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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3649/2022 del 01/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente era stata condannata per truffa: aveva pubblicato un annuncio su eBay per la vendita di una PlayStation a euro 260, incassando il pagamento tramite carta a lei intestata senza consegnare il bene. In cassazione il difensore ha dedotto vizi di motivazione e violazione di legge lamentando: 1) incompatibilità tra la condanna della ricorrente e l'assoluzione del coniuge Fanella Daniele; 2) mancato riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis c.p.; 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche; 4) mancata applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p.; 5) diniego della sospensione condizionale della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure fossero, in buona parte, mera richiesta di diversa lettura delle prove o reiterazioni di deduzioni già valutate in appello. La Corte ha ritenuto la motivazione della Corte territoriale effettiva e non manifestamente illogica: elementi concordanti a carico (annuncio riferibile alla ricorrente, pagamento su carta a lei intestata, mancata consegna e assenza di giustificazioni) giustificavano la responsabilità; la causa di non punibilità ex art. 131-bis e le attenuanti non potevano essere riconosciute in presenza della pregnanza degli elementi negativi; la sospensione condizionale della pena è stata legittimamente negata per il rischio di reiterazione. Conseguentemente la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata esclusa in ragione della biografia criminale della ricorrente e dell'insidiosità della condotta; la Corte ha ritenuto che manchino gli elementi positivi necessari per applicare la norma.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    L'attenuante prevista non è stata riconosciuta perché il danno cagionato è stato valutato non trascurabile dalla Corte territoriale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Per l'inammissibilità del ricorso la Corte ha disposto la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, come previsto dall'articolo.

Massime di principio

  • L'assoluzione di un coimputato non comporta automaticamente l'innocenza degli altri; ogni posizione è valutata sulla base degli elementi specifici a carico di ciascuno.
  • Perché venga riconosciuta la non punibilità per tenuità del fatto ex art. 131-bis è necessaria una valutazione positiva e concreta degli elementi attenuanti: la semplice assenza di elementi negativi non garantisce l'applicazione della norma.
  • Le circostanze attenuanti (incluse quelle generiche) richiedono elementi di segno positivo; la loro mancanza legittima il diniego anche se non vi sono profili negativi particolari.
  • Il diniego della sospensione condizionale della pena può essere legittimo se la personalità del reo e la gravità della condotta lasciano ritenere un pericolo di reiterazione.
  • In Cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: il ricorso può avere successo solo se si dimostra la mancanza, la manifesta illogicità, la contraddittorietà o l'incompatibilità con altri atti del processo della motivazione della corte di merito.

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