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Sentenza

Sentenza n. 575/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 833/2024 del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, pubblicata in data 17.07.2024, passata in giudicato, in materia di c.d. Carta del docente;

Giustizia amministrativa202500797

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo che riconosceva il beneficio della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici dal 2018-2019 al 2022-2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 114 e ss. c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo, Sezione Lavoro, n. 833/2024, passata in giudicato, con la quale il Ministero era stato condannato a riconoscere il beneficio della Carta elettronica del docente ex art. 1, comma 121, l. 107/2015 per gli anni scolastici indicati, nei limiti della prescrizione quinquennale. Nonostante la notificazione della sentenza ai fini dell'esecuzione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, il Ministero era rimasto inerte, omettendo sia il rilascio della Carta sia l'accredito delle somme riconosciute. Il ricorrente ha chiesto la condanna dell'Amministrazione all'esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento e la rifusione delle spese.

La decisione

Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato che, in data 4 dicembre 2025, Sogei S.p.A., gestore della procedura di erogazione della Carta del docente, aveva accreditato nel borsellino elettronico del docente l'importo riconosciuto dalla sentenza del giudice del lavoro. Poiché l'Amministrazione ha così dato piena esecuzione al giudicato, il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere e non ha proceduto alla nomina del commissario ad acta. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale, ponendole a carico del Ministero, poiché l'esecuzione è intervenuta soltanto dopo la notificazione del ricorso e a distanza significativa dalla notificazione della sentenza da eseguire. Le spese sono state liquidate in euro 1.000, oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari. Non vi è stato luogo a provvedere sul contributo unificato, essendo il ricorrente esente per ragioni reddituali.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, utilizzato per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Prevede il beneficio della Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente.

  • art. 14, comma 1, d.l. 669/1996

    Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione dei provvedimenti giudiziari aventi ad oggetto obblighi dell'amministrazione.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione esegue integralmente il giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, viene meno l'interesse alla prosecuzione della domanda e deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • La sopravvenuta esecuzione del giudicato non esclude la condanna dell'amministrazione alle spese, che possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale quando l'adempimento intervenga solo dopo la notificazione del ricorso per ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la piena esecuzione spontanea del provvedimento azionato durante il processo rende non necessaria la nomina del commissario ad acta.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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