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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23763/2023 del 31/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto del 16/09/2022 con cui il Pubblico Ministero aveva rigettato de plano l'istanza di revoca del sequestro preventivo avente ad oggetto un cane, razza pastore tedesco microchip n. 380260100464494. La difesa ha dedotto l'abnormità dell'atto per violazione dell'art. 321, comma 3, c.p.p., sostenendo che il P.M., invece di trasmettere la richiesta al Giudice per le Indagini Preliminari con le proprie valutazioni negative, l'ha rigettata direttamente, determinando una stasi del procedimento.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il provvedimento del P.M. fosse atto abnorme e incompatibile con l'art. 321, comma 3, c.p.p., che impone la trasmissione al Giudice per le Indagini Preliminari se il P.M. ritiene che la richiesta di revoca debba essere anche in parte respinta. Il provvedimento impugnato è stato annullato senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Ravenna, ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, perché proceda alla valutazione dell'istanza di revoca.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 3, cod. proc. pen.

    "se vi è richiesta di revoca dell'interessato, il pubblico ministero, quando ritiene che essa vada anche in parte respinta, la trasmette al giudice, cui presenta richieste specifiche nonché gli elementi sui quali fonda le sue valutazioni"

    Il P.M. non può rigettare negativamente la richiesta di revoca del sequestro preventivo: se intende respingerla (anche parzialmente) deve trasmetterla al GIP con le proprie valutazioni; il rifiuto diretto è atto abnorme e impugnabile in Cassazione.

  • Giurisprudenza rilevante (Sez. 3, n. 34632 del 23/06/2022; Sez. 3, n. 15459 del 13/03/2018, Rv. 272698)

    Consolidato indirizzo delle Sezioni Unite/terze sezioni secondo cui il provvedimento negativo del P.M. sulla revoca del sequestro è estraneo alla sua sfera di attribuzioni e può essere qualificato come atto abnorme ricorribile in Cassazione.

Massime di principio

  • La richiesta di revoca del sequestro preventivo non può essere definitivamente respinta dal Pubblico Ministero: se il P.M. ritiene di non accoglierla (anche parzialmente) è obbligato a trasmettere la richiesta al Giudice per le Indagini Preliminari con le motivazioni e gli elementi di valutazione.
  • Un rigetto 'de plano' da parte del P.M. è un atto abnorme che può essere impugnato in Cassazione; la Corte può annullarlo e disporre la trasmissione degli atti al GIP perché valuti la revoca.
  • In situazioni analoghe la difesa dovrebbe proporre tempestivamente impugnazione (o conversione dell'atto, ove possibile) contestando la violazione dell'art. 321 c.p.p. e chiedendo l'annullamento del provvedimento e la rimessione al GIP.
  • Il principio di conservazione degli atti può consentire al giudice ordinario di qualificare e convertire istanze/ricorsi in maniera tale da garantire il rimedio giurisdizionale (es. conversione in ricorso per cassazione quando il rigetto sia atto abnorme).
  • Se il P.M. ha effettivamente motivato una revoca favorevole, può disporre la revoca con decreto motivato; ma la pronuncia negativa sulla revoca è devoluta al GIP.

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