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Sentenza

Sentenza n. 8/2026 - Parma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensiva - del provvedimento emesso dall’Ufficio “Settore Politiche Abitative” del Comune di Parma con determinazione n. proposta -OMISSIS-, avente ad oggetto “Decadenza dall’assegnazione ai sensi dell’art. 30 comma 1 lett. a) della legge regionale 24/2001 e s.m.i. nei confronti di assegnatario di alloggio di edilizia residenziale pubblica ubicato in -OMISSIS-, via -OMISSIS- n. -OMISSIS- cod. -OMISSIS-”; - di ogni altro atto o provvedimento presupposto, connesso o consequenziale, anche non conosciuto; … per l’accertamento … in via subordinata, dell’avvenuto subentro dei cointeressati -OMISSIS-, -OMISSIS- e -OMISSIS- nella titolarità dell’assegnazione ai sensi e per gli effetti dell’art. 27, comma 1, L.R. n. 24/2001.

Giustizia amministrativa202500715

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di decadenza dall’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica

Esito

DIFETTO DI GIURISDIZIONE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune di Parma, ai sensi dell’art. 30, comma 1, lett. a), della legge regionale n. 24/2001, ha dichiarato la sua decadenza dall’assegnazione dell’alloggio ERP, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. In via subordinata ha chiesto l’accertamento dell’avvenuto subentro di alcuni cointeressati nella titolarità dell’assegnazione ai sensi dell’art. 27, comma 1, della medesima legge regionale. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, sostenendo che la controversia riguardasse una vicenda successiva all’assegnazione dell’alloggio e quindi un rapporto paritetico rientrante nella giurisdizione del giudice ordinario. Nel merito ha chiesto il rigetto del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. Ha applicato il criterio del petitum sostanziale, distinguendo tra la fase anteriore all’assegnazione, nella quale l’amministrazione esercita poteri autoritativi e sono coinvolti interessi legittimi, e la fase successiva all’assegnazione, nella quale il rapporto assume natura paritetica e la posizione dell’assegnatario è di diritto soggettivo. Poiché l’atto impugnato riguardava la decadenza dall’assegnazione, il giudice ha ritenuto la controversia riconducibile alla fase successiva all’assegnazione e, dunque, alla giurisdizione del giudice ordinario. La causa potrà essere riproposta davanti al giudice ordinario ai sensi dell’art. 11 c.p.a., con salvezza degli effetti sostanziali e processuali della domanda originaria. Le spese sono state compensate, anche perché l’atto impugnato indicava il giudice amministrativo quale autorità competente.

Norme richiamate

  • art. 30, comma 1, lett. a), l.r. Emilia-Romagna n. 24/2001

    Decadenza dall’assegnazione ai sensi dell’art. 30 comma 1 lett. a) della legge regionale 24/2001 e s.m.i.

    La disposizione costituiva la base normativa del provvedimento comunale di decadenza, ma la decisione non ne ha esaminato la legittimità sostanziale per difetto di giurisdizione.

  • art. 27, comma 1, l.r. Emilia-Romagna n. 24/2001

    La disposizione è stata richiamata per la domanda subordinata di accertamento del subentro dei cointeressati; anche tale questione è rimasta sottratta alla cognizione del giudice amministrativo.

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Ha consentito la definizione immediata del giudizio, essendo integro il contraddittorio, esaustivamente trattate le questioni e non essendovi opposizione delle parti.

  • art. 11 c.p.a.

    con salvezza degli effetti sostanziali e processuali della domanda originaria

    In caso di declinatoria della giurisdizione, il giudizio può essere riproposto davanti al giudice munito di giurisdizione, conservando gli effetti sostanziali e processuali della domanda originaria.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Ha costituito, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati personali, la base per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È stato richiamato quale ulteriore presupposto per la tutela dei dati personali mediante oscuramento.

Massime di principio

  • Nelle controversie relative all’edilizia residenziale pubblica, il riparto di giurisdizione si determina secondo il criterio del petitum sostanziale, distinguendo tra la fase anteriore e quella successiva al provvedimento di assegnazione dell’alloggio.
  • Le controversie concernenti la formazione della graduatoria, la prenotazione o l’assegnazione dell’alloggio ERP riguardano l’esercizio di poteri pubblicistici e rientrano, in linea generale, nella giurisdizione amministrativa.
  • Dopo l’assegnazione dell’alloggio e la instaurazione del rapporto locatizio, le controversie relative a subentro, risoluzione, decadenza, rilascio o sgombero attengono a posizioni di diritto soggettivo e rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario.
  • La contestazione di un provvedimento formalmente qualificato come decadenza dall’assegnazione riguarda una vicenda successiva all’assegnazione e non rientra, per ciò solo, nella giurisdizione amministrativa, anche quando l’atto sia adottato da un’amministrazione pubblica.
  • La declinatoria di giurisdizione consente la riproposizione della domanda davanti al giudice munito di giurisdizione ai sensi dell’art. 11 c.p.a., con conservazione degli effetti sostanziali e processuali della domanda originaria.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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