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Sentenza

Sentenza del 05/09/2023 n. 25880 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

A.A. impugnava avvisi di accertamento e cartelle esattoriali per imposte dirette e IVA relative agli anni 2006-2007, sostenendo vizi procedurali (in particolare la mancata attesa del termine di 60 giorni previsto dall'art.12, comma 7, L. n.212/2000 per il contraddittorio endoprocedimentale) e censurando l'attribuzione a suo carico di responsabilità per le sanzioni basata sulla qualificazione del contratto costitutivo di Elettrotecnica Srl (società emettente fatture) quale negozio nullo per frode ai sensi dell'art.1344 c.c.. La CTR aveva invece ritenuto, sulla base degli elementi probatori, che A.A. fosse il gestore di fatto e il "regista" di una frode carosello realizzata tramite società "cartiera" (missing trader), che la società fosse fittizia/simulata e che pertanto A.A. fosse autore materiale delle violazioni e responsabile anche delle sanzioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il motivo relativo al termine di 60 giorni per difetto di specificità e perché la questione non era stata adeguatamente dedotta nei gradi di merito; ha respinto le censure sulla qualificazione e sulla responsabilità personale di A.A., richiamando il principio secondo cui, in caso di società "cartiera" o di interposizione fittizia, le violazioni formali della società si riferiscono all'attività dell'interponente e le sanzioni possono colpire la persona fisica. Ha confermato quindi la responsabilità fiscale e sanzionatoria di A.A., condannandolo alle spese di lite (liquidate in Euro 40.000 oltre spese prenotate a debito) e dando atto dell'ulteriore obbligo contributivo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • Codice Civile, art. 1344

    Il contratto costitutivo della società può essere annullato per frode alla legge; la CTR ha ritenuto il contratto della Elettrotecnica Srl nullo come negozio simulato finalizzato a frode fiscale, con conseguente ricaduta di responsabilità sul promotore/regista.

  • Legge n. 212/2000, art. 12, comma 7

    Previsione relativa al contraddittorio endoprocedimentale e al termine dilatorio di 60 giorni: la Corte ha ritenuto inammissibile il motivo processuale perché il vizio non era stato specificamente dedotto nei gradi di merito.

  • Legge n. 241/1990, art. 21‑septies

    Riferimento alle regole sul procedimento amministrativo e specifiche modalità di partecipazione; utilizzata nella contestazione procedurale ma la Corte ha ritenuto la questione non adeguatamente proposta.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 42 (e art. 37, comma 3 citato in motivazione)

    Norme sul rapporto d'imposta e sull'interposizione: la giurisprudenza richiamata e la Corte fanno rilevare che, in presenza di interposizione o gestione "uti dominus", il reddito e le violazioni sono imputabili al reale soggetto economico e non al mero schermo societario.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 56

    Norma in materia di IVA citata nel quadro normativo degli atti impugnati; la questione sostanziale è stata ricondotta alla natura fraudolenta dell'operatività della società emittente.

  • D.Lgs. n. 472/1997, art. 11

    Riferimento alla disciplina delle sanzioni tributarie: la Corte conferma che la sanzione può essere irrogata anche alla persona fisica quando la società è fittizia e usata per frode.

  • D.L. n. 269/2003, art. 7 (conv. L. n. 326/2003)

    Norma che, in via generale, limita l'irrogazione delle sanzioni alla persona giuridica. La Corte e la giurisprudenza richiamata precisano l'eccezione: quando la società è una "cartiera" o una mera fictio utilizzata per frode, la ratio dell'art.7 viene meno e la responsabilità torna a gravare sulla persona fisica.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1‑quater

    Norma sul contributo unificato: la sentenza dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per l'eventuale versamento dell'ulteriore importo dovuto.

Massime di principio

  • Se una società viene utilizzata come "cartiera" o come schermo fittizio per realizzare frodi IVA (frode carosello), il giudice può qualificare il rapporto come simulato/nullo e imputare le conseguenze fiscali e sanzionatorie al reale promotore o gestore ("regista").
  • Le sanzioni tributarie, pur essendo in linea generale rivolte alla persona giuridica, possono essere estese alla persona fisica quando viene provato che la società è una mera fictio utilizzata per sottrarre i proventi all'effettivo titolare (interposizione/uti dominus).
  • In sede di legittimità non sono ammissibili motivi nuovi di fatto o di diritto che non siano stati adeguatamente proposti e documentati nei giudizi di merito: questioni procedurali o di fatto non dedotte nelle prime fasi sono normalmente inammissibili in cassazione.
  • La produzione in Cassazione di una sentenza penale (anche assolutoria) è ammessa solo nei casi tassativamente individuati dalla giurisprudenza (ad es. per far valere questioni di diritto dell'Unione quali il ne bis in idem); altrimenti non incide sul giudizio tributario se non riguarda direttamente il contribuente e i medesimi fatti già decisi in via definitiva.
  • Un provvedimento amministrativo o uno sgravio riconosciuto a una società non estingue automaticamente le posizioni soggettive diverse (es. di un amministratore di fatto) se il beneficio non è stato riconosciuto anche a quest'ultimo: gli effetti extraprocessuali non sostituiscono le valutazioni probatorie nel giudizio contro la persona fisica.

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