Cassazione Civile, Ordinanza n. 23433/2025 del 17/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia agli atti della ricorrente. Ha inoltre condannato la società ricorrente al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 4.500 per compensi professionali ed euro 200 per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% e accessori di legge, disponendone la distrazione in favore dei difensori antistatari.
Esito
Favorevole al resistente (lavoratore)
La controversia
La società datrice di lavoro ha proposto ricorso per cassazione contro una sentenza della Corte d'appello di Milano in materia di retribuzione nel rapporto di lavoro privato. I lavoratori hanno resistito con controricorso. Successivamente la ricorrente ha ricevuto una proposta di definizione agevolata della controversia con esito di rigetto e, dopo avere inizialmente formulato opposizione chiedendo la decisione, ha poi rinunciato agli atti del giudizio, prendendo atto della conformità della proposta all'orientamento consolidato di legittimità. I lavoratori hanno aderito alla presa d'atto della rinuncia e hanno chiesto la condanna della ricorrente alle spese con distrazione.
Norme richiamate
artt. 390 ss. c.p.c.
La rinuncia agli atti del giudizio da parte del ricorrente comporta l'estinzione del processo; la parte rinunciante resta tuttavia gravata delle spese, salvo diversa regolazione consentita dalla legge.
Massime di principio
- La rinuncia agli atti del giudizio in cassazione determina l'estinzione del processo.
- La parte che rinuncia agli atti resta normalmente tenuta alla rifusione delle spese di lite in favore della controparte.
- La distrazione delle spese può essere disposta quando ne ricorrano i presupposti e la parte vittoriosa ne faccia richiesta.
Come è indicizzato
Testo integrale
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