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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2233/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'Appello di Napoli che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale e distrattiva nei confronti di Colarusso (amministratore di Tecno Metal s.r.l.) per distrazione di beni e distruzione della contabilità per euro 1.496.385,96, e per bancarotta fraudolenta per distrazione nei confronti di Ciarla (consigliere) per prelievi non giustificati da un conto della fallita per euro 47.200,00. Hanno articolato tre motivi: 1) estinzione dei reati per prescrizione, sostenendo decorrenza dei termini dal 28.02.2008 con estinzione al 26.09.2021; 2) vizio di notifica al Colarusso dell'avviso di fissazione dell'udienza, per trasferimento a Reggio Emilia e notificazione al difensore non valida; 3) insufficienza della prova circa l'utilizzo dei prelievi effettuati da Ciarla per finalita estranee alla societa, per cui la mera prova dei prelievi non sarebbe idonea a provare la distrazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Sulla prescrizione: il Collegio ha ritenuto erronea la deduzione dei ricorrenti perché al termine massimo di prescrizione (12 anni e 6 mesi decorrenti dal 26.2.2008, con termine ordinario al 26.8.2020) devono aggiungersi i periodi di sospensione processuale (120 giorni in primo grado, 381 giorni in appello dal 15.9.2020 al 1.10.2021 e 64 giorni di sospensione Covid), sicche alla data della sentenza di appello (1.10.2021) i reati non risultavano prescritti. Sulla notifica: la notifica del decreto di citazione in appello al difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p. e stata ritenuta valida poiche la notifica al domicilio risultava tentata nell'indirizzo indicato dall'imputato come domicilio dichiarato e la nuova residenza a Reggio Emilia non risultava formalmente operativa al momento della notifica (certificato di residenza a Sant'Ilario D'Enza rilasciato solo il 3.6.2022). Sulla prova della distrazione: la Corte ha confermato che la prova della distrazione puo emergere dalla mancata giustificazione dell'amministratore circa la destinazione dei beni o delle somme prelevate; la mera dimostrazione dei prelievi, se non giustificata, consente di ritenere integrata la distrazione. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 161, comma 4, c.p.p.

    La notifica al difensore e valida quando la notifica al domicilio indicato e risultata impossibile e il mutamento o la revoca della dichiarazione domiciliare non e stata effettuata nelle forme di legge; il domicilio 'dichiarato' prevale se non formalmente aggiornato

  • art. 129 cod. proc. pen.

    La Corte richiama il principio che l'inammissibilita del ricorso per manifesta infondatezza impedisce il formarsi di un valido rapporto di impugnazione e preclude la possibilita di rilevare e dichiarare cause di non punibilita ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

  • D.L. n. 137/2020, conv. L. 176/2020 (art. 23, comma 8)

    comma 8 dell'art. 23 del d.l. n. 137/2020, conv. con modificazioni nella L. 176/2020

    Richiamato ai fini delle conclusioni del procuratore generale in sede; utilizzato per la trasmissione delle richieste scritte ai fini della decisione

  • D.L. 30 dicembre 2021, n. 228, conv. L. 25 febbraio 2022, n. 15 (art. 16)

    ad 16 del D.L. 30 dicembre 2021, n. 228, convertito con modificazioni dalla L. 25 febbraio 2022, n. 15

    Richiamato unitamente alle norme sul procedimento per la trasmissione delle conclusioni del Procuratore Generale; rilevanza procedurale nella fase di decisione

  • Giurisprudenza di Cassazione (principi richiamati)

    Sez. 5, n. 15679 del 05/11/2013; Sez. 5, n. 8260 del 22/09/2015; Sez. 5, n. 17228 del 17/01/2020; Sez. 5, n. 51613 del 11/10/2017; Sez. 7, n. 24515 del 23/01/2018

    Richiamati per chiarire che: le operazioni economiche estranee agli scopi aziendali che determinano depauperamento integrano la bancarotta per distrazione; la prova puo desumersi dalla mancata dimostrazione della destinazione dei beni; e che la notifica al difensore e ammissibile se il domicilio dichiarato non e stato formalmente aggiornato

Massime di principio

  • Calcolo della prescrizione: quando si contesta la prescrizione occorre considerare non solo il termine ordinario ma anche i periodi di sospensione processuale (primo grado, appello) e sospensioni eccezionali (es. Covid); questi possono rendere non estinto il reato alla data della sentenza impugnata
  • Notifiche al difensore (art. 161 c.p.p.): la notifica al difensore e valida se la notifica al domicilio risultante dagli atti e stata tentata e il mutamento di domicilio da parte dell'imputato non e stato formalmente comunicato; un certificato di residenza successivo alla notifica non modifica la validita dell'atto compiuto
  • Onere probatorio nella bancarotta per distrazione: l'esistenza di prelievi o trasferimenti patrimoniali, se non giustificati dall'amministratore con prove della destinazione a fini aziendali, puo legittimare la conclusione di distrazione. La mera prova del prelievo diventa rilevante se l'imputato non dimostra finalita lecite o aziendali
  • Inammissibilita del ricorso e limiti della verifica: se il ricorso e dichiarato manifestamente infondato e inammissibile, il giudice di legittimita non puo formare un nuovo valido rapporto di impugnazione e non e tenuto a rilevare cause di non punibilita che non siano comunque impugnate validamente
  • Documentazione anagrafica e prova: produzioni tardive di certificati di residenza non utili a retrodatare o invalidare notifiche gia eseguite; la tempestivita e la datazione dei documenti anagrafici sono cruciali per contestare la correttezza delle notifiche

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