Sentenza del 05/04/2023 n. 9336 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale dell'Agenzia (rigettandolo) e ha quindi confermato l'accoglimento dei ricorsi da parte dei giudici di merito che avevano escluso la consapevolezza di PAM nella frode. Il ricorso incidentale condizionato delle contribuente è stato dichiarato assorbito. Le spese sono poste a carico della ricorrente.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia contestava detrazioni IVA e deduzioni di costi relativamente ad acquisti di telefoni cellulari ritenuti soggettivamente inesistenti e riconducibili a una frode carosello orchestrata tramite società 'cartiere' (Alinghi, Erre Trading, Florentia Trade etc.), chiedendo maggiore imposta, sanzioni e interessi. L'Ufficio sosteneva che la contribuente fosse consapevole o avrebbe dovuto essere consapevole, usando diligenza ordinaria, della partecipazione alla frode.
Norme richiamate
Codice di procedura civile, art. 115
Richiamato in relazione al principio di non contestazione: i giudici di merito sono autorizzati a valutare le prove offerte dalle parti e a selezionare gli elementi che ritengono rilevanti; la Cassazione non rivede il convincimento del giudice di fatto.
Codice civile, art. 2697
Riparto dell'onere della prova: l'Amministrazione deve provare gli elementi che deduce (es. inesistenza soggettiva) e solo dopo il contribuente deve fornire la prova contraria.
Codice civile, art. 2729
Regole sulle presunzioni libere: le presunzioni non legislative sono affidate alla prudenza del giudice; vanno valutati tutti gli indizi, isolando quelli precisi, gravi e concordanti e poi valutandoli nella loro convergenza.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54, comma 2
Norme Iva richiamate nel contesto dell'accertamento: rilevanza ai fini della corretta qualificazione delle operazioni e della detraibilità.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 19 / art. 39, comma 1, lett. d)
Norme tributarie richiamate in relazione ai poteri di accertamento e all'onere probatorio.
Direttiva UE 2006/112, art. 168 e art. 22, par. 3
Principio di neutralità dell'IVA e condizioni per la detrazione: il diritto alla detrazione richiede che il soggetto sia soggetto passivo e che la fattura contenga gli elementi identificativi previsti; la detrazione è preclusa se la fattura riguarda operazioni inesistenti o soggettivamente inesistenti.
L. 24 dicembre 1993, n. 537, art. 14, comma 4-bis
Richiamata rispetto a questioni procedurali e probatorie in materia tributaria.
L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7, comma 1 (Codice del processo tributario)
Prescrive l'obbligo di allegare agli avvisi di accertamento gli atti richiamati nella motivazione; censurata dall'ufficio, ma i giudici di merito hanno ritenuto assorbite/valutate le questioni procedurali.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 56, comma 5 e D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 42, comma 2
Norme formali sugli avvisi e loro motivazione; contestate le omissioni di allegazione, ma non ritenute decisive dalla Corte nel caso concreto.
Art. 331 c.p.p. (denunzia di reato)
Richiamata in relazione al tema della riapertura dei termini per l'accertamento tributario legata all'esistenza di procedimenti penali e alla relativa documentazione.
Massime di principio
- Differenza tra inesistenza oggettiva e soggettiva: per operazioni oggettivamente inesistenti l'Ufficio deve dimostrare la mancata realizzazione; per operazioni soggettivamente inesistenti l'Amministrazione deve dimostrare sia la fittizietà del contraente sia la conoscenza o la conoscibilità del contribuente, secondo la diligenza ordinaria.
- Onere della prova: una volta prodotti indizi concreti e specifici dall'Amministrazione, grava sul contribuente provare di aver adottato la diligenza massima esigibile per non partecipare alla frode; la regolarità contabile o il pagamento non sono di per sé determinanti.
- Valutazione delle presunzioni: il giudice di merito valuta la gravità, precisione e concordanza degli indizi; la Cassazione sindaca solo eventuali errori di diritto o omesso esame di un fatto storico decisivo, non le valutazioni di fatto svolte correttamente nel merito.
- Anomalie documentali e comportamentali (prezzi anomali, ricarichi ridotti, pagamenti anticipati dalle cessionarie, destinazioni di trasporto sospette, mancanza di strutture delle 'cartiere') costituiscono indizi rilevanti ma non automaticamente decisivi: devono essere valutati complessivamente e con riferimento alla possibilità di prova contraria del contribuente.
- Questioni procedurali sugli avvisi (allegazione di atti esterni, raddoppio termini per denunzia di reato): la mancata allegazione può essere censurata, ma il vizio è rilevante solo se incide concretamente sulla conoscibilità degli elementi su cui si fonda l'accertamento; occorre verificare caso per caso.
- Limitazioni della Cassazione: nei giudizi di legittimità non è possibile ottenere una riconsiderazione globale del compendio probatorio; le doglianze devono essere formulate come violazioni di diritto o omesso esame di fatti decisivi espressamente indicati.
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