Cassazione Penale, Sentenza n. 46038/2023 del 15/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, perché nel corso del giudizio il ricorrente è stato rimesso in libertà e quindi è venuta meno l'utilità pratica della decisione impugnata. Non sono state irrogate spese né è stato disposto il versamento alla Cassa delle ammende, poiché la modifica del regime cautelare non è imputabile al ricorrente.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva rigettato l'appello proposto da Daniel De Ninno avverso il provvedimento del GIP di Latina (10/05/2023) che aveva negato la revoca della custodia cautelare in carcere, applicata in seguito a una trasgressione degli arresti domiciliari. Il ricorrente chiedeva la revoca/annullamento della misura detentiva.
Massime di principio
- La sopravvenuta perdita dell'interesse (mancanza di utilità pratica della pronuncia) rende inammissibile il ricorso: se l'effetto concreto che si voleva ottenere con l'impugnazione viene meno, il giudice può dichiarare il ricorso inammissibile.
- La remissione in libertà del detenuto durante il giudizio elimina normalmente l'interesse a impugnare una misura cautelare, salvo che permangano effetti giuridici o conseguenze concrete (es. annotazioni a carico, misure accessorie, o situazioni che producono effetti anche dopo la scarcerazione).
- Quando la sopravvenuta cessazione dell'interesse non è imputabile al ricorrente, il giudice tende a non irrogare sanzioni pecuniarie o condanne al pagamento a favore della Cassa delle ammende; viceversa, se il mutamento deriva da comportamenti del ricorrente, potrebbero scattare conseguenze.
- Prima di rinunciare o non proporre impugnazioni, va valutato se la pronuncia impugnata produce effetti durevoli o patrimoniali/registro che giustifichino la prosecuzione del giudizio anche dopo la scarcerazione.
- In situazioni analoghe, verificare sempre l'interesse concreto e attuale all'impugnazione: se esiste un interesse residuo (tutela della reputazione, eliminazione di annotazioni, impatti su future misure), il ricorso può rimanere ammesso nonostante il rilascio.
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