Sentenza del 17/09/2020 n. 4070 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Massima n. 266/2020 SANZIONI - CUMULO GIURIDICO - INTRASTAT.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
il contribuente non ha presentato gli elenchi riepilogativi degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie (Intrastat). Si tratta di una condotta reiterata attraverso più azioni/omissioni; la questione è se tali plurime omissioni debbano essere sanzionate separatamente per ogni irregolare compilazione o possano essere aggregate con l'applicazione dell'istituto della continuazione ai sensi del comma 5‑bis dell'art. 6 del D.Lgs. 472/1997.
La decisione
la Corte ha ritenuto legittima l'applicazione dell'istituto della continuazione (cumulo giuridico) ai sensi del comma 5‑bis dell'art. 6 del D.Lgs. 472/1997, quando le plurime omissioni non incidono sulle attività di controllo né sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta o del tributo. In particolare, ha precisato che l'art. 11 comma 4 del D.Lgs. 471/1997, pur prevedendo una sanzione per ogni irregolare compilazione degli elenchi, non deroga al principio dettato dall'art. 12 del medesimo decreto, per cui è possibile ricondurre le violazioni a continuazione.
Norme richiamate
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 - art. 6 comma 5‑bis
consente, nei casi previsti, di considerare le plurime violazioni come fatti unici ai fini del cumulo giuridico/continuazione quando le azioni reiterate non incidono sulle attività di controllo o sulla quantificazione dell'imposta/tributo
decreto legislativo 14 settembre 1997, n. 471 - art. 11 comma 4
prevede una sanzione per ogni irregolare compilazione degli elenchi delle cessioni comunitarie (Intrastat), ma non esclude l'applicazione delle regole generali sulla continuazione delle violazioni
decreto legislativo 14 settembre 1997, n. 471 - art. 12
stabilisce il principio applicabile alle ipotesi di concorso/continuazione di più violazioni tributari; secondo la sentenza, tale principio rimane operativo e l'art. 11 comma 4 non lo deroga
Massime di principio
- Le omissioni nella presentazione degli elenchi Intrastat, se ripetute in più atti che non alterano i controlli o la determinazione della base imponibile, possono essere aggregate come unica fattispecie tramite l'istituto della continuazione.
- Una norma speciale che prevede sanzioni per ogni singola violazione (es. art. 11 comma 4 D.Lgs. 471/1997) non elimina automaticamente l'applicabilità delle regole generali sulla continuazione e sul cumulo giuridico previste da altre disposizioni.
- Per valutare l'applicabilità della continuazione occorre accertare se le plurime azioni/omissioni abbiano inciso sugli esiti del controllo fiscale o sulla determinazione dell'imposta: se non hanno inciso, è più probabile l'applicazione della continuazione.
- Dal punto di vista pratico, il contribuente dovrebbe documentare tempestivamente la corretta natura e ripetitività degli adempimenti e valutare la possibilità di sanare le omissioni per ridurre il rischio di applicazione cumulativa delle sanzioni.
- Le amministrazioni fiscali possono legittimamente richiedere l'applicazione della continuazione quando ricorrono i presupposti normativi; il contribuente che contesta la pluralità delle sanzioni deve dimostrare l'effetto delle omissioni sui controlli o sulla determinazione dell'imposta per evitare l'aggregazione.
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