività di assistenza fiscale e di rilascio del visto di conformità e non può essere automaticamente estesa all’abilitazione Entratel.

  • art. 3, comma 4, d.P.R. n. 322/1998

    Le cause di revoca dell’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni sono esclusivamente quelle previste dalla disposizione; non possono essere introdotte ulteriori ipotesi mediante interpretazione estensiva o regolamentare.

  • art. 39 d.lgs. n. 241/1997

    La disposizione riguarda il rilascio del visto di conformità o dell’asseverazione infedele e non costituisce fondamento pertinente per la revoca dell’abilitazione Entratel basata sull’insussistenza del requisito di cui all’art. 8, lett. b), del D.M. n. 164/1999.

  • art. 3 l. n. 241/1990

    È richiamato tra i parametri di legittimità dedotti dal ricorrente in relazione all’obbligo di motivazione.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata nella camera di consiglio, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • La bancarotta fraudolenta può essere ricondotta alla categoria dei reati finanziari ostativi prevista dalla disciplina dei requisiti di onorabilità per i professionisti abilitati al rilascio del visto di conformità, poiché incide sulla gestione e sulla consistenza del patrimonio aziendale, sulle ragioni dei creditori e, indirettamente, sull’integrità del sistema economico e finanziario dello Stato.
  • I requisiti di onorabilità previsti dal D.M. n. 164/1999 operano con riferimento all’attività di assistenza fiscale e al rilascio del visto di conformità; la loro insussistenza non determina automaticamente la revoca dell’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni.
  • L’abilitazione al servizio Entratel e l’abilitazione al rilascio del visto di conformità sono titoli distinti, soggetti a discipline differenti, perché la mera trasmissione telematica delle dichiarazioni è ontologicamente diversa dall’attività di certificazione dei dati fiscali.
  • Le cause di revoca dell’abilitazione alla trasmissione telematica delle dichiarazioni sono esclusivamente quelle previste dall’art. 3, comma 4, del d.P.R. n. 322/1998; trattandosi di disciplina sanzionatoria, non è consentito ampliarle mediante interpretazione estensiva o mediante il richiamo a requisiti previsti da una diversa disciplina.
  • L’art. 39 del d.lgs. n. 241/1997, diretto a sanzionare il rilascio di un visto di conformità o di un’asseverazione infedele, non costituisce base normativa pertinente per revocare l’abilitazione Entratel in ragione della mera pendenza di un procedimento penale riconducibile ai requisiti dell’art. 8 del D.M. n. 164/1999.

Come è indicizzato

MaterieEsercizio della professioneInvalidità del provvedimento
RamiProfessioni e ordini professionaliProcedimento amministrativo
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potere

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