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Ordinanza

Ordinanza n. 168/2026 - Palermo, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600538

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione comunale che ha rilasciato una valutazione di incidenza ambientale favorevole con prescrizioni per interventi di manutenzione ordinaria e periodica di uno stabilimento balneare, unitamente agli atti presupposti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (gestore stabilimento balneare)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato la determinazione dirigenziale con cui il Comune di Palermo, all’esito di un procedimento di riesame conseguente all’annullamento della precedente determinazione, ha rilasciato una VINCA favorevole con prescrizioni. Il ricorso ha dedotto, secondo quanto emerge dall’ordinanza, la violazione delle garanzie partecipative, poiché l’Amministrazione non avrebbe consentito alla ricorrente di partecipare al procedimento definito con il provvedimento impugnato. È stata inoltre contestata la motivazione del provvedimento, ritenuta inadeguata rispetto alle indicazioni del giudice d’appello: il Comune avrebbe menzionato il parere dell’ente gestore della riserva, ma se ne sarebbe discostato senza illustrare le ragioni, limitandosi ad affermarne il carattere non vincolante. La precedente determinazione, recante prescrizioni analoghe, era stata annullata nell’ambito di un ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, sulla base del parere del CGARS.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo che, a un sommario esame proprio della fase cautelare, i motivi relativi alla mancata partecipazione procedimentale e al difetto di motivazione fossero assistiti da adeguato fumus boni juris. In particolare, ha rilevato che il Comune non aveva consentito alla ricorrente di partecipare al procedimento di riesame e che la nuova determinazione non aveva esplicitato le ragioni del mancato recepimento del parere dell’ente gestore della riserva, essendosi limitata a qualificarlo come non vincolante. Sono stati quindi sospesi gli effetti dei provvedimenti impugnati. La trattazione del merito è stata fissata al 4 giugno 2026. Il Comune di Palermo è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.000,00 oltre oneri di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata ai fini della sospensione degli effetti degli atti impugnati, sulla base del fumus boni juris risultante da un sommario esame della controversia.

Massime di principio

  • Nel procedimento di riesame conseguente all’annullamento di un precedente provvedimento, l’Amministrazione deve assicurare la partecipazione dell’interessato quando la nuova decisione incide nuovamente sulla sua posizione giuridica e costituisce l’esito di una rinnovata valutazione amministrativa.
  • L’Amministrazione che si discosti dal parere dell’ente gestore di un’area protetta, anche quando lo ritenga non vincolante, deve indicare le ragioni concrete e specifiche del mancato recepimento; la mera affermazione della natura non vincolante del parere non soddisfa l’obbligo motivazionale.
  • La qualificazione di un parere come non vincolante non esonera l’Amministrazione dall’obbligo di esaminarne effettivamente il contenuto e di motivare la scelta di discostarsene, soprattutto quando tale questione sia stata già evidenziata dal giudice in sede di precedente annullamento.

Come è indicizzato

MaterieAree protette, fauna e floraPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiAmbienteProcedimento amministrativo
IstitutiPartecipazione procedimentaleDifetto di motivazioneTutela cautelareEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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