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Sentenza

Sentenza del 08/03/2018 n. 1508 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Registro, ipotecarie e catastali - Prezzo immobile oggetto di compravendita - Differenza tra preliminare di vendita e definitivo - Riduzione prezzo da parte del venditore - Dati Omi - Illegittimità della rettifica.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Amministrazione finanziaria aveva rettificato il valore dell'immobile ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, presumibilmente sulla base dei valori OMI e della differenza tra il prezzo indicato nel preliminare e quello riportato nel contratto definitivo. La riduzione del prezzo intervenuta tra i due contratti era tuttavia riconducibile a uno sconto concesso dal venditore e risultava conosciuta dal fisco. La controversia riguardava quindi la legittimità della rettifica fondata su valori presuntivi e sulla mera divergenza tra i prezzi dei due atti, senza adeguata prova del maggior valore effettivamente pattuito.

La decisione

La rettifica è stata ritenuta illegittima. La differenza tra il prezzo del preliminare e quello del definitivo, se spiegata da una riduzione concessa dal venditore e nota all'Amministrazione, non dimostra di per sé che nel definitivo sia stato occultato un maggior corrispettivo. I dati OMI possono costituire elementi di orientamento o indiziari, ma non sono sufficienti, da soli, a provare il maggior valore dell'immobile o un prezzo diverso da quello dichiarato. L'accertamento deve quindi basarsi su elementi concreti, gravi e coerenti, idonei a superare il prezzo risultante dal contratto definitivo.

Norme richiamate

  • Normativa sull'imposta di registro e sulle imposte ipotecaria e catastale

    La base imponibile deve essere determinata secondo il valore o il corrispettivo previsto dalla legge e l'eventuale rettifica richiede una prova adeguata del maggior valore rispetto a quello dichiarato.

  • Valori OMI dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare

    I valori OMI non hanno valore probatorio automatico né possono giustificare da soli la rettifica del prezzo dichiarato; devono essere accompagnati da ulteriori elementi concreti riferiti allo specifico immobile e alla specifica operazione.

Massime di principio

  • La differenza tra il prezzo indicato nel preliminare e quello del contratto definitivo non prova automaticamente l'occultamento di un corrispettivo maggiore, soprattutto quando è documentata da uno sconto o da una riduzione del prezzo concessa dal venditore.
  • L'Amministrazione finanziaria non può fondare una rettifica esclusivamente sui valori OMI, poiché tali valori costituiscono dati statistici e presuntivi, non una prova certa del valore reale della singola compravendita.
  • Quando il prezzo definitivo è inferiore a quello preliminare, è opportuno documentare le ragioni della riduzione mediante accordi integrativi, corrispondenza, perizie, vizi dell'immobile, variazioni delle condizioni di mercato o altri elementi verificabili.
  • In una controversia fiscale, il contribuente può contestare la rettifica evidenziando che il fisco conosceva la riduzione e non ha fornito prove specifiche di un corrispettivo occulto o di un maggior valore effettivamente pattuito.
  • La validità di una rettifica dipende dalla qualità e dalla concretezza degli elementi probatori utilizzati dall'Amministrazione, non dalla sola discordanza tra atti o dalla generica comparazione con prezzi di mercato.

Testo integrale

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